venerdì 26 settembre 2008

E' ARRIVATO L'AUTUNNO


Finalmente è arrivato. L'estate è solo un brutto ricordo. Specialmente quella appena passata, spero di metterla alle spalle al più presto. Dico subito che questo sarà il primo di diversi articoli a tematica autunnale, vista la mia "passione" per questa meravigliosa stagione. Ho riposto con molto piacere tutte le polo a manica corta, le scarpe estive e altri "elementi" dell'abbigliamento tipicamente "leggero". Al contrario della primavera, in cui non si sa come vestirsi perchè si può indossare qualcosa per poi sudare... "a grandine" una volta usciti da casa, il passagio tra l'estate e il frescolino autunnale lo trovo molto gradevole, anzi una vera e propria goduria. Anche il trovarsi inadeguati (per strada) con qualcosa di troppo leggero, il sentire un pò di fresco che ti penetra le ossa, per non essersi coperti abbastanza (stiamo parlando ancora di temperature relativamente basse) è molto, molto, molto gradevole. Si pensa : "Che bello, alla prossima uscita è d'obbligo la felpona!". Vabbè.... in questi giorni abbiamo avuto quasi un anticipo dell'inverno con vento freddo e temperature molto al di sotto della media. Per la mia gioia... ci sono stati un paio di nubifragi molto violenti che hanno definitivamente ripulito l'aria, con l'odore della pioggia che è penetrato in ogni poro del corpo. Fantastico! Ci mancano solo il profumo delle castagne arrostite, i primi alberi che iniziano a spogliarsi, la strada ricoperta da meravigliose foglie gialle e marroni, il fumo che viene fuori dai comignoli. Arriverà tutto questo visto che siamo entrati nell'autunno "ufficiale" solo da tre giorni. Tra un pò non sara sufficiente mettere la camicia con le maciche lunghe e la giacca "mezza stagione". La parte veramente "emozionante", per me, sarà quando indosserò il primo maglione della stagione e il cappotto. Lo so, fa molto Gomez Addams, però son fatto così.

venerdì 19 settembre 2008

IL PIUMONE


Finalmente ci siamo. E’ arrivato il momento di mettere il piumone al letto. Per me è quasi un rito, visto che simboleggia l’arrivo della stagione a me più congeniale, l’autunno, magari dopo un’estate in cui si è molto sofferto per le alte temperature.
Solitamente ci arrivo per gradi, visto che il godimento deve essere progressivo, e il piumone deve essere altamente desiderato.
In questi giorni il tempo mi ha dato una mano. Lo scorso anno, ad esempio, era ottobre inoltrato quando ci fu l’esigenza di adoperarlo. Ora siamo tecnicamente alle soglie dell’autunno, per cui in netto anticipo rispetto al solito. Meglio così… Devo specificare che mi danno molto fastidio coperte e copertine. Cadono da tutte le parti (anche se ho un sonno abbastanza tranquillo, nel senso che mi muovo poco) e poi mi da disturbo il peso (anche se relativo). Mi devo sentire libero, con il minimo indispensabile addosso. E il piumone pesa quel tanto che basta. A volte, fino a quando il fresco lo permette, ritardo l’arrivo “del fatidico momento”, proprio per gustarmelo ancora più a fondo (lo so, son strano). Ma dopo il brusco (finalmente) abbassamento delle temperature, mi si è posto di fronte l’amletico dubbio: andare avanti arrangiandomi con l’aggiunta graduale di qualche scaldotto oppure andare direttamente con il piumone? Ho scelto la seconda soluzione ed ora mi appresto ad infilarmi sotto la soffice trapunta. Sono i piccoli piaceri della vita…
E che dire dei giorni in cui il freddo ti entra proprio dentro, anche se c'è il riscaldamento acceso? Il piacere di entrare nel letto, sotto quella montagna soffice e leggera che presto si riscalderà al calore del corpo....non ha prezzo...

giovedì 18 settembre 2008

IL GRANDE RITORNO IN CHAMPIONS LEAGUE



JUVENTUS - ZENIT

Siamo tornati. Era una partita che aspettavamo da due anni. Devo ammettere che quando sono iniziate le prime note della musichetta della Champions League, guardando lo sguardo di Alex, di Gigi e di Pavel... mi son venuti ancor di più i brividi su per la schiena e ammetto che mi si sono inumiditi gli occhi. Ho provato una sensazione strana. Mi son tornate davanti agli occhi tutte le immagini che hanno caratterizzato il nostro recente passato. Ho ripensato al processo di farsopoli, alla distruzione dell'armata di Capello e lo sgomento provato in quei momenti. Ho riprovato orgoglio per quegli eroi che son scesi in B consapevoli che forse non sarebbero tornati più a calcare certi palcoscenici, come è invece avvenuto. Ho ripensato alle trasferte di Rimini, Crotone e Frosinone, squadrette di C che ebbero l'onore di ospitare la Juventus in campionato. Poi al nostro trionfale ritorno in A. Alla qualificazione per la Champions (che senza di noi non era di certo la stessa cosa). L'orgoglio , la juventinità dimostrata da alcuni atleti in modo spontaneo e naturale, da altri con più difficoltà ma sempre con i medesimi risultati. In campo sono scesi 7/11 dei giocatori che hanno calcato i campetti di B. Quando son cominciate le note della Champions.... tutti questi pensieri mi son balenati per la mente. Siamo tornati. Siamo tornati a casa consapevoli che ogni risultato sarà ancora più gustoso, ogni gol ogni punto guadagnato. Perchè venuto dopo una terribile ingiustizia che ci ha ridimensionati solo nelle ambizioni momentanee, visto che l'orgoglio e l'amore per la maglia è aumentato in maniera esponenziale.

Bene. Faccio un breve commento alla gara. Lo Zenit era considerato da più parti la bestia nera delle squadre che si sarebbero potute incontrare in questo momento in Champions. Effettivamente i russi si son dimostrati davvero forti, una squadra ben costruita ed equilibrata, forse la più in forma attualmente del torneo. Bel gioco, bella compattezza. Ci hanno fatto molto soffrire sia nel primo che nel secondo tempo anche se grosse paratone Buffon non ne ha fatte. La Juve ha resistito al pressing in alcuni momenti asfissiante dello Zenit. Era una partita che poteva essere solo sbloccata da un colpo di genio, da una prodezza. E il nostro Capitano ci ha regalato la vittoria proprio con un calcio di punizione (una vera e propria fucilata "di classe pura") che lo ha fatto esultare come mai si era visto prima e noi, con lui, abbiamo goduto in maniera profonda. Il ritorno in Champions con la firma meravigliosa del capitano. Non potevamo immaginarlo migliore di questo. La partita è cambiata una volta uscito Camo per infortunio. In campo è rimasta una squadra "tosta" con il solo Del Piero capace di inventare pennellate d'autore. Ottime prove di un maestoso Chiellini e di un Sissoko che era su tutte le palle. Sembrava che in campo ce ne fossero 3. Spuntava da tutte le parti. Grande. Il paragone con Davids diventa sempre più "doveroso".
Pagelle rapide.

BUFFON 6.5 - E' stato poco impegnato ma ha svolto il suo compito con la solita attenzione, senza la minima sbavatura.

GRYGERA 7 - Mi è piaciuto. E' stato molto più propositivo del solito. Sta iniziando a proiettarsi in avanti con più frequenza, per scodellare invitanti cross per le teste dei nostri punteros.

LEGROTTAGLIE 7.5 - Credo che stia raggiungendo una maturità insperata. E' di gran lunga superiore al giocatore di belle speranze prelevato dal Chievo qualche anno fa. Credo che lotterà con il suo compagno di reparto, per risultare il miglior difensore centrale del campionato.

CHIELLINI 8 - Oramai non c'è quasi più nulla da dire. Semplicemente maestoso. A questo punto dobbiamo ringraziare Cannavaro. Con la sua "fuga" è venuto fuori un giocatore assolutamente indispensabile per la Juve e la Nazionale (insieme a Legro) per i prossimi anni.

MOLINARO 4.5 - Non è da Juve. Punto. Non credo ci sia da aggiungere altro.

CAMORANESI 7 - Finchè è rimasto in campo, ci ha illuminato con le sue giocate.

SISSOKO 8 - Come ho già detto, sembrava che ce ne fossero 3 in giro per il campo. Inesauribile, grandioso. Idolo incontrastato dei tifosi. Un acquisto azzeccatissimo che contribuirà a regalare successi alla Juve.

POULSEN 6 - Oggi ha fatto qualche errorino di troppo, alcuni passaggi imprecisi hanno rischiato di mettere in moto il contropiede russo. Nel complesso un voto più che accettabile.

NEDVED 6 - Non può più giocare una partita ogni 3 giorni. Però questa era la SUA partita ed è giusto che la giocasse.

TREZEGUET - 5 C'era? Me ne sono accorto in un paio di circostanze, poi è completamente scomparso dalla scena. E' chiaro, lui funziona e diventa spietato quando gli arrivano rifornimenti. Altrtimenti è buio pesto.

DEL PIERO 8 - Semplicemente grandioso. Punizione meravigliosa. Ha giocato tanti palloni, è entrato in quasi tutte le azioni d'attacco e non solo.

DE CEGLIE 6.5 - Si dovrebbe insistere su questo ragazzo. Sarà pure ancora inesperto ma è molto vivace e preciso.Salta l'avversario con una facilità incredibile. Sa andare sul fondo e crossare con una certa precisione.

AMAURI - S.V.

martedì 16 settembre 2008

IL MAESTRO


Non capisco il perchè ma negli ultimi giorni mi è tornato in mente in maniera molto viva il periodo delle scuole elementari che, per me, non ha avuto un percorso lineare per una semplice ragione che spiegherò più avanti. Inizio subito col dire che son stato un bimbo che non ha pianto al momento del "distacco" da primo giorno. Ricordo distintamente (è sconvolgente come tutti i ricordi mi siano tornati così nitidi davanti agli occhi) che mia madre mi chiese "posso andare?" e io risposi tranquillamente "sì", anche se era la prima volta che mi trovavo in un "gruppo sociale" che non fosse la mia famiglia. Partì dalla seconda, avevo sei anni (la prima la feci privatamente, con mia madre). Al principio tutto andò in maniera perfetta. Ricordo tutti i particolari. La lampadina che veniva accesa nei pomeriggi di pioggia, l'atmosfera che c'era, poi i neon (dalla 3' in avanti), l'armadio in cui venivano custoditi quaderni e materiali vari, il classico odere della cancelleria scolastica. Ricordo la cartina dell'Italia appesa al muro, alle spalle del maestro e quella dell'Europa. Ricordo la bacchetta che colpiva sempre i soliti noti, che mai mi sfiorò visto che, modestamente, ero un alunno modello. Ricordo i colloqui con i genitori, il suono della campanella, il mettersi in fila "per due", lo scendere le scale, la liberazione di lasciare quell'edificio e la sicurezza di trovare sempre allo stesso posto, sulla sinistra appena fuori il portone, mio fratello oppure giù alle scale mia madre. Ricordo i pomeriggi passati a disegnare a casa, a imparere i verbi, le tabelline, la grammatica, a scrivere i "pensierini" o a risolvere un "problema" con il panino con la nutella ben stretto in una mano (mi sembra di sentire ancora l'odore particolare di quel pane). Tutto filava liscio come l'olio. Iniziai a socializzare, ad andare alle feste dei "compagni", ad invitarli a casa in occasione del carnevale (festa che ora detesto). Ricordo anche una mattina particolare in cui andai in giro per la città con gli amichetti, per fotografare i monumenti e fare una ricerca. Ricordo il senso di libertà "strana" che provai. Mi sentì "grande" specialmente quando entrai nel bar (il solito che frequentavo con mio padre) per chiedere un bicchier d'acqua, visto che un amico aveva sete. Ci entrai da solo e per me fu una grande conquista. Poi...poi avvenne un episodio che ha cambiato radicalmente il mio modo di rapportarmi alle persone. Il mio orgoglio smisurato era già un marchio di fabbrica all'età di 9 anni. Una mattina arrivai tardi (fu la prima volta), entrai in aula quando il maestro (che era per me comunque una figura importante) stava già facendo lezione. Il tempo di togliere il cappottino e di sedermi al banco ed ecco che arrivò il suo aspro e feroce rimprovero. Mi disse che a casua del mio ritardo, stavo disturbando il resto della classe e altre parole che non ricordo bene. Lo disse in un modo in cui mai si era rivolto a me. Booooom. Mi crollò tutto. Crollò la sua figura, si distrusse la "credibilità" che mi ero conquistato a fatica con il "gruppo", mi sentì estraneo per la prima volta alla classe. Dopo pochi minuti iniziò a mancarmi l'aria, andai dal maestro, scoppiai in lacrime e mi feci accompagnare fuori. Volli andare a telefonare a casa perchè proprio non riuscivo a rimanere in quel luogo. Così feci. Chiamai mia madre , accorse subito mia zia che mi portò immediatamente a casa. In quel momento si creò una frattura molto marcata tra me e...il resto del mondo. Potrà sembrare un episodio marginale o banale. Invece è stato incisivo sulla formazione del mio carattere. Pensate che io l'ho scoperto solo dopo 25 anni...facendo analisi con lo scrivano. Fu un passo della mia vita abbastanza devastante, visto che a scuola (era aprile e stavo frequentanto la 4') non ci tornai più, in quella classe non volli più metterci piede. Fui promosso ugualmente. I miei vollero provare (come era logico che fosse) a farmi tornare da quel maestro per la 5', qualche mese dopo ma non ci fu verso. Avevo proprio una vera repulsione (stavo malissimo) quasi inspiegabile per colui che mi aveva "umiliato e deluso" secondo la mia fragile psicologia di bimbo e il resto del gruppo. Per farla breve ..quell'anno mi preparò mia nonna e alla fine...feci gli esami da privatista in un'altra classe con una maestra. Quel problema mi si è ripresentato ogni volta che son dovuto entrare in un gruppo nuovo. Alle medie e al Liceo. Se si fosse consapevoli dei danni che può fare una frase detta in un certo modo ad un bimbo... Lui mi conosceva così bene, conosceva la mia fragile psicologia (credo come quella della maggior parte dei bambini), la fatica che avevo fatto, visto che ero molto attaccato alla mia famiglia e a mia madre in particolar modo, nel sentirmi parte integrante di un insieme di coetanei. Ero il suo "cocco", aveva avuto sempre un occhio di riguardo per me, visto che conosceva i miei genitori che rispettava in modo assoluto. E invece... fece quell'errore colossale che poi ha fatto da sfondo a tutti i miei approcci con "gli altri" durante l'arco della mia vita. Non sto esagerando. Ho sempre avuto difficoltà ad entrare in un nuovo gruppo di persone, a parlare in pubblico, a diventare "parte di una compagnia", a socializzare. Per fortuna son sempre riuscito a cavarmela nel rapporto a due, di qualsiasi genere. Chi mi conosce sa benissimo che ho una parlantina abbastanza spiccata che tutto fa pensare meno che sia una persona timida e riservata. Ancora oggi ho grossa difficoltà a frequentare un gruppo (che ho sempre rifiutato, tanto che... non ho mai avuto una comitiva in cui non avrei sopportato il peso del confronto), reggo fino a quando il numero delle persone non supera quello delle dita di una mano. Capite bene che quindi, è stato un danno notevole che mi son portato sulle spalle sin da piccolo. Chissà cosa sarebbe successo se quell'episodio non si fosse verificato. Probabilmente i miei rapporti interpersonali sarebbero stati di gran lunga diversi. Mah...
Il maestro è la figura (per un bambino) che viene subito dopo i genitori. Il bimbo deve rispettarlo e avere fiducia, praticamente deve essere un "genitore" all'esterno della famiglia. La classe, i compagni, rappresentano la prima comunità sociale che il bambino incontra al di fuori di casa, oltre la famiglia. Le due componenti sono fondamentali per la sua sana crescita. Io mi fidavo di lui, che mi aveva introdotto in "quella comunità", sapevo che non avrebbe mai fatto nulla che mi avrebbe potuto far male, proprio come un genitore. Nel momento in cui lui mi rimproverò così aspramente, fece si che tutto si frantumasse davanti ai miei occhi. Intendiamoci, lui mi aveva "ripreso" altre volte, però in modo paterno e giusto, senza urtare così profondamente il mio "io" più nascosto e fragile. Proprio come un genitore rimprovera un figlio che, magari, sbaglia. Son sempre stato timido e introverso, per me (e per quelli con il carattere simile al mio) era necessario usare altri tipi di linguaggi, altri modi di agire e di approcciarsi. Lui usò un tono molto forte, ricordo anche la sua espressione accigliata, come mai era accaduto. Non lo riconobbi. Per me in quel momento diventò un estraneo. MI UMILIO' davanti alla classe che avevo "conquistato" con difficoltà. Lui perse in pochi secondi l'autorevolezza che anche io gli riconoscevo e, dopo quella umiliazione così traumatica, tanto che avrei preferito sprofondare, inconsciamente chiusi con "gli altri", con quel gruppo. Crescendo poi non ho mai più avuto il "coraggio" di guardare in faccia gli ex compagni di scuola, se mi capitava di incontrarli per strada. Da qui si può evincere la gravità di quell'avvenimento (all'apparenza...catalogato come "episodio di poco conto") e l'incompetenza (nonostante avesse esperienza) di chi l'aveva causato. Beh...credo che per il momento possa bastare. Il tuffo nella mia infanzia ha evidenziato anche questa pagina negativa. Ce ne saranno altre...sicuramente più serene che tenterò di descrivere al meglio. Perchè, per fortuna, la mia infanzia è stata "colorata", come dice un mio amico, per cui gli episodi e le atmosfere positive....abbondano nei miei ricordi.

lunedì 15 settembre 2008

JUVENTUS - UDINESE


Partita dominata dalla Juventus per tutti i 90 minuti. Il risultato ci sta strettissimo per la mole di gioco creata. In campo Amauri e Iaquinta al posto della coppia titolare e pluridecorata Del Piero-Trezeguet. Difesa senza particolari sbavature in cui si deve evidenziare una spettacolare parata con i piedi (nel senso che ha preso la palla come fossero mani) del numero uno al mondo, Gigi Buffon. Per il resto credo che si sia annoiato, visto che la strabiliante coppia Quagliarotfl/Di Natale non gli si è quasi mai proposta di fronte. Ottimo il ritorno di Chiellini, buona prova di Mellberg che si riprende dopo lo svarione che ci è costato due punti contro i violacei, due settimane fa. A centrocampo svettano Camoranesi e Sissoko, che ricorda sempre più il Davids dei bei tempi. In attacco Vincenzone e il brasiliano si sono proposti svariate volte, sbagliando per la troppa fretta di segnare e per imprecisione. Bisogna tener conto che abbiamo preso un palo e una traversa. La difesa friulana ha retto bene l'urto continuo della Juve, fino al gol di Amauri, nato grazie ad un pallone arpionato da Sissoko in area di rigore che, cadendo ha provocato un buco nell'attenta retroguardia udinese, visto che si è portato giù (nell'impeto) il difensore che avrebbe dovuto coprire quella zona. Vittoria strameritata che fa ben sperare per il futuro e per la Champions imminente. Assolutamente immotivati gli ingressi in campo di Alex e David a 4 minuti dalla fine, così come non ha lasciato traccia il rientrante Marchionni (credo non abbia toccato nemmeno un pallone). Ranieri incomprensibile come al solito. Da vomito i due telecronisti sky (i soliti noti). Il duo dei castori più famosi d'Italia non ha perso occasione per inventare falli che non esistevano pro udinese, minimizzando, di contro, tutto quello che accadeva a danno della Juve. Pensare che quelle due merde si beccano lo stipendio anche grazie all'abbonamento che pago io...

BUFFON 7 - Il voto sembra un pò alto rispetto al lavoro che ha svolto ma la paratona con i piedi (che per lui è quasi ordinaria amministrazione) ha fatto lievitare il mio giudizio.

GRYGERA 6.5 - Ha svolto il suo compitino senza mettersi particolarmente in mostra.

MELLBERG 6.5 - Si è ripreso dopo lo scivolone di Firenze. Si sta rivelando un ottimo acquisto. E dire che un pò tutti, critici e giornalai lo consideravano inadatto al calcio italiano.

CHIELLINI 7 - Ottimo rientro. Chiusure sempre precise e puntuali senza sbavature. Comanda la difesa, oramai, come un veterano.

DE CEGLIE 6.5 - Direi, a questo punto, che potrebbe aver conquistato il posto da titolare. Bravo in difesa ma, sopratutto, propositivo in attacco. Ho contato tre cross precisi dal fondo, roba che non vedevamo da anni. Credo che per Molinaro non ci sia più spazio come titolare.

CAMORANESI 7.5 - L'anima del centrocampo, il cervello, la grinta. Un giocatore di assoluta qualità che migliora costantemente, nonostante sia un campione già affermato (e Campione del mondo).

SISSOKO 7 - Ha, oramai, conquistato il cuore dei tifosi bianconeri, per l'anima che ci mette in ogni sua prestazione. Non è azzardato (per me) il paragone con il Davids dei primi tempi. Ha ampi margini di miglioramento.

POULSEN 6.5 - Credo che anche lui entrerà presto nei cuori degli juventini (anche per come fa rosikare tifosi avversari e telecronisti roditori...). Il suo lavoro è stato un pò più oscuro ma la qualità c'è. Non è solo un giocatore di rottura. Prende una traversa nella ripresa.

NEDVED 6.5 - Il solito pavellone. Sempre grintoso come da marchio di fabbrica anche se oggi meno incisivo del solito in attacco.

IAQUINTA 6.5 - Ha fatto il possibile, si è mosso molto, moltissimo ha cercato il gol in tutte le maniere ma è stato anche impreciso. Comunque giudizio più che positivo.

AMAURI 6.5 - Stesso giudizio espresso per il suo compagno di reparto. Il gol è stato un bel regalo confezionato da Sissoko. Da lui ci si aspetta un pò più di gioco.

DEL PIERO, TREZEGUET, MARCHIONNI s.v.

venerdì 5 settembre 2008

IO E IL CALCIO.


Io e il calcio. Come si evince dalle immagini che scorrono e dalla foto esplicita del CAPITANO, sono un gran tifoso di calcio, in particolare il mio cuore è bianconero.
L'amore per il calcio è, oramai, vecchio di quasi 25 anni, quello per la Juventus è poco, poco più recente (diciamo che abbiamo superato i 20 anni). Ricordo il momento preciso in cui scoccò la scintilla che non si è più spenta. Ero in vacanza (in spiaggia, sotto l'ombrellone) e, leggendo il classico giornale sportivo, in cerca di notizie sulla squadra della mia città, mi soffermai su un articolo che parlava della Juve. Non era un periodo di trionfi per il club, per cui non fui abbagliato dalla grandezza di uno scudetto o dal brillare di una coppa. In quell'articolo c'era tutta la maestosità , l'eleganza e la classe infinita della società. Si parlava di Cabrini, non rammento i particolari ma ricordo che dissi a me stesso "E' lei, la mia squadra del cuore è la Juventus". Non è che non conoscessi la storia calcistica dei bianconeri, diciamo che sino a quel momento non l'avevo notata con particolare attenzione (tenendo sempre conto che ho vissuto in una casa con un padre che ha sempre cercato di inculcarmi la sua fede granata, fin dalla più tenera età...). Come quando ci si rende conto dopo tempo che ti piace qualcuno che ti è sempre stato davanti agli occhi, così...all'improvviso. Chiamiamolo pure colpo di fulmine (e su questo....scriverò un articolo dettagliato). Da allora non ho più abbandonato la mia "Signora", l'ho seguita partita dopo partita, mese dopo mese, anno dopo anno. Una passione che si rinnova giornalmente. Ho imparato ad amare la maglia e non chi la indossa, ho imparato ad accettare le sconfitte (poche per la verità) e ad assaporare, gustandole, le vittorie. Ho iniziato ad amare il gioco del calcio in generale. Avevo pensato di non parlarne tanto in questo blog, visto che già lo faccio abbondantemente nei due forum che frequento. Poi ho considerato che è una parte importante della mia vita, per cui è giusto che abbia l'opportuno spazio anche in questo "giardino così intimo " che mi rappresente abbastanza fedelmente. Nel mio precedente blog (datato 2006 e durato la bellezza di 6 mesi...) scrivevo le pagelle dopo ogni partita (seguendo l'esempio della mia amica Marina). Ma quello era uno spazio virtuale alquanto impersonale. Certo, c'era qualcosa di me ma la maggior parte dei pensieri erano celati, insomma facevo leggere solo ciò che era "politicamente corretto". Era un blog diverso a cui vi accedevano anche persone a me sgradite. Questo, invece, è totalmente differente. Il pubblico che vi accede è selezionato per cui mi sento più libero di esprimere assolutamente me stesso. Tornando al calcio posso dire che non voglio prendere l'impegno con me stesso di "pagellare" dopo ogni partita. Diciamo che lo farò quando ne sentirò l'esigenza e la voglia. Voglio chiudere questo articolo con una particolarità. Ho conosciuto diversi "tematici" (leggete gay) anche semplicemente in chat. Ebbene...non ne è capitato UNO a cui piacesse il calcio. Non ho potuto mai discutere di fuorigioco, moduli tattici, caratteristiche tecniche dei giocatori ecc. Mi hanno sempre detto che sono un gay anomalo sotto questo punto di vista, poichè il calcio non è propriamente un argomento "omosex". A parte il fatto che ci sono tanti giocatori gay in giro per i campi di tutto il mondo, come argomento però non rientra in quelle che sono le icone del mondo gay. Peccato. La battuta più "gettonata" è stata: "Segui il calcio perchè ci sono tutti quei giocatori in mutandine....?". Direi...ABERRANTE. Ora non vorrei screditare tutta la popolazione gay, però quel tipo di frase mi è stata rivolta più di una volta. Mi spiace per la pochezza mentale di chi l'ha pronunciata. Su questo comunque scriverò un altro articolo in cui si verrà a scoprire che rientro pochissimo in quelli che sono gli "schemi" e i gusti della categoria (è brutto chiamarla così, però...esiste ed è colpevolmente rinchiusa in se stessa). Vabbè...ora non voglio parlare di più argomenti che meritano uno spazio ben definito.
SEMPRE FORZA JUVENTUS