lunedì 23 febbraio 2009

CIAO, CRUZ.


E dire che nei giorni scorsi mi domandavo quale articolo scrivere prima. Di certo non avrei voluto iniziare da questo.
Te ne sei andato anche tu. A soli sette mesi dal tuo fratellino Mason. Solo che, mentre dopo la sua dolorosa scomparsa ci sei stato tu a calamitare non solo l'amore che provavo per te ma anche parte dei sentimenti rimasti sospesi dalla grave perdita, adesso non ci sono altri "fratellini" che possono attutire il colpo.
Tu e Mason eravate due tipi completamente differenti. Lui molto più felino, indipendente. Tu molto meno gatto e assolutamente bisognoso del continuo affetto di tutti noi. Ci avete dato tanto, tanto amore come credo ne abbiate ricevuto altrettanto. Posso dire senza possibilità di smentita che avete vissuto una vita da "RE", siete stati sempre al centro delle nostre attenzioni, a volte, anche a discapito di parenti e amici. Vi abbiamo sempre messo davanti a tutto perchè eravate le nostre due perle. Di Mason ho parlato al momento della sua scomparsa per cui mi concentrerò su di te, piccolo Cruz.
Ricordo il lontano 15 dicembre del 1992, giorno in cui sei entrato per la prima volta in casa nostra. Il giorno prima era scomparso Fonzie prematuramente e, vista la nostra disperazione acuta, il veterinario ci consigliò di prendere subito un nuovo batuffolino a cui donare il nostro amore. Ricordo esattamente il momento in cui il dottore ti posò sulle mie gambe e tu cercasti subito rifugio, protezione. Mi facesti da subito tanta tenerezza. Un batuffolino bianco pelississimo. Entravi nel palmo di una mano. Riuscisti con la tua sola presenza a farci superare prima il lutto che ci aveva colpito. Ricordo la tua prima cena a casa nostra (mangiasti riso e piselli!!!), quando non volevi staccarti da me perchè impaurito, com'era normale che fosse, dal nuovo ambiente in cui ti trovavi e da chissà quali peripezie avevi passato per arrivare fino a Bari (visto che provenivi dall'oriente).
Entrasti subito nei nostri cuori.
Gli episodi che si potrebbero raccontare sono tantissimi, visto che hai vissuto con noi la bellezza di sedici anni e mezzo. Mi limiterò a scrivere che eri un gatto molto socievole. Gracilino di costituzione. Assolutamente bisognoso di continue attestazioni di affetto. Ne hai passate tante , specialmente nei primi anni della tua vita, per un problema cronico alle gengive. Quanto hai sofferto, piccolino. I medici non riuscivano a trovare proprio una soluzione al tuo problema. Poi un veterinario pescato quasi per caso, propose la soluzione giusta e tu guaristi, finalmente.
Ripeto, di episodi in quasi diciassette anni ce ne sarebbero tanti, per cui mi limiterò a narrare alcune tue piccole abitudini che avevi preso negli ultimi tempi. Come, ad esempio, il pranzare e cenare con noi. Non solo ai nostri orari ma anche e soprattutto con le nostre pietanze. Ti piaceva di tutto, ma proprio tutto. Eri un'ottima forchetta. All'ora di pranzo ti piazzavi lì, sul tavolo, prima che si apparecchiasse e quando si arrivava con tovaglia e piatti, tu ti trasferivi sul "seggiolone" (un portavivande diventato.....la piattaforma "mobile" tua e di tuo fratello Mason). Dopo aver gustato il pranzo (c'era sempre una fettina di carne fatta per voi o, negli ultimi mesi, per te) andavi nel tuo cestino per schiacciare un pisolino, giusto il tempo di aspettare il "caffè". Quando arrivava in tavola la caffettiera, ti risvegliavi per il profumo (che ti piaceva tanto). Ovviamente tu non bevevi proprio il caffè...ma ci facevi compagnia divorando un bel piatto di latte...lì....con noi. Per poi ritornare a dormicchiare come l'ora imponeva.
Anche per la cena eri rigoroso. Il tuo prosciutto (o il formaggio) andava servito non oltre le 19.30. Se era il caso, non disdegnavi nemmeno un piattino di gelato, possibilmente al cioccolato.
Per non parlare della tua abidutine di bere dal rubinetto...comune anche al tuo fratellone.
E il tuo voler continuamente andar sul balcone, per affacciarti (in braccio a noi) e vedere la auto, le moto o i passanti, ascoltando i vari rumori che venivano dalla strada con fare soddisfatto.
I riti mattutini con nostra madre. Il tuo andare in bagno con lei per farti lavare gli occhietti e il faccino. Il tuo fare colazione con il solito latte, burro e marmellata (di cui eri ghiotto).
Cruz, non basterebbero cento pagine di questo blog per raccontare quello che tu e Mason avete "combinato", non ne basterebbero mille per descrivere l'amore immenso che ci avete donato.
Il giorno che sei andato via, ti son stato vicino quasi per tutta la notte. Non sei morto da solo ma con nostro fratello che ti teneva la manozza diventata magrissima.
Le persone che non amano gli animali, non possono comprendere come un gattino (o un cane) diventi una parte così importante di una famiglia.
Hai lasciato un vuoto enorme, una voragine. In sette mesi siete andati via, come se vi foste dati un appuntamento.

Cruz, piccolo amore mio, non riesco a chiudere questo articolo perchè sò che mettendo il punto, dovrò dirti addio. E, tu lo sai, ho un pessimo rapporto con la morte e con il decorso "naturale" della vita che non accetto e non accetterò mai. Probabilmente son troppo poco maturo in questo. Non mi addentro in altri discorsi che devierebbero il senso di questo post.

Picolo Cruz, tu riposerai accanto a noi, sul balcone di casa nostra. Il balcone che adoravi e che cercavi di raggiungere anche d'inverno e con la neve. Avrai una degna sepoltura.

Piccolo mio, sarà più triste la vita senza di te. Ti amo.

P.S. Anche nel tuo caso non riesco proprio a pubblicare adesso una foto, come accaduto con Mason. Mi riservo di farlo quanto prima, quando mi verrà più facile. Anche per far vedere agli amici che leggono questo blog e che non hanno avuto la fortuna di "accarezzarvi" ... quanto eravate belli e dolci. Meravigliosi.

lunedì 16 febbraio 2009

QUALE CAPITOLO APRIRE?


In questo momento sono un pò confuso. Ci sono diversi argomenti che vorrei trattare ma non riesco a focalizzarne nemmeno uno. Potrebbe quasi sembrare che abbia abbandonato questo blog ma in realtà non è proprio così. Quando l'ho aperto c'erano diversi temi che , come dei libri aperti ordinatamente, mi si palesavano dinnanzi, pronti ad essere sviscerati, analizzati e portati nel blog, seguendo il miglior modo possibile, di sostanza e di forma. Ora ho in mente diverse cosette di cui vorrei parlare. Nessuna però emerge in modo prepotente o si distingue tra le altre, permettendomi una scelta chiara sul pezzo da scrivere in qusto piccolo luogo virtuale a cui sono, oramai, affezionato. Devo dire che mi sto rendendo conto di essere entrato in un periodo in cui penso poco (nel senso che mi lascio andare con minor frequenza ai miei complessi ragionamenti complicati e, a volte , dolorosi). Forse ci sono piccole cose che stanno distraendo la mia attenzione (e non è un male). La riscoperta di una persona ricercata per anni e trovata adesso grazie a FaceBook. Una persona che ho sempre voluto trattare ma che per diverse circostanze, è stata sempre lontana da me anche se parente (potrebbe essere un argomento di discussione, visto che vorrei scriverle addirittura una lettera per farle sapere cosa penso di lei e di quello che poteva essere in passato il nostro rapporto e non è stato). Oppure potrei parlare della soddisfazione che sto provando nell'introdurre mia madre nel mondo di internet e dei suoi derivati. Oppure di come certi rapporti interpersonali siano entrati in stand by senza quasi che me ne rendessi conto; rapporti che, all'apparenza mi sembrano distanti ma forse non c'è stato alcun movimento che li ha spinti più o meno lontano da me. Oppure di come si sono trasfornati certi miei sogni con il mutare del mio modo di pormi nei confronti della vita futura (in questo caso entrerei pienamente nel campo psicanalitico di cui, modestamente, credo di essere diventato un piccolo specialista).

Gli argomenti ci sono. Mi manca solo lo spunto per iniziare ad analizzarne uno in particolare.

Invito chi legge abitualmente questo blog... a non abbandonarlo... perchè da un giorno all'altro... ci sarà sicuramente una ripresa nella pubblicazione di articoli...."a pioggia" (come diceva la grandissima Carmela Vincenti). La quiete prima della tempesta....