lunedì 27 luglio 2009

IN MEMORIA DI MASON (1992-2008)


E' passato un anno da quando Mason non c'è più. Mi manca molto, come manca tanto a tutti i membri della mia famiglia, della sua famiglia. Ho preferito non inserire una sua foto di proposito, utilizzando un disegno molto simpatico, che poi ritrae un "gattone" per certi versi simile a Mason che ha appena preso possesso un un gomitolo di lana, esattamente come faceva lui con tutto ciò che gli capitava sotto mano. Era tutto SUO, tutto doveva passare dalla sua scupolosa "dogana" e dopo, solo dopo, concedeva agli altri l'oggetto da lui "autenticato" con un morsetto o "firmato" con le sue unghiette.
Ho deciso di ricordarlo con due bellissime poesie di Pablo Neruda che leggerete di seguito.



Ode al gatto

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano
si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono néi, grazia, volo.
Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito,
cammina solo e sa quello che vuole.


L'uomo vuol essere pesce e uccello, il serpente vorrebbe avere le ali, ilcane è un leone spaesato,
l'ingegnere vuol essere poeta, la mosca studia per rondine, il poeta cerca di imitare la mosca,
ma il gatto vuole solo esser gatto ed ogni gatto è gatto dai baffi alla coda, dal fiuto al topo vivo,
dalla notte fino ai suoi occhi d'oro.


Non c'è unità come la sua, non hanno la luna o il fiore una tale coesione: è una sola cosa,
come il sole o il topazio, e l'elastica linea del suo corpo, salda e sottile,
è come la linea della pruna di una nave.
I suoi occhi gialli hanno lasciato una sola fessura per gettarvi le monete della notte.


Oh piccolo imperatore senz'orbe, conquistatore senza patria, minima tigre da salotto,
nuziale sultano del cielo delle tegole erotiche, il vento dell'amore all'aria aperta reclami quando passi e posi quattro piedi delicati sul suolo, fiutando, diffidando di ogni cosa terrestre,
perchè tutto è immondo per l'immacolato piede del gatto.


Oh fiera indipendente della casa, arrogante vestigio della notte,neghittoso, ginnastico ed estraneo, profondissimo gatto, poliziotto segreto delle stanze, insegna di un irreperibile velluto,
probabilmente non c'è enigma nel tuo contegno, forse non sei mistero,
tutti sanno di te ed appartieni all'abitante meno misterioso, forse tutti si credono padroni, proprietari,
parenti di gatti, compagni, colleghi, discepoli o amici del proprio gatto.


Io no. Io non sono d'accordo. Io non conosco il gatto. So tutto, la vita e il suo arcipelago,
il mare e la città incalcolabile, la botanica, il gineceo coi suoi peccati, il per e il meno della matematica, gl'imbuti vulcanici del mondo, il guscio irreale del coccodrillo, la bontà ignorata del pompiere,
l'atavismo azzurro del sacerdote, ma non riesco a decifrare un gatto.
Sul suo distacco la ragione slitta, numeri d'oro stanno nei suoi occhi.


[...]
L'uomo vorrebbe essere pesce e uccello,
Il serpente vorrebbe avere le ali,
Il cane è un leone disorientato,
L'ingegnere vorrebbe esser poeta,
La mosca studia per farsi rondine,
Il poeta cerca d'imitar la mosca,
E invece il gatto
Vuol essere soltanto gatto
E ogni gatto è gatto
Dai baffi alla coda,
Dal presentimento al topo vivo…
I suoi occhi gialli
Hanno lasciato una scanalatura
Per gettarvi le monete della notte.



Come dorme un gatto

Come dorme bene un gatto
Dorme con zampe e di peso,
Dorme con unghie crudeli,
Dorme con sangue sanguinario,
Dorme con tutti gli anelli
Che come circoli incendiati
Costruirono la geologia
D'una coda color di sabbia.
Vorrei dormire come un gatto
Con tutti i peli del tempo,
Con la lingua di pietra focaia,
Con il sesso secco del fuoco
E, non parlando con nessuno,
Stendermi sopra tutto il mondo,
Sopra le tegole e la terra,
Intensamente consacrato
A cacciare i topi in sogno.
Ho veduto come vibrava
Il gatto nel sonno: correva
La notte in lui come acqua oscura,
E a volte pareva cadere
O magari precipitare
Nei desolati ghiacciai,
Forse crebbe tanto nel sonno
Come un antenato di tigre
E avrebbe saltato nel buio
Tetti, nuvole e vulcani.
Dormi, dormi, gatto notturno
Con i tuoi riti di vescovo,
E i tuoi baffi di pietra:
Ordina tutti i nostri sogni,
Guida le tenebre nostre
Addormentate prodezze
Con il tuo cuore sanguinario
E il lungo collo della tua coda.

lunedì 6 luglio 2009

E' PASSATO UN ANNO.


E' passato esattamente un anno da quando ho aperto questo Blog. Sinceramente credevo che l'avrei chiuso o abbandonato nel giro di poche settimane, come accadde in passato (2006) , nella mia precedente esperienza da blogger. All'epoca il tutto durò solo 5 mesi scarsi. Devo anche dire che la partenza, almeno l'idea che mi ha spinto a far nascere il visblog, era diversa. Credevo di riuscire a scrivere molto di più, ad usarlo come un vero e proprio diario elettronico. Poi ... eventi negativi mi hanno portato a parlare più che altro di disgrazie, frustazioni, ecc. negando all'"io" profondo di venir fuori in tutto il suo ... splendore. Diciamo che non ho fatto in tempo a riprendermi da una botta che subito nè è capitata un'altra, facendomi perdere tutta la mia forza espressiva e descrittiva, facendomi pensare anche di lasciar perdere e concludere l'esperienza.
INVECE NO! Il Blog contituerà a esserci, continuerà a narrare parti del mio vivere quotidiano, sperando di poter iniziare a descrivere anche situazioni positive (beh...ci vorrebbero, ne ho proprio bisogno!).
Uno scopo è stato comunque raggiunto. Le persone che mi conoscono (mi riferisco principalmente a chi non mi ha mai incontrato "live") attraverso i forum, ovviamente quelle più vicine a me ( che conosco solo attrraverso il telefono) a cui ho dato questo indirizzo, hanno imparato a conoscere diversi lati del mio carattere, a capire chi sono veramente e, di conseguenza, a comprendere certi miei atteggiamenti di fronte a certe tematiche. Con loro mi sento me stesso, esattamente come mi sento a mio agio con le amiche e gli amici che mi conoscono a fondo, da anni, , con cui posso, magari, permettermi di fare una battuta (anche spinta) o di prendermi un pò in giro (come faccio spesso).
Solo per questo il Blog è stato utile alla causa. Certo, negli ultimi mesi il mio ritmo di scrittura si è molto ridotto a causa dei vari forum, di facebook e di altri siti che "son costretto" a visitare, perchè altrimenti avrei zero possibilità di conoscere quel poveretto che dovrà avere la pazienza di sopportarmi per un tratto della sua esistenza (visto che...non invecchierò) e che, al momento, non c'è. Ecco, credo che quando troverò una parvenza di uomo capace di starmi dietro, la mia creatività narrativa subirà indiscutibilmente un picco.
Ma non sarebbe il solo "racconto positivo" che vorrei scrivere. Speriamo bene...
Nel prossimo articolo farò un vero e proprio bilencio degli ultimi 12 mesi.

P.S. 52 articoli in 52 settimane..non son pochi. La media è di uno ogni 7 giorni!