
Un sorriso. Mi sono reso conto di una situazione abbastanza inquietante. Non rido più. Per risata non intendo quella che ti viene da dentro, che è irrefrenabile, che ti fa lacrimare (a me succede), che ti fa star bene, che ti rigenera, che (come si vuol dire) fa buon sangue. Riflettendo mi rendo conto che probabilmente non rido più "realmente" da oltre 16 mesi. Beh ... non è che mi è capitata una paresi che impedisce quel tipo di
movimento dei muscoli facciali, è solo che, forse, non ho tutti questi motivi per ridere di gusto, anche solo per distrarmi un pò. E' chiaro, il sorriso di circostanza c'è, magari quando si incontra qualcuno per strada, è falso come una banconota del monopoli. Quando esco (oramai molto di rado) con il mio amico d'infanzia, mi rendo conto che le stesse cose per che solo due anni fa mi portavano a ridere quasi istericamente (in senso positivo) con le lacrime agli occhi, provocano in me solo un acceno di sorriso, niente di più. E questo è solo un esempio che mi fa valutare il mio attuale stato emotivo. Mi rendo conto che anche il tono della mia voce è profondamente mutato nel corso dei mesi. Ricordo lo scorso anno, quando telefonai ad un vecchio amico (della serie "sindrome d'abbandono" di cui ho fatto cenno). Rimasi colpito dal tono della sua voce. Monotono, serio, freddo, distaccato. Quasi irriconoscibile. Lui mi disse che alcuni eventi nella sua vita l'avevano cambiato, che era diverso, che non era più quello che avevo conosciuto. Beh ... quella telefonata mi fece,
comunque, impressione. Era come se a quel suono, mancassero tutte le tonalità di colore che conoscevo.
Credo che la stessa cosa sia accaduta a me. Mi rendo conto di parlare in modo diverso, freddo, distaccato, quasi come se volessi mantenere le distanze, come se mi desse fastidio interagire con la persona con cui parlo. Questo mi capita anche in famiglia. Dico una cosa che viene interpretata in modo diverso per il tono della mia voce che è cambiato. Una normale frase, magari, seriosa, viene percepita come un rimprovero. Eppure è solo, una puntualizzazione di un fatto. Niente di più. Chissà cosa pensa la gente che non mi conosce. Probabilmente avverte un mio "non voler" entrare in contatto, un rifiuto ad avvicinarmi un pò. Invece non è proprio così. E' solo quello che le mie corde vocali esprimono.
Per me, in un approccio, la voce è fondamentale. Sono molto attento alle inflessioni (di vario genere) , al timbro, alla potenza, alla dolcezza e alla morbidezza del suono. Una voce può conquistarmi, affascinarmi. Ecco...tutto quello che , al momento, mi manca. L'avevo già pensato da tempo e ieri ne ho avuto conferma, sentendo un amico con cui non parlavo da un pò. Lui ha detto che, ascoltandomi, sembro molto più maturo di prima, molto più consapevole e presente. Non che prima non lo fossi ma forse prendevo tutto più leggermente, almeno cercavo di farlo, evitando di appensantire le persone che si rapportavano a me, con i miei "toni forti", magari pesanti da ascoltare.
Da un certo punto di vista....mi fa piacere. Perchè ho sempre voluto apparire in questo modo. Serio, quasi severo nel mio sguardo e in tutto ciò che è di complemento, voce compresa. Però vorrei comunque riuscire a ritrovare quella parte di me, quei toni di colore che le circostanze hanno "disattivato". In poche parole vorrei mantenere il mio essere "burbero" all'apparenza (un mio marchio di fabbrica), avendo però la possibilità di tornare a modulare il suono e poi....vorrei ridere. Sì voglio tornare a ridere di gusto, voglio ridere con le lacrime agli occhi come un tempo. Anche per le cazzate, perchè mi manca lo "scarico" di tensione "positivo". Voglio tornare a sfottere coscientemente le mie amiche quando le sento per telefono una volta all'anno.... (noto una mia vena polemica in questa affermazione :-) proprio come facevamo solo pochi anni fa, pochissimi anni fa.
Credo che le due cose siano strettamente collegate, per cui questo post non è nato per caso. E non è di certo l'accozzaglia di due argomenti all'apparenza slegati.

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