mercoledì 31 dicembre 2008

PROPOSITI PER IL NUOVO ANNO


Beh....che dire? Come al solito, giunti alla vigilia di un nuovo anno, si fanno i propositi che poi, solitamente, non vengono mai realizzati. Tipo, perdere qualche chilo, chiamare persone che non si sentono da tempo, chiarire dei rapporti, iniziare qualcosa di nuovo, ecc.

Innanzitutto mi preme chiedere scusa a tutti quelli che ho trattato freddamente nell'anno che si sta chiudendo. A tutte le persone che mi vogliono bene sul serio di cui, a causa del mio stato emotivo, non mi sono occupato nel modo che avrebbero meritato.

L'unico augurio che posso farmi è che il 2009 non sia peggiore del 2008. Ci vorrà davvero poco visto che ho avuto soddisfazioni pari allo zero, ho vissuto poche giornate realmente positive che si contano sulle dita di due mani.

Detto questo mi auguro di realizzare qualcosa, di smuovermi un pochetto, di uscire un pò fuori dall'angolo in cui mi sono "seduto", aspettando chissà cosa.

Nel 2009 mi piacerebbe trovare un affetto. Non parlo di grande amore, non chiedo così tanto. Però sarebbe bello se il mio cuore palpitasse non solo per le preoccupazioni e le paure che mi attanagliano da due anni a questa parte. Sarebbe carino riprovare quelle sensazioni positive di cui ho un vitale bisogno.

Nel 2009 ho anche stabilito che vorrei darmi alla "pazza gioia". Non sono il tipo per fare certe cose che preferisco non dire... (eheh) ma sarebbe anche giusto che la smettessi di pensare troppo al perchè di tutte le cose e assecondassi un pò l'istinto, anche quello più "basso" e meno "nobile".

Dovrei poi perdere qualche chilo messo sul groppone proprio per surrogare alcune mancanze e a causa dei dispiaceri. Ma questo è un dettaglio di poco conto.

La cosa basilare per me è che la mia famiglia stia bene. Che ci sia la salute in primis. Che ci sia una ripresa economica (intesa come lavoro) anche piccola. Insomma che dopo tante lacrime...inizi a spuntare qualche sorriso reale e non di circostanza, magari buttato lì tanto per non far preoccupare ulteriormente chi mi vuol bene.

Poi mi piacerebbe riallacciare un rapporto in particolare (anche se ci credo molto poco). Mi piacerebbe rendere serena mia madre che vive di riflesso i miei stati d'animo negativi. Lei merita il meglio e voglio (e devo) riuscire a darglielo.

Che altro dire? Speriamo bene...

venerdì 12 dicembre 2008

IL FANTASTICO MONDO DI...FACEBOOK


Come si dice? Chi disprezza...compra. Il tanto criticato FaceBook ha finito per contagiare anche me che sono solitamente refrattario ad accogliere con disinvoltura le novità, specialmente quelle che possono incidere su alcuni eventi della nostra vita, piccoli o grandi che siano. Mi son trovato in questo meccanismo piacevolmente perverso che nulla ha a che
fare con tutto quello che, fino a pochi giorni fa, conoscevo di internet. Questa sconfinata piazza virtuale, ben diversa dai forum a cui sono abituato,
mi ha fatto molto riflettere. Voi avrete certamente notato che sono portato a
ponderare un pò troppo su tutto e tutti. Fa parte della mia indole e difficilmente si cambia. Adesso parlo dell'effetto che ha prodotto in me FB (non so come definirlo). Una delle caratteristiche della mia vita, del mio percorso evolutivo (e , in alcuni casi...involutivo) è la mancanza di collegamenti con alcuni periodi importanti che hanno inciso più o meno nella mia esistenza. Ne ho parlato anche con il mio analista diverse volte. Ho vissuto una vita a compartimenti separati. Difficilmente il personaggio di un periodo storico mi ha accompagnato per lungo tempo. Si è sempre tutto interrotto, facendo sì che quel periodo venisse più o meno idelizzato e, soprattutto, cristallizzato.
Familiari stretti a parte, l'unica persona che mi "accompagna" da quando ero piccolo è un mio amico d'infanzia, Ruggiero. Posso dire che mi ha quasi visto nascere e ha seguito più o meno da vicino, tutto il mio percorso di vita. Diciamo che è l'unica persona "esterna alla famiglia" (che poi tanto esterna non è) con cui posso parlare di tutto, dall'infanzia fino al presente. Lui è l'unico anello di congiunzione, l'unico filo conduttore che mi lega al
passato, a quello più lontano. Poi ci sono stati degli amici che ho frequentato per più o meno brevi periodi, di cui ho perso totalmente le tracce.
C'è stato il periodo relativamente breve di Daniele, in figlio della vicina di casa, con cui dividevo quasi il pane ma che, una volta trasferitosi fuori con la famiglia, ci siamo persi. Ricordo le lunghe passeghiate, lo
scambio di "figurine" dei nostri cartoni preferiti, i pomeriggi passati insieme a guardare la tv o a giocare. Le uscite con le biciclette. Un periodo molto intenso, una condivisione molto profonda. Tutto svanito nel nulla, come se fosse stato tagliato via quel settore della mia vita.
Dopo di lui c'è stato Cain ... vabbè ... in questo caso il periodo è stato più lungo (si va dalle medie, al liceo e oltre) ma, anche in questo caso, una volta uscito malamente fuori dalla mia vita ... ZAC. Subito dopo di lui (anche se per un periodo di è sovrapposto) c'è stato Giuseppe. Anche in quel caso ... amicizia molto profonda,
condivisione "del pane" ... come si suol dire e poi ZAC. Fuori, finito. Terminato.
Negli ultimi anni ho conosciuto le mie amiche (Concetta,Carmen e Mara). Con loro ho vissuto periodi molto sereni. Per fortuna siamo ancora in contatto ma anche in questo caso, c'è stata una sorta di rottura, nel senso
che son dovute partire (ne ho parlato in un altro articolo). I sentimenti di amicizia ci sono sempre, certo, però una parte fondamentale di quel periodo, la condivisione diretta del tempo insieme....non c'è più. Altro taglio di forbici.
Cosa c'entra questo discorso con FaceBook? C'entra..c'entra. Da quando si è interrotta l'amicizia con Giuseppe, non ho potuto condividere con nessuno i ricordi della scuola (di quel periodo in generale). Mi ritrovo con una quantità di materiale in mente che non posso condividere con alcuno. Sembra stupida come cosa ma è incredibilmente strana. Praticamente è avvenuto un processo di cristallizzazione dei vari periodi interrotti. Quello con Cain, quello con Daniele, quello del liceo, quello con Giuseppe, lo stesso periodo delle mie vacanze al mare (in questo caso però lo "stacco" è stato voluto). Per cui è chiaro che tutto è rimasto quasi fermo nel
tempo ... anche se, in alcuni casi (liceo) sono passati 20 anni.
Sbarcato su FB ... dapprima non sapevo francamente chi cercare, poi a catena, dopo aver provato a contattare una vecchia "compagna" a cui, tra l'altro, avevo anche fatto guidare molte volte la mia auto, diversi ex amici di liceo sono comparsi all'orizzonte. Premetto che anche allora ero orso come lo sono ora. Non andavo alle feste, non andavo in gita. La mia vita di gruppo praticamente si limitava alle ore trascorse in classe e a qualche passeggiata (quando presi l'auto....alcuni pseudo amici iniziarono a venirmi dietro come api sul miele). Certo nacquero anche un paio di amicizie interessanti (Giuseppe su tutti) che avrebbero potuto avere sviluppi migliori, però poi, ci si perse per le diverse strade cre prendemmo a livello di studio. Io, ad esempio, mi fermai perchè era giunto il momento di sviluppare un'altra parte di me , molto più importante di qualsiasi esame universitario, quella parte con cui avrei dovuto fare i conti per tutta la vita e che allora mi sembrava una montagna insormontabile.
Per farla breve ... mi ha fatto impressione incontrare i vecchi amici su FB. Chi è diventato avvocato, chi ingegnere e vive altrove, chi è sposato, chi ha un figlio, chi tre. Alcuni di loro abitano ancora nella mia città. Che ci crediate o no, li ho incontrati pochissime volte ... e quelle volte ... ho fatto finta di non vederli ... perchè temevo il confronto. Ora me li son trovati davanti, con la foto del Liceo che di colpo sembra invecchiata di 20 anni, con tutti quei ricordi che all'improvviso sembra che il tempo li ricacci in qualche cassetto del passato perchè ... la vita di adesso è un'altra cosa. Mi ha fatto molto effetto e ... ovviamente ... ho riflettuto molto su tutto. Immediatamente ho fatto una scrematura, pensando alla persona che potrebbe essere "amica" anche nel presente, magari riallacciando rapporti interrotti dal tempo e dalle circostanze.
Ho fatto anche un'altra riflessione che dovrebbe farmi sentire meno "indietro" per certi versi, rispetto ad una certa strada che han fatto loro. Beh ... io di chilometri ne ho macinati...dentro di me. Tanti, tantissimi. Loro hanno studiato su dei libri universitari, si sono laureati (alcuni). Io ho dovuto fare i conti con me stesso. Smontare pezzo pezzo il mio "io" e costruire quello che sono adesso che, tolti i pensieri neri che, purtroppo, mi accompegneranno finchè avrò vita, non è poi una persona da buttare, anzi. Probabilmente sono molto più sensibile e profondo di alcuni "dott" che si fregiano con tanto orgoglio del loro titolo. Io mi sono affermato come persona davanti ai miei occhi e quelli delle persone care. Il mio percorso è stato lungo e molto duro. Posso dire però di essere riuscito a fare qualcosa di straordinario, posso affermare con altrettanto orgoglio di essere riuscito ad essere quello che sono senza timore. Molti altri continuano a nascondersi inutilmente. Beh ... mettendo sul piatto della bilancia il tutto, ho la convinzione che davvero abbia fatto una lunga, lunghissima serie di esami, che si sono conclusi con la Laurea "in me stesso" nel momento stesso in cui mi sono rivelato alla persona più importante della mia vita. Peccato che adesso vada avanti a tre cilindri, che non riesca a mettere a frutto tutto lo studio fatto, tutti i sacrifici e le lacrime versate. Me lo ripeto ... è un peccato. Vabbè ... pazienza. Comunque ho ottenuto un grande risultato e di questo ne fado fiero.
FaceBook...è anche riflessione...

martedì 25 novembre 2008

L'AMICO PERSO E ...QUASI RITROVATO...


Credo sia arrivato il momento di parlare di lui. Non scenderò nei particolari perchè credo siano, per il momento inutili.
Comunque è stato un uomo molto importante nella mia vita. Di lui mi sono
innamorato (i soliti amori unilaterali) al Liceo e il nostro rapporto si è evoluto con l'andare degli anni.
Finchè sono riuscito ad entrare nel suo cuore. La nostra "amicizia" è stata
molto intensa. Lui mi dava sicurezza, calore, stabilità. Sapevo che c'era
sempre e che su di lui potevo sempre appoggiarmi. Bastava un suo sguardo per
darmi coraggio e anche il solo stargli accanto era per me fonte di sicurezza. Il rapporto si è evoluto in varie forme fino a 5 anni fa (come accade in tutti i rapporti tra le persone). Gli son stato vicino nei giorni peggiori, quando tutto e tutti gli erano contro per le sue scelte.
Sono stato un pò quello che gli ha permesso di unirsi con la persona che ora
gli è accanto. La stessa persona che era diventata una mia cara amica. Il nostro era un trio un pò particolare. Lo è sempre stato dal momento che la conobbi. Son sempre stato il loro "equilibrio". Quando c'era qualcosa che non andava, entrambi si confidavano con me e a entrambi cercavo di dare il giusto consiglio, visto che credevo di conoscerli bene. Lei ha sempre calcato un pò la mano, dal principio. Aveva intuito che provavo
dei forti sentimenti per il suo uomo e non mancava volta, quando passavamo del tempo insieme, che esagerasse un pò con le "effusioni". In seguito mi confessò che lo faceva a posta, come per dirmi "guarda che questo è il mio uomo e tu non puoi metterci sopra nemmeno un dito". Che stronza.Vabbè mi sto dilungando troppo... anche se per questo capitolo della mia vita, ci vorrebbero decine di post.
Per farla breve, nel 2003 il rapporto si è interrotto con entrambi a causa di un negozio (il mio) che mai si è aperto e una promessa di lavoro (credo sia quello il motivo....) fatta ad una loro amica, che non potè essere mantenuta (in pratica sorsero dei problemi insormontabili, il negozio non si aprì più e l'amica del cuore di lei rimase a spasso). Ci rimasi molto, molto male. Lui era un mio punto di riferimento molto importante e anche lei aveva un suo ruolo nella mia vita. A posteriori posso affermare che il rapporto era fortemente sbilanciato in loro favore, visto che riuscivano a farmi fare quello che volevano, approfittando del forte
sentimento che ho sempre provato per lui. Mi hanno sfruttato finchè hanno potuto anche se il mio era (come ho capito tempo dopo grazie ad un'attenta analisi fatta con il mio "scrivano") uno "sfruttamento consapevole". In poche parole...lasciavo che mi sfruttassero, pur di rimanere accanto alla persona che amavo anche solo come amico (che masochista!!). Questo tanto per far comprendere quanto forte era il mio sentimento.
Vabbè... Sempre per la stessa ragione, quando c'era un motivo d'attrito (specialmente con lei...) ero sempre il primo che cercava la "spiegazione", la riappacificazione, il chiarimento, pur consapevole di essere dalla parte della ragione. A volte il cuore ci fa fare cose che la ragione non comprende (che bella citazione!!!). Anche nel 2003...la "signora" evidentemente si aspettava che mi azzerbinassi, prendendomi tutte le colpe e mi facessi lapidare pubblicamente. Invece decisi di dire basta. Decisi di non andare ad elemosinare qualsiasi tipo di "perdono" e non li frequentai più, anche perchè quando ci incontravamo ... mi trattavano davvero male. Dopo tutto quello che ho sempre fatto per loro.
Vabbè... Devo precisare che già in quel periodo il mio "amore" per lui si era trasformato in un forte, fortissimo sentimento d'amicizia. Non pendevo più dalle sua labbra e riuscivo a dire con una certa facilità "no" quando ritenevo che non valesse la pena di fare un determinato "sacrificio". Il rapporto aveva preso delle connotazioni diverse. Ovviamente... non facendomi vedere io... nessun segnale è mai arrivato da loro e sono passati 4 anni senza che ci si parlasse più. Nel frattempo però lui si era trasformato nel "fantasma" numero due (dopo Cain).
Decisi così di affrontarlo anche perchè ho sempre avuto la sensazione che la porta non fosse completamente chiusa. Gli scrissi una delle mie solite lettere. Gli telefonai dicendo che avevo bisogno di fargli leggere il mio scritto e lui fu piacevolmente sorpreso dal sentirmi. Mi disse che aveva passato tanti guai che l'avevano cambiato e che gli avrebbe fatto piacere riprendere un certo tipo di dialogo con me. Mi confidò anche che mi aveva pensato spesso durante il tempo che non ci eravamo visti. Cosa che mi fece molto piacere. Mi disse che ero stato un punto di riferimento anche per lui e che aveva sofferto molto al momento del distacco. Anche questo mi fece piacere perchè capì di aver lasciato un segno indelebile nella persona che avevo amato tanto. Rimanemmo che ci saremmo rivisti anche se c'era la difficoltà della moglie che non aveva alcuna intenzione di vedermi nè di sentirmi (complimenti!) come se le avessi ucciso qualche familiare. Boh...
Non essendo lei la persona con cui mi interessava e mi interessa riprendere un discorso, poco m'importa di quello che pensa ancora del sottoscritto. Certo, quando però questo "pensiero" va a condizionare ancora un possibile nuovo rapporto tra me e il mio vecchio amico ... beh... questo mi dispiace parecchio e, lo ammetto, mi fa molta rabbia. Con lui mi sono sentito un anno fa in occasione del suo compleanno. Fu abbastanza emozionante come telefonata. Poi, nei mesi (fino a maggio 2008) ci siamo scambiati qualche mails o sms. Fino all'ultima volta che ci siamo sentiti (sempre a Maggio). Lui sta attraversando un periodo di assoluto cambiamento (soprattutto lavorativo) e gli riesce difficile trovare un attimo libero per me....visto che...dice di lavorare anche 15 ore al giorno. Il fatto che non possa andare a trovarlo davanti al suo negozio perchè c'è lei... rallenta il tutto e lo rende molto, molto difficile. Direi quasi impossibile. Proprio ieri gli ho inviato l'sms per il suo compleanno e lui mi ha risposto che gli ha fatto piacere "risentirmi". Tutti segnali positivi, certo. Da quando si sono ripresi i rapporti , ce ne sono sempre stati. Però... il tempo passa. Io non sono eterno, anzi. Mi sarebbe piaciuto passare del tempo con lui. Di questo passo difficilmente accadrà. Solo ed esclusivamente perchè c'è una persona che non riesce a perdonare, come se mi fossi macchiato di chissà quale orrendo crimine nel 2003 (mi riferisco ovviamente alla non apertura del mio negozio e alle conseguenze per la sua amica). Mi sembra assurdo. Con lui non ho voluto mai toccare questo argomento perchè si finirebbe di dialogare prima ancora di riprendere qualsiasi tipo di rapporto. Davvero mi sembra assurdo. Lo ripeto perchè... è davvero assurdo!! Il mio "peccato" non è caduto in prescrizione. In questo modo questa persona impedisce a due uomini adulti che "vogliono" riprendere un rapporto amichevole, di ritrovarsi finalmente. Bah... Per Natale gli manderò il solito sms di auguri. Lui mi risponderà con cortesia dicendomi che gli fa piacere leggermi e poi basta. Chiudo questo post dicendo che è davvero un peccato sprecare tanto tempo in questo modo (e io di tempo sprecato....me ne intendo...).
Vabbè... magari riprenderò il discorso più avanti.

mercoledì 19 novembre 2008

CARPE DIEM?


Ecco una cosa che proprio non riesco a fare. E' una costante della mia vita, visto che continua a ripetersi con una micidiale puntualità. Arrivo sempre tardi, sempre un attimo dopo, un giorno, una settimana, un mese. E' il mio "destino", non riesco a farci nulla. Mi si dirà: bisogna essere più decisi, cogliere l'attimo, non perdere tempo, evitare di farsi tante domande, chiudere gli occhi e afferrare senza pensarci troppo. Però, a volte, non si è nella condizione giusta, non si hanno i riflessi così pronti per una serie svariata di motivazioni. Potrei definirmi "l'uomo del giorno dopo", quello che in alcuni appuntamenti importanti (spesso) arriva sempre tardi. Questa costante diventa "imbarazzante" nel campo delle conoscenze finalizzate alla conoscenza a 360°, quando cioè credo di aver individuato la persona che potrei iniziare a conoscere in modo più approfondito nella speranza che possa nascere qualcosa. L'ultimo esempio? Un ragazzo che, dopo mesi in cui (per mia responsabilità) non ho spinto troppo per arrivare ad una conoscenza più ravvicinata, ha incontrato una persona "speciale" proprio nella settimana in cui era partito il mio invito ufficiale per rompere finalmente il ghiaccio. Siamo stati in cordiale contatto (nel senso che ci salutavamo saltuariamente in chat) per alcuni mesi. Lui era sentimentalmente single. Io non ero pronto all'incontro perchè sapevo che non avrei potuto "gestirlo" (che fosse amicizia o altro) a causa del mio stato d'animo nei mesi scorsi. Ho saputo che è una persona perbene per cui, sotto questo punto di vista, ci andavo sul sicuro. Ebbene....ho esitato tanto che ho perso l'ennesima "possibilità" di "qualcosa" che "avrebbe potuto essere". Considerate che questo accade ripetutamente da anni. La beffa del "caso" è che l'incontro che smorza sul nascere qualsiasi discorso....avviene proprio quando faccio il passo e tento finalmente di avvicinarmi. Ogni volta mi ritrovo a ripetere la stessa frase mentre un sorriso di sconfidenza vela il mio volto "No, non è possibile...è successo ancora".
Vabbè.
Carpe diem? Può darsi. Ma non vale per me.

lunedì 10 novembre 2008

MOTIVAZIONI


Mi son reso conto da un paio di giorni in maniera molto profonda di qualcosa
che probabilmente altri avevano già colto da tempo. E' vero bisogna sbattere
il "muso" di fronte a certi problemi per rendersene conto. Mi mancano le motivazioni. Non sono stimolato. Diciamo che non ho mai avuto velleità particolari, che non ho mai prefissato obiettivi eccessivamente ambiziosi per cui combattere. O forse si. Posso dire che l'affermazione della mia identità sessuale all'interno della famiglia e tra le poche amicizie è stato un mio "grande obiettivo" che credo di aver raggiunto in pieno. Ho perso qualche pezzo per strada ... ma evidentemente non era degno di essermi vicino non perchè mi creda chissà chi. Semplicemente per una enorme mancanza da parte di
chi mi ha abbandonato solo perchè gay.

Dicevo delle motivazioni. Probabilmente mi sono concentrato per anni su questo obiettivo (importante) tralasciando tutto il resto. Certo ... non è poca cosa poter essere sempre se stessi, non aver paura di essere giudicati dalle persone che più stanno nel mio cuore. Però ... manca dell'altro. Cioè un obiettivo, qualcosa da raggiungere al di fuori della problematica che è stato al centro dei miei pensieri per anni. Mi rendo conto che è difficile trovare qualche spunto alla mia età.

Nella mia vita ho sempre fatto qualcosa per gli altri e non per me stesso. Ho piazzato sempre gli altri davanti a me. Può sembrare una contraddizione con quello che ho affermato a proposito della mia identità. Invece non lo è. Il mio scopo era proteggere mia madre più che liberare me stesso. Ho lavorato per anni con questo obiettivo in mente. Ci sono riuscito. Questa è la differenza.
Non ho voluto "emancipare" me stesso per me stesso ma per salvaguardare la persona che amo di più al mondo dal dolore che avrebbe dovuto sopportare se la mia omosessualità fosse venuta fuori nel modo sbagliato, da gente sbagliata. Riconosco di aver fatto un grande lavoro. Non tutti ci riescono. Non tutti
hanno il coraggio di percorrere la strada da me esplorata. Ovviamente quando sono arrivato al traguardo ... ho provato una gran forza, avrei spaccato il mondo. Mi sentivo un gigante, camminavo col petto in fuori anche se molti non ne capivano la ragione. Insomma ... una grande soddisfazione. Immensa. Il culmine del mio percorso è stato novembre 2004, quattro anni fa.

Dalle "motivazioni" personali tolgo sempre il lavoro perchè, per mia fortuna, ho sempre avuto una relativa sicurezza economica. Sapevo che una volta andato in pensione mio padre, avrei continuato a vivere serenamente, dando una mano a mio fratello. Insomma...non è mai stato una priorità. Ho provato a rendermi "indipendente" con l'apertura di un negozio anni fa. Beh...TUTTO andò male, lo presi come un segno e ritornai nei ranghi. Anche perchè forse non ero proprio convinto di quello che volevo fare. Comunque ci provai.

Uno dei miei obiettivi costanti è stato quello di trovare una stabilità affettiva. Trovare l'uomo giusto per me, capace di stimolarmi e darmi nello stesso tempo tanta serenità. Ebbene ... in seguito sempre al percorso di maturazione che ha avuto uno dei culmini nel 2004 ... credevo di averlo trovato ... nel 2006. Ho avvertito sensazioni a livello cerebrale che mai avevo pensato di poter ... provare. Credevo davvero di aver trovato la classica metà che mi mancava. La persona che quando assistevo ad un temporale mi faceva provare una sensazione di "completamento" mai provata fino a quel momento. Per chi mi conosce o ha letto qualcosa su questo blog, sa che certe atmosfere e certe circostanze per me son basilari come "prova del nove" per un rapporto di qualsiasi tipo. Poi ... nell'ultimo anno e mezzo me ne son successe di tutti i colori, con l'effetto sgradevole di essere diventato una persona diversa da quello che ero solo sue anni fa. Sono molto più freddo (all'apparenza), fragile, duro, spento per certi versi. Un mix micidiale che ha fatto cambiare tutto. Io stesso da poco mi son reso conto di essere molto cambiato (in peggio), sono cambiati i miei approcci con tutte le persone che mi circondano. Morale della favola ... mi son ritrovato con un amico in più e senza la persona con cui provare a costruire col tempo, qualcosa di più importante. E questo solo per colpa mia. Per un mio involontario "cambiamento" che ha condizionato tutto. Beh ... ora sto cercando di raccogliere i cocci dello tzunami che mi ha investito. Ce la sto mettendo tutta soprattutto per le persone che mi circondano (come sempre ... non penso a me stesso). Abbozzando un sorriso o facendomi vedere risoluto e tosto in certi atteggiamenti, quando in realtà sono molto debole e desideroso solo, a volte, di un caldo abbraccio per non piangere. Vabbè ... perchè ho raccontato tutto questo? Semplicemente perchè mi sento svuotato. Come se, andando in auto di notte, il fascio di luce dei fari si fosse ridotto a farmi vedere solo pochi metri di strada, invece che diverse centinaia. E non avendo neppure una meta stabilita...è dura.

Non so se ho reso quello che volevo far passare a voi lettori con questo mio articolo. A volte penso una cosa e ne viene fuori un'altra. Magari tornerò nuovamente sull'argomento.
Che fare? Non so.

martedì 4 novembre 2008

FIRMATE QUESTO POST


Questo post è singolare, in quanto lo vedrete avanzare nel tempo, tanto per far sì che rimanga sempre ben visibile a chi visita il blog. Ebbene mi è venuta la curiosità di sapere .... appunto chi legge questo blog.
Ho dunque una richiesta da fare a voi lettori. Desidererei conoscere il nome di chi entra almeno una volta alla settimana in questo mio angolo virtuale. Per cui vi chiedo di lasciare un segno, una firma, una traccia. Voglio avere un'idea di chi si sofferma a leggermi. Ricordo a chi ho dato questo indirizzo ma non so chi realmente mi "segue". E' una curiosità che vorrei soddisfare. Niente di più. Usate pure questo post per lasciare le vostre firme. Grazie.

Come ho detto da principio, lo scopo di questo diario personale non è quello di avere un numero più o meno grande di lettori. Nato come "gioco" è diventato un confidente a cui lasciare pensieri e ricordi che riguardano principalmente la mia persona. Scene realmente vissute che mi piace scrivere su carta (elettronica) come se fosse un ... memoriale.
Diverso tempo fa avevo pensato, su suggerimento di un'amica (Concetta), di scrivere il mio "trascorso" in terza persona, di raccontarmi con gli occhi di un "terzo", di un ipotetico "vicino di casa". Il progetto naufragò quasi subito dopo un inghippo avuto con il pc (allora ero ancora abbastanza inesperto). Ricordo che (parlo del 2001) passai praticamente un pomeriggio intero a descrivere immagini, a riassaporare profumi della mia infanzia/adolescenza. Scrissi pagine e pagine di word...senza avere l'accortezza di salvarle di tanto in tanto. Per farla breve ... andò via la corrente elettrica per qualche minuto e tutto il mio lavoro andò letteralmente in fumo. Avrei potuto rifarlo... ma non ci riuscì più. Alcuni giorni dopo mi rimisi davanti al monitor cercando di ricreare l'atmosfera, di immergermi con la medesima intensità in quei ricordi. Ma i colori erano nettamente diversi, la resa non era più come quella che avevo in mente e lasciai perdere. Alcuni momenti vanno fermati in un determinato lasso di tempo. Io ci riuscì ma tutto andò perduto.
Ora sto tentando di ripetere l'esperimento anche se in modo un pò diverso. Per il momento procede tutto bene...

sabato 1 novembre 2008

LA COLVA


Un rito che si ripete ogni anno anche se le atmosfere di un tempo non ci sono più. Ovviamente mi soffermerò di più su quello che "era" visto che vale la pena descrivere la preparazione del classico dolce del 2 Novembre, che iniziava un mese prima. Era un momento di "aggregazione" in un certo qual modo. Tutti partecipavano almeno in parte. Parenti, amici e chi capitava in casa. Si partiva con la pulizia del grano, che veniva acquistato sempre in quantità "abbondante" e grezzo direttamente dal contadino di turno. Ricordo che il più assiduo e paziente "mondatore" era mio nonno. Ogni sera, quando veniva a trovarci, lo si vedeva seduto al tavolo, messi gli occhiali, con una montagna di grano da una parte e una scodella dall'altra. Anche io, diverse volte, mi sedevo al suo fianco per aiutare. L'unica attività che ricordo, svolta con mio nonno... Lui era un "fuoriclasse" nel campo, noi gli andavamo dietro ma non riuscivamo a raggiungere i suoi livelli di "velocità". Con l'andare dei giorni e l'avvicinarsi della data fatidica, aumentava il numero delle persone riunite attorno a tavolo, intente in quella faticosa e meticolosa operazione. Si faceva quasi una gara a chi ne puliva una quantità maggiore. Arrivati al 31 ottobre, con il grano ben "depurato", si prendeva un pentolone (tipo caldaia), di quelli delle nonne e si metteva il grano a cuocere (ci volevano diverse ore). Nel frattempo iniziava la fase più frenetica della preparazione. In pratica...dovevano essere predisposti tutti gli altri ingredianti del dolce. Bisognava pulire le noci, i melograni, si dovevano "frammentare" le barre di cioccolata fondente, lasciando rigorosamente qualche pezzo "più grande" degli altri. Gli odori erano forti e piacevoli. Sapevano di autunno, (quello di una volta, quello vero). Fantastici. Il 2 si condiva il grano cotto il giorno prima, con tutti gli ingredienti. Prima si univano i melograni, poi le noci (e, a volte le mandorle), i pezzetti di cioccolato, alcuni chicchi d'uva (bianca e nera), la cannella in polvere e a pezzetti (o stecchette). Infine un paio di litri abbondanti di vincotto amalgamavano il tutto. Ricordo il piacevole gusto di assaggiare la colva appena preparata. Il lavoro di un mese intero, dava ancora più sapore a quella particolare squisitezza.
Oggi, come tutte le cose, quell'atmosfera non c'è più. La colva si prepara all'ultimo momento con ingredienti già "preparati". Ecco la mia solita chiusura che vuol mettere in evidenza i tempi che corrono, il passato che stride con un presente più freddo e privo di quelle sfumature inimitabili. Probabilmente i colori e gli odori sono così vivi in me ... proprio perchè son solo dei ricordi, quindi sono stati "ingigantiti" dal tempo crudele che passa inesorabile.

mercoledì 22 ottobre 2008

JUVENTUS - REAL MADRID


Finalmente è tornata la Juve. Dopo giorni e giorni di critiche (giuste) ad una squadra che sembrava aver perso l'anima, si è rivista la squadra che tutti noi tifosi amiamo. Una squadra tosta e grintosa, che non molla mai fino all'ultimo secondo. L'occasione era di quelle importanti. Il ritorno ufficiale alle grandi sfide d'Europa, con una big di egual blasone come il Real Madrid dell'ex Cannavaro. Oggi si è sentita davvero l'aria della Champions. Una partita che i senatori bianconeri, quelli che son scesi sui campi del torneo cadetto, aspettavano da due anni. Con tutti il rispetto per lo Zenit e il Bate, la vera Champions è iniziata oggi. E tutti hanno risposto "presente". Da Del Piero a Nedved che sembrava esser tornato un ragazzino. Partita da incorniciare per loro due come per quasi tutti i bianconeri.

Partenza sprint della Juve che ha schiacciato il Real con un ritmo di gioco davvero altissimo. Al 5' eravamo già in vantaggio. Splendida azione in velocità che ha permesso al Capitano di scagliare un bolide potentissimo dal limite dell'area. Solita esultanza, questa volta, con un significato particolare. Con quel gol al Real, di fattura così pregiata, Alex ha zittito ancora una volta tutti quei critici che di calcio non capiscono un cavolo, tutti quei giornalai prezzolati e sclerotici che lo davano ancora una volta per "finito" per aver giocato un paio di partite non al suo livello abituale. Nella sua esultanza c'era tutto e ancora di più. Mitico Capitano. Dopo il vantaggio la Juve ha tirato un pò i remi in barca, facendo venir fuori il Real che però non è mai stato particolarmente pericoloso, anche grazie alla difesa juventina ben schierata e ad un Chiellini da 8 in pagella. Da segnalare un primo tempo stellare di Sissoko. Continuo a ripetere che in lui rivedo il primo Davids juventino, entusiasmante. La prima metà della partita è andata avanti seguendo il medesimo spartito. Il Real che cercava di abbozzare una reazione e la Juve che controllava con sicurezza e grinta. Unica nota stonata, l'infortunio a Marchisio, che stava giocando davvero alla grande. Speriamo non sia nulla di grave. Il centrocampista di qualità ce l'abbiamo in casa. Peccato che pochi alla Juve se ne siano accorti.


Nel secondo la Juve ha continuato a tenere bene il campo con disinvoltura, sbagliando pochissimo, nonostante l'inevitabile reazione del Real. Una splendida azione di Pavellone d'Oro ha propiziato il secondo gol. Un pallone perso , mi sembra, da Molinaro (oggi positivo anche lui) viene arpionato da Nedved che scende sul fondo e crossa per la testa di Amauri che la mette dentro nonostante la marcatura asfissiante dell'avversario. Il tripudio totale. Juve 2 Real Madrid 0. Gli spagnoli hanno reagito con veemenza, riuscendo a pervenire alla rete del 2-1 in una delle rare occasioni in cui la nostra difesa si è distratta.Van Nistelroy non perdona. A quel punto la Juve ha un pò ceduto, rintanandosi un pò troppo nella sua area di rigore e prestando il fianco agli inevitabili attacchi furibondi di un Real che non ci stava a perdere. E' stata una serata anche fortunata, visto il palo preso dal Real sul finire del secondo tempo. Vittoria assolutamente meritata che ci riporta a respirare. Sperando che sia la partita della svolta, sia in campionato che in Champions League.



Pagelle:

MANNINGER 6.5 Quando si vice Buffon , sono inevitabili e continui i confronti con il portiere più forte del mondo. Oggi l'austriaco si è comportato molto bene. Ha fatto due paratone degne della maglia che indossa. Il suo unico difetto è che esce poco dai pali. Però in serate come queste gli si può perdonare tutto.

GRYGERA 7 Se giocasse sempre così... Ha difeso con sicurezza proponendosi diverse volte in avanti con interessanti scambi con Marchionni e alcuni interessanti cross dal fondo per la testa di Amauri, praticamente quelli che ci mancano dai tempi di Zambrotta.

LEGROTTAGLIE 6.5 Sicuro nei disimpegni e sempre in posizione.

CHIELLINI 8 Superlativo! Forse è stata una fortuna che sia stato venduto Cannavaro, visto che Giorgio è riuscito a prendere degnamente il posto. Nel giorno del confronto diretto ha giocato una partita esemplare che non ha fatto di certo rimpiangere il napoletano (fischiatissimo) che stasera indossava la maglia del Real.

MOLINARO 6.5 Finalmente una partita degna di tal nome. Sembra trasformato. Preciso in fase difensiva , propositivo e preciso in fase offensiva. Magari giocasse sempre in questo modo. Forse la concorrenza con De Ceglie e la possibilità di perdere il posto, gli sta facendo bene.

MARCHIONNI 6 Buona partita. Buoni scambi con Grygera e con i compagni di reparto. Se gli infortuni lo graziassero un pò, avremmo in casa un giocatore solido e propositivo.

SISSOKO 8 Immenso. E' ovunque. Ora in difesa, ora a centrocampo. Sradica palloni in quantità industriale e con la stessa facilità smista la palla ai compagni liberi. Ripeto, a me sembra il primo Davids bianconero. Fenomeno.

MARCHISIO 7.5 Grandissima partita. Anche lui è in ogni zona del campo. Si dice sempre che alla Juve manca un centrocampista di qualità. E' il presente e il futuro della Juve. Grande tecnica. Grande dinamismo. Peccato per l'infortunio.

NEDVED 7.5 La partita che aspettava da due anni. Si vedeva benissimo che aveva una marcia in più. Sembrava addirittura ringiovanito di una decina d'anni. Era la sua partita. Si è rivisto il Nedved che credevamo di aver perso definitivamente. Grande anche nei recuperi in difesa. Il 2-0 è tutto merito suo.

AMAURI 7 Potrebbe fare di più. Avrebbe la possibilità di far reparto da solo. Si limita ad usare la sua prestanza fisica per disimpegnarsi dalle marcature asfissianti degli avversari. Ripeto, per la tecnica che ha, potrebbe fare di più.

DEL PIERO 8 IL CAPITANO. Che altro dire? Ogni volta ci si trova nella scomoda posizione di trovare dei termini da associare alla bandiera della Juventus di tutti i tempi. Meraviglioso il gol (forse uno dei più belli), un bolide che scaglia dalla distanza. SUBLIME.IMMENSO.FANTASTICO.DEL PIERO.

SALIHAMIDZIC 7 Svhierato in un ruolo non suo (centrale di centrocampo) fa un'ottima partita, svolgendo in pieno e con diligenza il ruolo assegnatogli

MELLBERG e IAQUINTA S.V.

venerdì 17 ottobre 2008

VOLTARE PAGINA


Nei prossimi giorni ci sarà un evento che modificherà in modo sostanziale le mie abitudini e quelle dei miei familiari, dando una spallata ad alcune certezze. E' una situazione inevitabile che, in un certo senso, andrà ad aggiustare alcune situazioni rimaste in sospeso, stravolgendo, di fatto, un pò tutto.
Da un certo punto di vista e volendo vedere il bicchiere mezzo pieno (cosa che non faccio mai), potrebbe essere comunque uno sprone a modificare una situazione che era stantia da diverso tempo. Sarà un "voltare pagina", un aprire un nuovo capitolo della vita mia e di chi mi sta vicino che avremmo comunque evitato volentieri (per i disagi che ci ha creato nell'ultimo anno). Si andranno ad intaccare le radici, non intese come persone ma come luoghi (scriverò un post sul tema) che non dovrebbero essere mai strappate. Purtroppo in alcuni casi è necessario fare delle scelte dolorose anche se poi, nel nostro caso, di scelta vera e propria non si può parlare, visto che le circostanze hanno imposto una certa linea di comportamento...
Non posso anticipare altro. I miei fedeli lettori ("mò l'ho proprio sparata", come diceva la mitica Carmela Vincenti in Melensa) avranno modo di leggere tutto prossimamente....

sabato 11 ottobre 2008

TONO SEVERO E... MANCANZA DI RISO


Un sorriso. Mi sono reso conto di una situazione abbastanza inquietante. Non rido più. Per risata non intendo quella che ti viene da dentro, che è irrefrenabile, che ti fa lacrimare (a me succede), che ti fa star bene, che ti rigenera, che (come si vuol dire) fa buon sangue. Riflettendo mi rendo conto che probabilmente non rido più "realmente" da oltre 16 mesi. Beh ... non è che mi è capitata una paresi che impedisce quel tipo di
movimento dei muscoli facciali, è solo che, forse, non ho tutti questi motivi per ridere di gusto, anche solo per distrarmi un pò. E' chiaro, il sorriso di circostanza c'è, magari quando si incontra qualcuno per strada, è falso come una banconota del monopoli. Quando esco (oramai molto di rado) con il mio amico d'infanzia, mi rendo conto che le stesse cose per che solo due anni fa mi portavano a ridere quasi istericamente (in senso positivo) con le lacrime agli occhi, provocano in me solo un acceno di sorriso, niente di più. E questo è solo un esempio che mi fa valutare il mio attuale stato emotivo. Mi rendo conto che anche il tono della mia voce è profondamente mutato nel corso dei mesi. Ricordo lo scorso anno, quando telefonai ad un vecchio amico (della serie "sindrome d'abbandono" di cui ho fatto cenno). Rimasi colpito dal tono della sua voce. Monotono, serio, freddo, distaccato. Quasi irriconoscibile. Lui mi disse che alcuni eventi nella sua vita l'avevano cambiato, che era diverso, che non era più quello che avevo conosciuto. Beh ... quella telefonata mi fece,
comunque, impressione. Era come se a quel suono, mancassero tutte le tonalità di colore che conoscevo.

Credo che la stessa cosa sia accaduta a me. Mi rendo conto di parlare in modo diverso, freddo, distaccato, quasi come se volessi mantenere le distanze, come se mi desse fastidio interagire con la persona con cui parlo. Questo mi capita anche in famiglia. Dico una cosa che viene interpretata in modo diverso per il tono della mia voce che è cambiato. Una normale frase, magari, seriosa, viene percepita come un rimprovero. Eppure è solo, una puntualizzazione di un fatto. Niente di più. Chissà cosa pensa la gente che non mi conosce. Probabilmente avverte un mio "non voler" entrare in contatto, un rifiuto ad avvicinarmi un pò. Invece non è proprio così. E' solo quello che le mie corde vocali esprimono.


Per me, in un approccio, la voce è fondamentale. Sono molto attento alle inflessioni (di vario genere) , al timbro, alla potenza, alla dolcezza e alla morbidezza del suono. Una voce può conquistarmi, affascinarmi. Ecco...tutto quello che , al momento, mi manca. L'avevo già pensato da tempo e ieri ne ho avuto conferma, sentendo un amico con cui non parlavo da un pò. Lui ha detto che, ascoltandomi, sembro molto più maturo di prima, molto più consapevole e presente. Non che prima non lo fossi ma forse prendevo tutto più leggermente, almeno cercavo di farlo, evitando di appensantire le persone che si rapportavano a me, con i miei "toni forti", magari pesanti da ascoltare.


Da un certo punto di vista....mi fa piacere. Perchè ho sempre voluto apparire in questo modo. Serio, quasi severo nel mio sguardo e in tutto ciò che è di complemento, voce compresa. Però vorrei comunque riuscire a ritrovare quella parte di me, quei toni di colore che le circostanze hanno "disattivato". In poche parole vorrei mantenere il mio essere "burbero" all'apparenza (un mio marchio di fabbrica), avendo però la possibilità di tornare a modulare il suono e poi....vorrei ridere. Sì voglio tornare a ridere di gusto, voglio ridere con le lacrime agli occhi come un tempo. Anche per le cazzate, perchè mi manca lo "scarico" di tensione "positivo". Voglio tornare a sfottere coscientemente le mie amiche quando le sento per telefono una volta all'anno.... (noto una mia vena polemica in questa affermazione :-) proprio come facevamo solo pochi anni fa, pochissimi anni fa.


Credo che le due cose siano strettamente collegate, per cui questo post non è nato per caso. E non è di certo l'accozzaglia di due argomenti all'apparenza slegati.

domenica 5 ottobre 2008

DUE ANNI DOPO...


Sono passati due anni dal nostro incontro. Il 5 Ottobre 2006, alle 20 ci stringemmo la mano per la prima volta davanti al Liceo della tua città (ricordo tutto, nei minimi dettagli). Potrei dirti anche dov’era la macchina e in quale posizione erano situati i nostri corpi sulla scena. Una sorta di CSI con tanto di ricostruzioni dettagliata. In occasione di questa ricorrenza vorrei parlare della sensazioni “a pelle” che ho provato quando ti ho incontrato. Sensazioni che fino al momento in cui ti ho conosciuto, non erano mai state così “chiare” e “vive”. Sensazioni che il mio essere fortemente razionale non mi aveva fatto quasi mai provare, almeno con quella intensità. Quando sentivo gli altri dire “ci si deve piacere da subito a pelle”, credevo che questo meccanismo con me non funzionasse. Che non fossi predisposto, che non avrei saputo riconoscere quel “dialogo sensoriale”. E, devo dire, mi sentivo un po’ frustrato. Beh…semplicemente ero stato così sfortunato da non incontrare la persona che l’avrebbe messo in moto. Ricordo esattamente il momento che provai al Monastero (dopo una serata passata in modo piacevole, in cui mi ero sentito “al sicuro” nel passeggiare con te). Tu mi toccasti la mano poco prima che andassimo via. Beh…avvertì uno strano ma piacevolissimo calore. Uno strano ma piacevolissimo senso di appartenenza. Mi sembrò di esser stato toccato da una mano che “conoscevo da tempo”, che mi rassicurava, che era morbida, soffice, calda. Un piccolo brivido attraversò il mio corpo e, per me, fu una “prima assoluta” (beh.. fatta esclusione per qualcosa si simile ma estremamente confuso, provato per il mio "ex" ai tempi della scuola, ma ne parlerò in un'altra occasione). In poche parole era scattata la classica sensazione di cui avevo tanto sentito parlare ma che non avevo mai sperimentato con tale intensità e nitidezza. Fu un momento indimenticabile. Quasi il debutto nel mondo degli “umani” (passami la battuta) visto che credevo di essere freddo come un ghiacciolo. Beh…all’apparenza lo son sempre stato, solo che sotto lo strato di ghiaccio, in pochi hanno avuto la pazienza di scoprire il mio lato “caldo e sensibile”.
Ricordo che mi avevi parlato dei tuoi incontri conclusi con un “ci vediamo” con le persone che scappavano senza nemmeno avere il coraggio e l’educazione di dire un NO. Ricordo che mi raccontasti della tua delusione per questo tipo di incontri. Beh…io non sapevo come dirti “Mi piaci”, “Guarda che voglio rivederti sul serio”, “guarda che io non scappo”. Ricordo che cercavo di incontrare il tuo sguardo cercando di passarti questi miei pensieri. Mi facesti una tenerezza infinita, perché in te rividi anche me. Tutto quegli incontri “fasulli” terminati sempre nello stesso modo. Tutte quelle aspettative puntualmente deluse da gente senza scrupoli, senza cuore, senza educazione, senza sensibilità, senza cervello. Ecco in pochi secondi passarono dalla mia mente tutti quei pensieri. E il mio unico scopo continuava ad essere quello di rassicurarti, che tanto ci saremmo rivisti un’altra volta, poi ancora un’altra, poi un’altra ancora. Ricordo che ti scrissi anche un sms in cui ribadivo il mio “esser stato bene con te e il mio desiderio reale di rivederti” (la tua risposta la conservo ancor oggi...).
Non vedevo l’ora di ricontrarti per dimostrare che non ti eri sbagliato e che io ero stato sincero.
Arrivò il giorno del secondo incontro. Ci vedemmo allo stesso posto. Però il percorso fu differente, visto che ci dirigemmo nella città vicina, a me molto familiare, per fare una passeggiata. La sensazione del Monastero fu confermata. Non era stato un errore di valutazione. Lo stare con te mi dava serenità, era molto piacevole, mi riempiva, colmava quella parte che era stata sempre “vacante” o mal riempita. Ti assicuro che fu tutto molto emozionante perché mi trovavo, forse per la prima volta in vita mia, a poter vivere delle sensazioni vere, piene, , mie, complete. Come sai l’altra storia “importante” che avevo vissuto (o avevo creduto di vivere) era stata “zoppa” mancante di tante, troppe componenti. Anche se i miei sentimenti erano stati sinceri.
Ebbene mi rendevo conto che potevo “sentire” senza limiti di alcun genere. Lasciarmi letteralmente trascinare dalle emozioni e dalle sensazioni.
Quando giungemmo nel luogo stabilito, dopo un breve giretto ti proposi di fermarci vicino al mare , per stare un po’ più tranquilli (non avevo la minima intenzione maliziosa). Iniziammo ad ascoltare uno dei miei “famosi” Cd, in silenzio. Per me fu una quasi una “prima” anche in questo caso, visto che stavo BENE e mi stupivo di quanto stesse accadendo. Ma era uno stupore positivo, una sensazione che non sapevo come fare per “catturarla”, vista l’intensità e la bellezza. Ed eravamo solo all’inizio.
Fu molto intenso. Forse ti stupirà il modo in cui ricordo il tutto. Ma fu una serata che mi colpì parecchio. Poi mi feci coraggio e ti chiesi “Vorrei provare a baciarti”. Avevo paura di essere troppo precipitoso ma a quel punto, con l’atmosfera che si era creata, il bacio era una logica e naturale conseguenza. Ricordo che tu mi rispondesti “Fallo tu perché sono timido”. Non so come…presi l’iniziativa e iniziai ad avvicinare le mie labbra alle tue. Fu molto emozionante. Molto. Poi avvenne il contatto e riprovai la stessa sensazione che avevo “sentito” al Monastero. Questa volta ancora più intensa. Mi vengono i brividi solo se ci ripenso (pensa un po’…). Mi sentì “a casa” tra le braccia di una persona che mi sembrava di conoscere da tempo e con cui stavo benissimo... Il bacio fu elettrizzante e forse, per la prima volta in vita mia, ne capì la vera essenza. Una sensazione inebriante. Ricordo che ti dissi “Mi piaci, sto benissimo con te” e tu rispondesti “Mi piaci anche tu”. A quel punto (io che non lasciavo mai trasparire le mie emozioni) una lacrima scivolò giù. Una lacrima di gioia. E non avevo assolutamente paura di mostrarla a te, in caso te ne fossi accorto.
Tornai a casa quasi “volando”. Mi sentivo nuovo, diverso, più maturo, forse…felice? Di sicuro nella macchina quando mi dicesti “Mi piaci” provai qualcosa di molto simile alla felicità (strano dirlo per uno come me). Qualche momento, una boccata d’aria di quella felicità tanto misteriosa e verbalmente svalutata che sembra si debba prendere a piccole dosi e si è molto fortunati quando si ha possibilità di assaporarne qualche secondo.
La terza sera avevo già acquisito una certa sicurezza in me stesso e in quello che mi stava accadendo. Ti avevo trovato. Eri la persona che aspettavo da tempo.
Ricordo che in quei giorni di “stravolgimento emotivo” ero sempre lì a farmi domande su domande, perché avevo quasi paura che ci fosse qualche errore che tutto non fosse reale. Non poteva essermi capitata una cosa così bella. Proprio a me. Calimero ad honorem.
Ricordo che ad ogni incontro…ogni volta che entravo in contatto con te mi sembrava di giungere in porto. Ogni volta che ti toccavo, che ti abbracciavo buttavo un sospirone. Ero a “casa”. Una sensazione davvero strana. Mi sentivo al sicuro, protetto, tranquillo.
Non sapevo esattamente cosa provavo. Ricordo che mi consultavo con la mia amica, Concetta. Lei mi consigliava di “lasciar scorrere”, che qualsiasi cosa si sarebbe evoluta naturalmente. Che era inutile porsi tante domande. Che dovevo una buona volta smettere di pensare e imparare a sentire il mio cuore e le sensazioni in generale. Seguì la sua “dritta” e decisi di non chiedermi più nulla.
Sai cos’è? Conoscevo benissimo il tipo di rapporto che stava nascendo tra noi, conoscevo bene le direttive, però volevo che ogni “mutamento” , ogni passo naturale dell’uno verso l’altro fosse più esplicito. Vecchio retaggio del mio modo di dover per forza spiegare tutto.
Per farla breve…smisi di farmi tante domande (eravamo nel periodo di Natale). Ricordo che avevo provato un paio di volte a dirti TI VOGLIO BENE (ti assicuro, per me fu faticoso). La sera prima della vigilia, quando ci vedemmo per scambiarci i regali….fu magica. Perché per la prima volta ti sentì pronunciare quelle tre paroline in risposta a quanto da me detto per l’ennesima volta. Ti dissi: Ti voglio bene e tu rispondesti (abbracciandomi) “ti voglio bene anch’io”. Beh… inutile dire che fu una sensazione intensa anche quella. Molto intensa. Nessun uomo mi aveva detto una cosa del genere, dimostrandomi sul momento che non erano parole dette a vanvera.
In poche parole…iniziai anche a capire che il sentimento di “amicizia speciale” nato tra noi, non aveva bisogno di essere esplicitato verbalmente. Visto che un abbraccio vale davvero più di mille parole.

Poi son successe le cose che sappiamo e il tutto si è evoluto in maniera un po’ differente. Tutto quello che mi è capitato è stato un danno notevole alla crescita (in una certa direzione) del nostro rapporto. Io son cambiato, di molto. Tu non hai più trovato il Vittorio dei primi tempi con cui, forse, costruire pian pianino qualcosa. Ho compreso le tue esigenze e il perché non mi consideri “l’uomo adatto a te”. Ti confesso che al principio (ti parlo di gennaio 2008), non rendendomi conto di quanto fossi diverso, ci ho sofferto molto nel sentirti dire certe frasi, parlando del nostro strano legame ad un estraneo. Poi mi son reso perfettamente conto dei due Vittorio che ti sei trovato a conoscere e, credimi, anch’io mi sarei comportato (stando nei tuoi panni) probabilmente nello stesso modo.
Tu non mi hai abbandonato, hai solo virato. Il nostro rapporto nei mesi si è più orientato verso l’amicizia (che è tanto), assolutamente disinteressata. Insomma sei stato corretto, una brava persona sempre e comunque.
La tua entrata in scena mi è stata di grande aiuto. Ha risvegliato in me molte cose che credevo morte e sepolte. Ho ritrovato il piacere di fare tante piccole cose. Poi le situazioni sono andate in modo diverso solo ed esclusivamente per fattori esterni, visto che il nostro rapporto, così come era strutturato, in fondo, ci andava benissimo.
Ricordo la sensazione molto intensa che provavo durante le prime settimane della nostra conoscenza.
Quando guardavo un cielo nuvoloso o una qualsiasi scena (piacevole) in cui mi ero sempre sentito solo, situazioni in cui avrei voluto “sentire” qualcuno al mio fianco, mi rendevo conto che quel senso di vuoto era stato in parte colmato dalla tua presenza. Era come se mi girassi di fianco e scorgessi la tua figura. Tutto questo mi faceva sentire più sicuro, soprattutto meno SOLO.

Sono passati due anni. Continuiamo a sentirci tutti i giorni. Ci vediamo poco (solo ed esclusivamente per colpa mia). Credo che si sia costruito un rapporto molto, molto solido. Capace di andare al di là di tutto. Io sono sicuro che le nostre due vite si sono incrociate in modo irreversibile, a prescindere da quello che accadrà all’uno o all’altro. Sono sicuro che tu non mi abbandonerai mai, qualsiasi cosa accada. Sono sicuro che mi accompagnerai fino alla fine che, da anziano in pectore, mi auguro sia abbastanza lontana almeno per provare a vivere e a riprovare quanto di positivo c’è stato tra noi…da quel 5 ottobre in avanti.
Poi chissà..non è detto che il nostro “status” di amici non cambi nuovamente in quello che era prima. Nella vita non si sa mai cosa può accadere. Però sappi che sono davvero contento di averti incontrato e ti ringrazio per l’appoggio continuo che mi dai, semplicemente ascoltando quello che mi passa per la testa, giornalmente (lo so, spesso sono un rompi…). Ti voglio bene.

giovedì 2 ottobre 2008

SONO ARRIVATE LE CASTAGNE


E' arrivato il tempo delle castagne. Nei supermercati cominciano a spuntare timidamente ceste colme del gustosissimo tipico frutto si stagione. Non sono ancora quelle grosse e "polpose" ma il sapore c'è tutto. Son state già acquistate e mangiate dal sottoscritto. Non sarebbe autunno senza di esse. Sapori, profumi e ricordi. Beh...certo prima era tutto diverso. C'erano davvero dei mesi ben precisi in cui si diceva che "venivano fuori" i vari frutti stagionali. Ora i tempi sono stati "allungati" di molto, con le nuove tecniche di coltivazione. Da un certo punto di vista è positivo perchè si ha la possibilità di gustare a lungo quello che più ci piace. Però si è perso tutti il romanticismo di un "periodo". Ricordo, da piccolo, che si aspettava l'arrivo di un particolare frutto che segnava inevitabilmente un determinato lasso di tempo. Ora si trova un pò di tutto (o quasi) durante tutto l'anno. Peccato.
Per tornare all'argomento. Inevitabile il breve salto nel passato. Ricordo il profumo tipico delle castagne lesse con la foglia d'alloro. Una fragranza meravigliosamente inebriante che faceva da preludio a quello che si sarebbe gustato da lì a poco. Ricordo anche il modo in cui le divoravo, tagliandole a metà e scavando con un cucchiaino per prendere tutto il frutto, fino all'ultimo pezzettino. Non so spiegarlo, era tutto diverso. Può darsi che tutto dipenda dall'età. Prima qualsiasi accadimento era considerato un rito, un evento e come tale veniva vissuto. Ora tutto scivola via, senza che quasi ci si renda conto. E' un pò triste.
Vabbè...

venerdì 26 settembre 2008

E' ARRIVATO L'AUTUNNO


Finalmente è arrivato. L'estate è solo un brutto ricordo. Specialmente quella appena passata, spero di metterla alle spalle al più presto. Dico subito che questo sarà il primo di diversi articoli a tematica autunnale, vista la mia "passione" per questa meravigliosa stagione. Ho riposto con molto piacere tutte le polo a manica corta, le scarpe estive e altri "elementi" dell'abbigliamento tipicamente "leggero". Al contrario della primavera, in cui non si sa come vestirsi perchè si può indossare qualcosa per poi sudare... "a grandine" una volta usciti da casa, il passagio tra l'estate e il frescolino autunnale lo trovo molto gradevole, anzi una vera e propria goduria. Anche il trovarsi inadeguati (per strada) con qualcosa di troppo leggero, il sentire un pò di fresco che ti penetra le ossa, per non essersi coperti abbastanza (stiamo parlando ancora di temperature relativamente basse) è molto, molto, molto gradevole. Si pensa : "Che bello, alla prossima uscita è d'obbligo la felpona!". Vabbè.... in questi giorni abbiamo avuto quasi un anticipo dell'inverno con vento freddo e temperature molto al di sotto della media. Per la mia gioia... ci sono stati un paio di nubifragi molto violenti che hanno definitivamente ripulito l'aria, con l'odore della pioggia che è penetrato in ogni poro del corpo. Fantastico! Ci mancano solo il profumo delle castagne arrostite, i primi alberi che iniziano a spogliarsi, la strada ricoperta da meravigliose foglie gialle e marroni, il fumo che viene fuori dai comignoli. Arriverà tutto questo visto che siamo entrati nell'autunno "ufficiale" solo da tre giorni. Tra un pò non sara sufficiente mettere la camicia con le maciche lunghe e la giacca "mezza stagione". La parte veramente "emozionante", per me, sarà quando indosserò il primo maglione della stagione e il cappotto. Lo so, fa molto Gomez Addams, però son fatto così.

venerdì 19 settembre 2008

IL PIUMONE


Finalmente ci siamo. E’ arrivato il momento di mettere il piumone al letto. Per me è quasi un rito, visto che simboleggia l’arrivo della stagione a me più congeniale, l’autunno, magari dopo un’estate in cui si è molto sofferto per le alte temperature.
Solitamente ci arrivo per gradi, visto che il godimento deve essere progressivo, e il piumone deve essere altamente desiderato.
In questi giorni il tempo mi ha dato una mano. Lo scorso anno, ad esempio, era ottobre inoltrato quando ci fu l’esigenza di adoperarlo. Ora siamo tecnicamente alle soglie dell’autunno, per cui in netto anticipo rispetto al solito. Meglio così… Devo specificare che mi danno molto fastidio coperte e copertine. Cadono da tutte le parti (anche se ho un sonno abbastanza tranquillo, nel senso che mi muovo poco) e poi mi da disturbo il peso (anche se relativo). Mi devo sentire libero, con il minimo indispensabile addosso. E il piumone pesa quel tanto che basta. A volte, fino a quando il fresco lo permette, ritardo l’arrivo “del fatidico momento”, proprio per gustarmelo ancora più a fondo (lo so, son strano). Ma dopo il brusco (finalmente) abbassamento delle temperature, mi si è posto di fronte l’amletico dubbio: andare avanti arrangiandomi con l’aggiunta graduale di qualche scaldotto oppure andare direttamente con il piumone? Ho scelto la seconda soluzione ed ora mi appresto ad infilarmi sotto la soffice trapunta. Sono i piccoli piaceri della vita…
E che dire dei giorni in cui il freddo ti entra proprio dentro, anche se c'è il riscaldamento acceso? Il piacere di entrare nel letto, sotto quella montagna soffice e leggera che presto si riscalderà al calore del corpo....non ha prezzo...

giovedì 18 settembre 2008

IL GRANDE RITORNO IN CHAMPIONS LEAGUE



JUVENTUS - ZENIT

Siamo tornati. Era una partita che aspettavamo da due anni. Devo ammettere che quando sono iniziate le prime note della musichetta della Champions League, guardando lo sguardo di Alex, di Gigi e di Pavel... mi son venuti ancor di più i brividi su per la schiena e ammetto che mi si sono inumiditi gli occhi. Ho provato una sensazione strana. Mi son tornate davanti agli occhi tutte le immagini che hanno caratterizzato il nostro recente passato. Ho ripensato al processo di farsopoli, alla distruzione dell'armata di Capello e lo sgomento provato in quei momenti. Ho riprovato orgoglio per quegli eroi che son scesi in B consapevoli che forse non sarebbero tornati più a calcare certi palcoscenici, come è invece avvenuto. Ho ripensato alle trasferte di Rimini, Crotone e Frosinone, squadrette di C che ebbero l'onore di ospitare la Juventus in campionato. Poi al nostro trionfale ritorno in A. Alla qualificazione per la Champions (che senza di noi non era di certo la stessa cosa). L'orgoglio , la juventinità dimostrata da alcuni atleti in modo spontaneo e naturale, da altri con più difficoltà ma sempre con i medesimi risultati. In campo sono scesi 7/11 dei giocatori che hanno calcato i campetti di B. Quando son cominciate le note della Champions.... tutti questi pensieri mi son balenati per la mente. Siamo tornati. Siamo tornati a casa consapevoli che ogni risultato sarà ancora più gustoso, ogni gol ogni punto guadagnato. Perchè venuto dopo una terribile ingiustizia che ci ha ridimensionati solo nelle ambizioni momentanee, visto che l'orgoglio e l'amore per la maglia è aumentato in maniera esponenziale.

Bene. Faccio un breve commento alla gara. Lo Zenit era considerato da più parti la bestia nera delle squadre che si sarebbero potute incontrare in questo momento in Champions. Effettivamente i russi si son dimostrati davvero forti, una squadra ben costruita ed equilibrata, forse la più in forma attualmente del torneo. Bel gioco, bella compattezza. Ci hanno fatto molto soffrire sia nel primo che nel secondo tempo anche se grosse paratone Buffon non ne ha fatte. La Juve ha resistito al pressing in alcuni momenti asfissiante dello Zenit. Era una partita che poteva essere solo sbloccata da un colpo di genio, da una prodezza. E il nostro Capitano ci ha regalato la vittoria proprio con un calcio di punizione (una vera e propria fucilata "di classe pura") che lo ha fatto esultare come mai si era visto prima e noi, con lui, abbiamo goduto in maniera profonda. Il ritorno in Champions con la firma meravigliosa del capitano. Non potevamo immaginarlo migliore di questo. La partita è cambiata una volta uscito Camo per infortunio. In campo è rimasta una squadra "tosta" con il solo Del Piero capace di inventare pennellate d'autore. Ottime prove di un maestoso Chiellini e di un Sissoko che era su tutte le palle. Sembrava che in campo ce ne fossero 3. Spuntava da tutte le parti. Grande. Il paragone con Davids diventa sempre più "doveroso".
Pagelle rapide.

BUFFON 6.5 - E' stato poco impegnato ma ha svolto il suo compito con la solita attenzione, senza la minima sbavatura.

GRYGERA 7 - Mi è piaciuto. E' stato molto più propositivo del solito. Sta iniziando a proiettarsi in avanti con più frequenza, per scodellare invitanti cross per le teste dei nostri punteros.

LEGROTTAGLIE 7.5 - Credo che stia raggiungendo una maturità insperata. E' di gran lunga superiore al giocatore di belle speranze prelevato dal Chievo qualche anno fa. Credo che lotterà con il suo compagno di reparto, per risultare il miglior difensore centrale del campionato.

CHIELLINI 8 - Oramai non c'è quasi più nulla da dire. Semplicemente maestoso. A questo punto dobbiamo ringraziare Cannavaro. Con la sua "fuga" è venuto fuori un giocatore assolutamente indispensabile per la Juve e la Nazionale (insieme a Legro) per i prossimi anni.

MOLINARO 4.5 - Non è da Juve. Punto. Non credo ci sia da aggiungere altro.

CAMORANESI 7 - Finchè è rimasto in campo, ci ha illuminato con le sue giocate.

SISSOKO 8 - Come ho già detto, sembrava che ce ne fossero 3 in giro per il campo. Inesauribile, grandioso. Idolo incontrastato dei tifosi. Un acquisto azzeccatissimo che contribuirà a regalare successi alla Juve.

POULSEN 6 - Oggi ha fatto qualche errorino di troppo, alcuni passaggi imprecisi hanno rischiato di mettere in moto il contropiede russo. Nel complesso un voto più che accettabile.

NEDVED 6 - Non può più giocare una partita ogni 3 giorni. Però questa era la SUA partita ed è giusto che la giocasse.

TREZEGUET - 5 C'era? Me ne sono accorto in un paio di circostanze, poi è completamente scomparso dalla scena. E' chiaro, lui funziona e diventa spietato quando gli arrivano rifornimenti. Altrtimenti è buio pesto.

DEL PIERO 8 - Semplicemente grandioso. Punizione meravigliosa. Ha giocato tanti palloni, è entrato in quasi tutte le azioni d'attacco e non solo.

DE CEGLIE 6.5 - Si dovrebbe insistere su questo ragazzo. Sarà pure ancora inesperto ma è molto vivace e preciso.Salta l'avversario con una facilità incredibile. Sa andare sul fondo e crossare con una certa precisione.

AMAURI - S.V.

martedì 16 settembre 2008

IL MAESTRO


Non capisco il perchè ma negli ultimi giorni mi è tornato in mente in maniera molto viva il periodo delle scuole elementari che, per me, non ha avuto un percorso lineare per una semplice ragione che spiegherò più avanti. Inizio subito col dire che son stato un bimbo che non ha pianto al momento del "distacco" da primo giorno. Ricordo distintamente (è sconvolgente come tutti i ricordi mi siano tornati così nitidi davanti agli occhi) che mia madre mi chiese "posso andare?" e io risposi tranquillamente "sì", anche se era la prima volta che mi trovavo in un "gruppo sociale" che non fosse la mia famiglia. Partì dalla seconda, avevo sei anni (la prima la feci privatamente, con mia madre). Al principio tutto andò in maniera perfetta. Ricordo tutti i particolari. La lampadina che veniva accesa nei pomeriggi di pioggia, l'atmosfera che c'era, poi i neon (dalla 3' in avanti), l'armadio in cui venivano custoditi quaderni e materiali vari, il classico odere della cancelleria scolastica. Ricordo la cartina dell'Italia appesa al muro, alle spalle del maestro e quella dell'Europa. Ricordo la bacchetta che colpiva sempre i soliti noti, che mai mi sfiorò visto che, modestamente, ero un alunno modello. Ricordo i colloqui con i genitori, il suono della campanella, il mettersi in fila "per due", lo scendere le scale, la liberazione di lasciare quell'edificio e la sicurezza di trovare sempre allo stesso posto, sulla sinistra appena fuori il portone, mio fratello oppure giù alle scale mia madre. Ricordo i pomeriggi passati a disegnare a casa, a imparere i verbi, le tabelline, la grammatica, a scrivere i "pensierini" o a risolvere un "problema" con il panino con la nutella ben stretto in una mano (mi sembra di sentire ancora l'odore particolare di quel pane). Tutto filava liscio come l'olio. Iniziai a socializzare, ad andare alle feste dei "compagni", ad invitarli a casa in occasione del carnevale (festa che ora detesto). Ricordo anche una mattina particolare in cui andai in giro per la città con gli amichetti, per fotografare i monumenti e fare una ricerca. Ricordo il senso di libertà "strana" che provai. Mi sentì "grande" specialmente quando entrai nel bar (il solito che frequentavo con mio padre) per chiedere un bicchier d'acqua, visto che un amico aveva sete. Ci entrai da solo e per me fu una grande conquista. Poi...poi avvenne un episodio che ha cambiato radicalmente il mio modo di rapportarmi alle persone. Il mio orgoglio smisurato era già un marchio di fabbrica all'età di 9 anni. Una mattina arrivai tardi (fu la prima volta), entrai in aula quando il maestro (che era per me comunque una figura importante) stava già facendo lezione. Il tempo di togliere il cappottino e di sedermi al banco ed ecco che arrivò il suo aspro e feroce rimprovero. Mi disse che a casua del mio ritardo, stavo disturbando il resto della classe e altre parole che non ricordo bene. Lo disse in un modo in cui mai si era rivolto a me. Booooom. Mi crollò tutto. Crollò la sua figura, si distrusse la "credibilità" che mi ero conquistato a fatica con il "gruppo", mi sentì estraneo per la prima volta alla classe. Dopo pochi minuti iniziò a mancarmi l'aria, andai dal maestro, scoppiai in lacrime e mi feci accompagnare fuori. Volli andare a telefonare a casa perchè proprio non riuscivo a rimanere in quel luogo. Così feci. Chiamai mia madre , accorse subito mia zia che mi portò immediatamente a casa. In quel momento si creò una frattura molto marcata tra me e...il resto del mondo. Potrà sembrare un episodio marginale o banale. Invece è stato incisivo sulla formazione del mio carattere. Pensate che io l'ho scoperto solo dopo 25 anni...facendo analisi con lo scrivano. Fu un passo della mia vita abbastanza devastante, visto che a scuola (era aprile e stavo frequentanto la 4') non ci tornai più, in quella classe non volli più metterci piede. Fui promosso ugualmente. I miei vollero provare (come era logico che fosse) a farmi tornare da quel maestro per la 5', qualche mese dopo ma non ci fu verso. Avevo proprio una vera repulsione (stavo malissimo) quasi inspiegabile per colui che mi aveva "umiliato e deluso" secondo la mia fragile psicologia di bimbo e il resto del gruppo. Per farla breve ..quell'anno mi preparò mia nonna e alla fine...feci gli esami da privatista in un'altra classe con una maestra. Quel problema mi si è ripresentato ogni volta che son dovuto entrare in un gruppo nuovo. Alle medie e al Liceo. Se si fosse consapevoli dei danni che può fare una frase detta in un certo modo ad un bimbo... Lui mi conosceva così bene, conosceva la mia fragile psicologia (credo come quella della maggior parte dei bambini), la fatica che avevo fatto, visto che ero molto attaccato alla mia famiglia e a mia madre in particolar modo, nel sentirmi parte integrante di un insieme di coetanei. Ero il suo "cocco", aveva avuto sempre un occhio di riguardo per me, visto che conosceva i miei genitori che rispettava in modo assoluto. E invece... fece quell'errore colossale che poi ha fatto da sfondo a tutti i miei approcci con "gli altri" durante l'arco della mia vita. Non sto esagerando. Ho sempre avuto difficoltà ad entrare in un nuovo gruppo di persone, a parlare in pubblico, a diventare "parte di una compagnia", a socializzare. Per fortuna son sempre riuscito a cavarmela nel rapporto a due, di qualsiasi genere. Chi mi conosce sa benissimo che ho una parlantina abbastanza spiccata che tutto fa pensare meno che sia una persona timida e riservata. Ancora oggi ho grossa difficoltà a frequentare un gruppo (che ho sempre rifiutato, tanto che... non ho mai avuto una comitiva in cui non avrei sopportato il peso del confronto), reggo fino a quando il numero delle persone non supera quello delle dita di una mano. Capite bene che quindi, è stato un danno notevole che mi son portato sulle spalle sin da piccolo. Chissà cosa sarebbe successo se quell'episodio non si fosse verificato. Probabilmente i miei rapporti interpersonali sarebbero stati di gran lunga diversi. Mah...
Il maestro è la figura (per un bambino) che viene subito dopo i genitori. Il bimbo deve rispettarlo e avere fiducia, praticamente deve essere un "genitore" all'esterno della famiglia. La classe, i compagni, rappresentano la prima comunità sociale che il bambino incontra al di fuori di casa, oltre la famiglia. Le due componenti sono fondamentali per la sua sana crescita. Io mi fidavo di lui, che mi aveva introdotto in "quella comunità", sapevo che non avrebbe mai fatto nulla che mi avrebbe potuto far male, proprio come un genitore. Nel momento in cui lui mi rimproverò così aspramente, fece si che tutto si frantumasse davanti ai miei occhi. Intendiamoci, lui mi aveva "ripreso" altre volte, però in modo paterno e giusto, senza urtare così profondamente il mio "io" più nascosto e fragile. Proprio come un genitore rimprovera un figlio che, magari, sbaglia. Son sempre stato timido e introverso, per me (e per quelli con il carattere simile al mio) era necessario usare altri tipi di linguaggi, altri modi di agire e di approcciarsi. Lui usò un tono molto forte, ricordo anche la sua espressione accigliata, come mai era accaduto. Non lo riconobbi. Per me in quel momento diventò un estraneo. MI UMILIO' davanti alla classe che avevo "conquistato" con difficoltà. Lui perse in pochi secondi l'autorevolezza che anche io gli riconoscevo e, dopo quella umiliazione così traumatica, tanto che avrei preferito sprofondare, inconsciamente chiusi con "gli altri", con quel gruppo. Crescendo poi non ho mai più avuto il "coraggio" di guardare in faccia gli ex compagni di scuola, se mi capitava di incontrarli per strada. Da qui si può evincere la gravità di quell'avvenimento (all'apparenza...catalogato come "episodio di poco conto") e l'incompetenza (nonostante avesse esperienza) di chi l'aveva causato. Beh...credo che per il momento possa bastare. Il tuffo nella mia infanzia ha evidenziato anche questa pagina negativa. Ce ne saranno altre...sicuramente più serene che tenterò di descrivere al meglio. Perchè, per fortuna, la mia infanzia è stata "colorata", come dice un mio amico, per cui gli episodi e le atmosfere positive....abbondano nei miei ricordi.

lunedì 15 settembre 2008

JUVENTUS - UDINESE


Partita dominata dalla Juventus per tutti i 90 minuti. Il risultato ci sta strettissimo per la mole di gioco creata. In campo Amauri e Iaquinta al posto della coppia titolare e pluridecorata Del Piero-Trezeguet. Difesa senza particolari sbavature in cui si deve evidenziare una spettacolare parata con i piedi (nel senso che ha preso la palla come fossero mani) del numero uno al mondo, Gigi Buffon. Per il resto credo che si sia annoiato, visto che la strabiliante coppia Quagliarotfl/Di Natale non gli si è quasi mai proposta di fronte. Ottimo il ritorno di Chiellini, buona prova di Mellberg che si riprende dopo lo svarione che ci è costato due punti contro i violacei, due settimane fa. A centrocampo svettano Camoranesi e Sissoko, che ricorda sempre più il Davids dei bei tempi. In attacco Vincenzone e il brasiliano si sono proposti svariate volte, sbagliando per la troppa fretta di segnare e per imprecisione. Bisogna tener conto che abbiamo preso un palo e una traversa. La difesa friulana ha retto bene l'urto continuo della Juve, fino al gol di Amauri, nato grazie ad un pallone arpionato da Sissoko in area di rigore che, cadendo ha provocato un buco nell'attenta retroguardia udinese, visto che si è portato giù (nell'impeto) il difensore che avrebbe dovuto coprire quella zona. Vittoria strameritata che fa ben sperare per il futuro e per la Champions imminente. Assolutamente immotivati gli ingressi in campo di Alex e David a 4 minuti dalla fine, così come non ha lasciato traccia il rientrante Marchionni (credo non abbia toccato nemmeno un pallone). Ranieri incomprensibile come al solito. Da vomito i due telecronisti sky (i soliti noti). Il duo dei castori più famosi d'Italia non ha perso occasione per inventare falli che non esistevano pro udinese, minimizzando, di contro, tutto quello che accadeva a danno della Juve. Pensare che quelle due merde si beccano lo stipendio anche grazie all'abbonamento che pago io...

BUFFON 7 - Il voto sembra un pò alto rispetto al lavoro che ha svolto ma la paratona con i piedi (che per lui è quasi ordinaria amministrazione) ha fatto lievitare il mio giudizio.

GRYGERA 6.5 - Ha svolto il suo compitino senza mettersi particolarmente in mostra.

MELLBERG 6.5 - Si è ripreso dopo lo scivolone di Firenze. Si sta rivelando un ottimo acquisto. E dire che un pò tutti, critici e giornalai lo consideravano inadatto al calcio italiano.

CHIELLINI 7 - Ottimo rientro. Chiusure sempre precise e puntuali senza sbavature. Comanda la difesa, oramai, come un veterano.

DE CEGLIE 6.5 - Direi, a questo punto, che potrebbe aver conquistato il posto da titolare. Bravo in difesa ma, sopratutto, propositivo in attacco. Ho contato tre cross precisi dal fondo, roba che non vedevamo da anni. Credo che per Molinaro non ci sia più spazio come titolare.

CAMORANESI 7.5 - L'anima del centrocampo, il cervello, la grinta. Un giocatore di assoluta qualità che migliora costantemente, nonostante sia un campione già affermato (e Campione del mondo).

SISSOKO 7 - Ha, oramai, conquistato il cuore dei tifosi bianconeri, per l'anima che ci mette in ogni sua prestazione. Non è azzardato (per me) il paragone con il Davids dei primi tempi. Ha ampi margini di miglioramento.

POULSEN 6.5 - Credo che anche lui entrerà presto nei cuori degli juventini (anche per come fa rosikare tifosi avversari e telecronisti roditori...). Il suo lavoro è stato un pò più oscuro ma la qualità c'è. Non è solo un giocatore di rottura. Prende una traversa nella ripresa.

NEDVED 6.5 - Il solito pavellone. Sempre grintoso come da marchio di fabbrica anche se oggi meno incisivo del solito in attacco.

IAQUINTA 6.5 - Ha fatto il possibile, si è mosso molto, moltissimo ha cercato il gol in tutte le maniere ma è stato anche impreciso. Comunque giudizio più che positivo.

AMAURI 6.5 - Stesso giudizio espresso per il suo compagno di reparto. Il gol è stato un bel regalo confezionato da Sissoko. Da lui ci si aspetta un pò più di gioco.

DEL PIERO, TREZEGUET, MARCHIONNI s.v.

venerdì 5 settembre 2008

IO E IL CALCIO.


Io e il calcio. Come si evince dalle immagini che scorrono e dalla foto esplicita del CAPITANO, sono un gran tifoso di calcio, in particolare il mio cuore è bianconero.
L'amore per il calcio è, oramai, vecchio di quasi 25 anni, quello per la Juventus è poco, poco più recente (diciamo che abbiamo superato i 20 anni). Ricordo il momento preciso in cui scoccò la scintilla che non si è più spenta. Ero in vacanza (in spiaggia, sotto l'ombrellone) e, leggendo il classico giornale sportivo, in cerca di notizie sulla squadra della mia città, mi soffermai su un articolo che parlava della Juve. Non era un periodo di trionfi per il club, per cui non fui abbagliato dalla grandezza di uno scudetto o dal brillare di una coppa. In quell'articolo c'era tutta la maestosità , l'eleganza e la classe infinita della società. Si parlava di Cabrini, non rammento i particolari ma ricordo che dissi a me stesso "E' lei, la mia squadra del cuore è la Juventus". Non è che non conoscessi la storia calcistica dei bianconeri, diciamo che sino a quel momento non l'avevo notata con particolare attenzione (tenendo sempre conto che ho vissuto in una casa con un padre che ha sempre cercato di inculcarmi la sua fede granata, fin dalla più tenera età...). Come quando ci si rende conto dopo tempo che ti piace qualcuno che ti è sempre stato davanti agli occhi, così...all'improvviso. Chiamiamolo pure colpo di fulmine (e su questo....scriverò un articolo dettagliato). Da allora non ho più abbandonato la mia "Signora", l'ho seguita partita dopo partita, mese dopo mese, anno dopo anno. Una passione che si rinnova giornalmente. Ho imparato ad amare la maglia e non chi la indossa, ho imparato ad accettare le sconfitte (poche per la verità) e ad assaporare, gustandole, le vittorie. Ho iniziato ad amare il gioco del calcio in generale. Avevo pensato di non parlarne tanto in questo blog, visto che già lo faccio abbondantemente nei due forum che frequento. Poi ho considerato che è una parte importante della mia vita, per cui è giusto che abbia l'opportuno spazio anche in questo "giardino così intimo " che mi rappresente abbastanza fedelmente. Nel mio precedente blog (datato 2006 e durato la bellezza di 6 mesi...) scrivevo le pagelle dopo ogni partita (seguendo l'esempio della mia amica Marina). Ma quello era uno spazio virtuale alquanto impersonale. Certo, c'era qualcosa di me ma la maggior parte dei pensieri erano celati, insomma facevo leggere solo ciò che era "politicamente corretto". Era un blog diverso a cui vi accedevano anche persone a me sgradite. Questo, invece, è totalmente differente. Il pubblico che vi accede è selezionato per cui mi sento più libero di esprimere assolutamente me stesso. Tornando al calcio posso dire che non voglio prendere l'impegno con me stesso di "pagellare" dopo ogni partita. Diciamo che lo farò quando ne sentirò l'esigenza e la voglia. Voglio chiudere questo articolo con una particolarità. Ho conosciuto diversi "tematici" (leggete gay) anche semplicemente in chat. Ebbene...non ne è capitato UNO a cui piacesse il calcio. Non ho potuto mai discutere di fuorigioco, moduli tattici, caratteristiche tecniche dei giocatori ecc. Mi hanno sempre detto che sono un gay anomalo sotto questo punto di vista, poichè il calcio non è propriamente un argomento "omosex". A parte il fatto che ci sono tanti giocatori gay in giro per i campi di tutto il mondo, come argomento però non rientra in quelle che sono le icone del mondo gay. Peccato. La battuta più "gettonata" è stata: "Segui il calcio perchè ci sono tutti quei giocatori in mutandine....?". Direi...ABERRANTE. Ora non vorrei screditare tutta la popolazione gay, però quel tipo di frase mi è stata rivolta più di una volta. Mi spiace per la pochezza mentale di chi l'ha pronunciata. Su questo comunque scriverò un altro articolo in cui si verrà a scoprire che rientro pochissimo in quelli che sono gli "schemi" e i gusti della categoria (è brutto chiamarla così, però...esiste ed è colpevolmente rinchiusa in se stessa). Vabbè...ora non voglio parlare di più argomenti che meritano uno spazio ben definito.
SEMPRE FORZA JUVENTUS

sabato 30 agosto 2008

AMICIZIA E RICONOSCENZA


Avevo pensato di scrivere un articolo un pò "leggero" parlando delle mie abitudini serali (cappuccino) o del ritorno della Juventus nel calcio che conta. Lo farò nei prossimi giorni. Mi preme fare un altro sincero ringraziamento. Anche se so per certo che la persona in questione non legge e non leggerà questo blog.
E' d'obbligo un piccolo salto temporale nei mesi scorsi per spiegare un pò come stanno le cose, senza scendere ovviamente molto nei particolari visto che non ce n'è bisogno. Come ho accennato nei post precedenti, sto (stiamo, in famiglia) attraversando un momento delicato sotto il profilo finanziario (e non solo, visti i lutti che ci hanno colpito). Siamo stati sempre discretamente bene, non abbiamo mai navigato nella ricchezza assoluta ma siamo sempre riusciti a vivere dignitosamente, come una famiglia media. Non ci è mai mancato nulla, dall'auto nuova quando era possibile, al capo firmato, all'hi-tech. Senza mai eccedere. Ebbene, negli ultimi due anni la situazione è precipitata, vista la mancanza di un lavoro (causa soliti giochi politici a cui noi siamo sempre stati estranei) e, quindi, di un introito. Siamo andati avanti con quel pò che avevamo messo da parte (il classico "salvadanaio") che, arrivati ad un certo punto, non è bastato più. E' arrivata la necessità di vendere (direi svendere) una delle due case di nostra proprietà per far fronte alla falla finanziaria venutasi a creare. Ora è arrivato il momento di "disfarsi" letteralmente anche della seconda con grande dolore ovviamente (quella ristrutturata da poco in cui avremmo dovuto andare ad abitare a breve) per eliminare le ultime gravose pendenze e poter finalmente tirare un sospiro di sollievo, ricominciando tutto d'accapo. Per farla breve e visti i ritardi nel trovare compratori attendibili (quando si sparge la voce che si ha bisogno di vendere.... si complica sempre tutto), siamo giunti ad un punto critico (non scenderò nei particolari). Ovviamente in questi casi tutti fuggono, chi a destra, chi a sinistra. Quando c'era da "prendere" la nostra casa era sempre affollata. Ora... si son "dati" misteriosamente un pò tutti (che bastardi!!). Specialmente i parenti. Bene. Ce ne ricorderemo quando passeremo questa crisi. Di questo possono starne certi. Dicevo, anche quelli che avrebbero potuto dare una mano, hanno fatto gli indifferenti, nonostante noi per loro abbiamo fatto molto in passato. Vabbè... Ovviamente non ho nulla nei confronti di quelli che hanno potuto solo dare un aiuto morale (che non è poco) e che non sono "scomparsi".
Per la vendita della casa abbiamo interpellato, negli ultimi giorni, una vecchia amica, Laura. Una donna che nella vita ha sofferto parecchio. Trenta anni fa era una nostra vicina di casa e, ricordo anche se ero abbastanza piccolo, che ogni volta che ci chiedeva un aiuto (morale e non solo...) non le veniva mai negato. Era molto legata soprattutto a mia madre che divenne per lei (in un momento critico per la sua vita) un sostegno molto importante, una sorta di seconda mamma, visto che la sua era prevalentemente assente. La vita poi prende delle strade incomprensibili. Lei (con i suoi figli e il marito, causa della sua crisi) si trasferirono altrove e quel rapporto speciale andò un pò a perdersi per cause di forza maggiore. In tutti questi anni ci siamo sempre incontrati casualmente, senza mai riprendere nel vero senso della parola quel rapporto di amicizia interrotto dagli eventi. Alla fine dello scorso anno siamo rientrati in contatto con lei, che lavora in un ufficio comunale, dove ci recammo per farci fare un documento. Ricominciammo a parlare del più e del meno e lei ci indicò (vista la mancanza di lavoro in città) di provare ad interpellare suo genero, che probabilmente avrebbe potuto aiutarci a trovare qualcosa fuori. I mesi son passati, il lavoro (che per una serie di coincidenze e proprio grazie alla sua intuizione, abbiamo trovato) non è ancora iniziato, la situazione finanziaria non è , ovviamente, ancora migliorata (poi in questi casi succedono sempre gli imprevisti più assurdi che ti fanno spendere il doppio o il triplo di quanto preventivato). Come detto, abbiamo chiesto a lei per l'appartamento , visto che sapevamo che ne avrebbe voluto acquistare uno. Bello, bellissimo. L'avrebbe comprato molto volentieri solo che la richiesta anche ribassata (di molto), non era per lei facilmente raggiungibile, con tutta la buona volontà. Disse comunque che avremmo potuto chiederle tutto perchè ci avrebbe aiutato con il cuore se avessimo avuto bisogno di qualcosa. Beh... quel momento è arrivato e abbiamo dovuto farle una richiesta un pò imbarazzante. Ebbene non ha battuto ciglio, nonostante non navighi nell'oro. Ci ha aiutato anche in misura maggiore di quanto richiestole. Il punto dell'articolo sta in fondo, in questa frase. Lei, pur essendo una persona assolutamente normale, ci ha aperto il cuore e un pò per indole, un pò memore di quanto fatto per lei in passato, ha allungato la sua mano e l'ha stretta a quella della sua amica (metaforicamente parlando). Il suo gesto mi ha commosso sul serio. Questo mi ha fatto anche pensare che ci sono ancora le persone riconoscenti, perbene. Ho pensato anche che conviene sempre seminare bene, perchè ci saranno anche gli stronzi che, magari, hanno avuto un lavoro o si sono sistemati per merito tuo e che voltano le spalle nel momento del bisogno, ma ci sono anche le persone come Laura che si è fatta in quattro per aiutare gli amici di vecchia data. Ripeto il gesto fatto mi ha commosso, mi ha stretto il cuore anche per il modo con cui è stato fatto. Per cui non posso fare altro che dirle: GRAZIE LAURA, me lo ricorderò finchè avrò vita.
Lei è una persona speciale.

venerdì 22 agosto 2008

L'ESTATE STA FINENDO (FINALMENTE)


L'estate sta finendo. Non è solo il titolo di una nota canzoncina balneare dei Righeira ma una sorta di formula che ho sempre pronunciato subito dopo la metà del mese di Agosto. Per me, adesso, è una sorta di liberazione visto che non sopporto il caldo. Ricordo in passato invece che era quasi un incubo. Non so perchè, dopo il 15 ho sempre considerato la stagione conclusa, per cui quando c'era la scuola (non può mancare il mio tuffo nella fanciullezza/adolescenza) iniziava il countdown verso il ritorno tra i banchi, che non mi faceva gustare il finire della vacanza. Ricordo che poi in tv iniziavano a passare numerose pubblicità di "oggettistica scolastica" e tutto rendeva il passar del tempo ancora più veloce. Poi...tutto è cambiato e l'arrivo di ferragosto ha iniziato ad essere visto (per me) come la chiusura ufficiale della stagione calda (anche se poi, di fatto...rimane un mese buono). Tutto si sopporta meglio. Anche se dovesse arrivare una nuova ondata di caldo, si pensa: "beh...è l'ultima per quest'anno". E, potenza della psicologia, passa molto più in fretta. Alcuni negozi iniziano timidamente a mostrare i primi arrivi autunnali, cambiano radicalmente anche gli spot televisivi, dalla vendita dei condizionatori si passa a caldi piumoni per l'inverno. Insomma tutto "prepara" alla stagione , per me, più bella che ci sia : L'AUTUNNO. Certamente scriverò uno o più pezzi sull'argomento (visto che m'ispira molto). Sui colori, sugli odori, sulle atmosfere autunnali.