mercoledì 1 settembre 2010

UN POMERIGGIO DELLA MIA INFANZIA...


Ascoltando un brano dei Chicago "Hard to say I'm sorry" e "Sailing" di Chistopher Cross, mi si è materializzata davanti agli occhi una scena della mia infanzia, molto piacevole anche se ripetitiva.
Al piano di sotto c'era la "vicina di casa" di cui ho già parlato in passato, con sua figlia, una mia compagna di giochi.
Sono sempre stato un tipo parecchio solitario, anche se alla casa a fianco della nostra c'erano dei "bambini" con cui spesso giocavo e, appunto la bimba del piano di sotto. Di fondo però, ero il "nonno di Heidi" già a 5-6 anni :-) Ebbene la scena che mi è venuta in mente è ambientata nel pomeriggio, dopo pranzo, d'inverno o quasi (il cielo diventava buio quasi subito). Solitamente scendevamo dall'amica per fare merenda, mentre le "mamme" parlavano del più e del meno. Ricordo che mentre la mia sbrigava le faccende con la radio accesa (all'epoca non c'erano tramissioni pomeridiane alla tv), io me ne andavo sul balcone interno, quello che si affaccia nell'atrio, coperto da una veranda. Ho una sviluppatissima memoria olfattiva, per cui, mentre descrivo la scena, vi assicuro che sento quei particolari odori che sapevo riconoscere a memoria. Praticamente sapevo tutto di tutti, cioè conoscevo le abitudini delle "massaie" che rassettavano le loro case. Quella del quinto piano stendeva le pezze per spolverare in un certo modo, dopo aver lavato per terra. Quella del sesto, prendeva il caffè sul balcone, prima di dedicarsi al riordino. Al decimo piano salivano i diversi odori. Era un'alternanza di detersivi, tutti diversi e l'inconfondibile e sublime profumo del caffè. C'era anche una signora che non mi stava molto simpatica, non so bene il perchè visto che non ci conoscevamo. Ricordo che guardavo tutto ciò che faceva e, quando volgeva lo sguardo verso il balcone di casa mia, le mostravo la linguaccia (che finezza) a cui lei rispondeva con una smorfia. Vabbè...ero piccino. Me la si può perdonare. Conoscevo gli orari e la sequenza (ecco forse perchè sono diventato così metodico e ripetitivo nella vita da adulto), una sequenza non ossessiva...anzi...rassicurante. Era come se le abitudini degli altri, miste a quelle di mia madre (perchè ogni tanto mi recavo in cucina per vedere a che punto erano i lavori), provocassero una meravigliosa sensazione di sicurezza, come se nulla potesse cambiare, visto che stavo così bene. Ricordo anche come mi arrampicavo sulla ringhiera, con l'incoscenza dei 5 anni. La struttura era (ed è) molto semplice e lineare, con un solo "rombo" al centro in cui ci infilavo i miei piedini. La veranda era (ed è) costruita in modo che la ringhiera rimanesse all'interno, per cui c'era un bel pezzo di ferro esterno che comunque mi proteggeva. Ricordo mia madre che ripeteva sempre "non ti sporgere, stai attento, non farmi stare in pensiero"....perchè....come detto, avendo l'incoscienza di quegli anni e la totale mancanza di vertigini, pensandoci ora, forse mi sporgevo un pò troppo ("rivedendo quelle immagini" mi vengono le vertigini adesso!!!). Ricordo il cielo che diventava scuro ma non nero (il crepuscolo che tanto adoro), le luci iniziavano ad accendersi. Per farla breve, quando mia madre terminava i lavori di riordino della cucina, scendevamo giù per il caffè, io facevo un piccolo sorsetto dalla tazza di mamma, visto che sennò, dicevano, mi faceva male. Oppure Laura, ne metteva un pochetto in una tazzina, con abbondante acqua. In questo modo, prendendo il caffè con loro, mi sentivo "adulto" (che scemo!). Se avessi saputo il significato di diventare "adulti"... Il pomeriggio lo passavo giocando con la figlia dopo aver fatto merenda. A volte risalivamo subito a casa, a volte si rimaneva fino all'arrivo del papà della mia amichetta che, non so perchè, mi faceva paura. Poi si saliva in attesa dell'arrivo del mio. Bambinismi :-)

domenica 25 luglio 2010

DOVE ERAVAMO RIMASTI?


Dopo una pausa durata diversi mesi in cui non ho avuto granchè da scrivere, riprendo a lasciare in questo blog i miei pensieri. Anzi, non è corretto affermare che non c'era nulla da mettere su "carta", solo che non ho ricevuto la minima ispirazione per farlo. I pensieri ci sono stati, le riflessioni pure, pesanti e più leggere. Non sapevo proprio da che parte ricominciare. Beh... non è che adesso abbia ricevuto chissà quale illuminazione... però voglio riprovare a usare questo spazio virtuale per la vera e unica ragione per cui, due anni fa, è nato. Prendetelo come una sorta di "memoriale" in cui continueranno a essere narrate parti della mia vita, pensieri personali, riflessioni. Non ricordo esattamente cosa ho già scritto per cui è probabile che, in certi casi, mi possa ripetere. Sicuramente, se dovesse capitare qualche "concetto in replica", sarà comunque leggermente differente perchè ho imparato che le sensazioni che cerco di portare in queste pagine direttamente dalla mia memoria, non possono mai essere descritte nello stesso modo. Fateci caso, specialmente quelle positive, sono sempre arricchite di particolari che ad una prima rilettura dell'evento, non venivano considerate. Sfumature che, spesso, sono determinanti.
Devo ammettere che, nei mesi scorsi, ho un pò tralasciato il blog anche a causa di Facebook, visto che sono stato totalmente assorbito da quella realtà virtuale (ma non troppo). Tra l'altro...sono entrato a far parte di un piccolo ma qualitativamente consistente gruppo di juventini con cui ho iniziato a scoprire tante verità su quello che noi chiamiamo "farsopoli". E' chiaro che poi, dopo aver "letto e commentato" la giornata di fb, rimane poco tempo per dedicarsi ad altro. Ho anche tralasciato (non sono il solo) i due forum a cui partecipo (e che ho fondato). Insomma ... non è solo il blog che ne ha fatto le spese... Anche perchè un conto è rispondere a un post, un altro mettersi davanti ad un foglio bianco con l'intento di trasformare in qualcosa di leggibile ... quello che passa per la mente. Ci vuole tempo e concentrazione. Vabbè... mi rifarò... anche perchè mi dispiace lasciare qualcosa a metà o in sospeso. E questo simpatico (per me) spazietto ritagliato in una nicchia di internet, mi piace parecchio, l'ho arredato a mio gusto. Ho appena scoperto che i gestori della struttura hanno aggiunto diversi sfondi (più moderni ma freddi) e altre cosette che studierò con calma. Da buon conservatore... credo che, al massimo, apporterò qualche piccola modifica, spostando un quadro o un punto luce. Ma niente di più.
Bene...come esordio bis credo possa bastare...