
Come si dice? Chi disprezza...compra. Il tanto criticato FaceBook ha finito per contagiare anche me che sono solitamente refrattario ad accogliere con disinvoltura le novità, specialmente quelle che possono incidere su alcuni eventi della nostra vita, piccoli o grandi che siano. Mi son trovato in questo meccanismo piacevolmente perverso che nulla ha a che
fare con tutto quello che, fino a pochi giorni fa, conoscevo di internet. Questa sconfinata piazza virtuale, ben diversa dai forum a cui sono abituato,
mi ha fatto molto riflettere. Voi avrete certamente notato che sono portato a
ponderare un pò troppo su tutto e tutti. Fa parte della mia indole e difficilmente si cambia. Adesso parlo dell'effetto che ha prodotto in me FB (non so come definirlo). Una delle caratteristiche della mia vita, del mio percorso evolutivo (e , in alcuni casi...involutivo) è la mancanza di collegamenti con alcuni periodi importanti che hanno inciso più o meno nella mia esistenza. Ne ho parlato anche con il mio analista diverse volte. Ho vissuto una vita a compartimenti separati. Difficilmente il personaggio di un periodo storico mi ha accompagnato per lungo tempo. Si è sempre tutto interrotto, facendo sì che quel periodo venisse più o meno idelizzato e, soprattutto, cristallizzato.
Familiari stretti a parte, l'unica persona che mi "accompagna" da quando ero piccolo è un mio amico d'infanzia, Ruggiero. Posso dire che mi ha quasi visto nascere e ha seguito più o meno da vicino, tutto il mio percorso di vita. Diciamo che è l'unica persona "esterna alla famiglia" (che poi tanto esterna non è) con cui posso parlare di tutto, dall'infanzia fino al presente. Lui è l'unico anello di congiunzione, l'unico filo conduttore che mi lega al
passato, a quello più lontano. Poi ci sono stati degli amici che ho frequentato per più o meno brevi periodi, di cui ho perso totalmente le tracce.
C'è stato il periodo relativamente breve di Daniele, in figlio della vicina di casa, con cui dividevo quasi il pane ma che, una volta trasferitosi fuori con la famiglia, ci siamo persi. Ricordo le lunghe passeghiate, lo
scambio di "figurine" dei nostri cartoni preferiti, i pomeriggi passati insieme a guardare la tv o a giocare. Le uscite con le biciclette. Un periodo molto intenso, una condivisione molto profonda. Tutto svanito nel nulla, come se fosse stato tagliato via quel settore della mia vita.
Dopo di lui c'è stato Cain ... vabbè ... in questo caso il periodo è stato più lungo (si va dalle medie, al liceo e oltre) ma, anche in questo caso, una volta uscito malamente fuori dalla mia vita ... ZAC. Subito dopo di lui (anche se per un periodo di è sovrapposto) c'è stato Giuseppe. Anche in quel caso ... amicizia molto profonda,
condivisione "del pane" ... come si suol dire e poi ZAC. Fuori, finito. Terminato.
Negli ultimi anni ho conosciuto le mie amiche (Concetta,Carmen e Mara). Con loro ho vissuto periodi molto sereni. Per fortuna siamo ancora in contatto ma anche in questo caso, c'è stata una sorta di rottura, nel senso
che son dovute partire (ne ho parlato in un altro articolo). I sentimenti di amicizia ci sono sempre, certo, però una parte fondamentale di quel periodo, la condivisione diretta del tempo insieme....non c'è più. Altro taglio di forbici.
Cosa c'entra questo discorso con FaceBook? C'entra..c'entra. Da quando si è interrotta l'amicizia con Giuseppe, non ho potuto condividere con nessuno i ricordi della scuola (di quel periodo in generale). Mi ritrovo con una quantità di materiale in mente che non posso condividere con alcuno. Sembra stupida come cosa ma è incredibilmente strana. Praticamente è avvenuto un processo di cristallizzazione dei vari periodi interrotti. Quello con Cain, quello con Daniele, quello del liceo, quello con Giuseppe, lo stesso periodo delle mie vacanze al mare (in questo caso però lo "stacco" è stato voluto). Per cui è chiaro che tutto è rimasto quasi fermo nel
tempo ... anche se, in alcuni casi (liceo) sono passati 20 anni.
Sbarcato su FB ... dapprima non sapevo francamente chi cercare, poi a catena, dopo aver provato a contattare una vecchia "compagna" a cui, tra l'altro, avevo anche fatto guidare molte volte la mia auto, diversi ex amici di liceo sono comparsi all'orizzonte. Premetto che anche allora ero orso come lo sono ora. Non andavo alle feste, non andavo in gita. La mia vita di gruppo praticamente si limitava alle ore trascorse in classe e a qualche passeggiata (quando presi l'auto....alcuni pseudo amici iniziarono a venirmi dietro come api sul miele). Certo nacquero anche un paio di amicizie interessanti (Giuseppe su tutti) che avrebbero potuto avere sviluppi migliori, però poi, ci si perse per le diverse strade cre prendemmo a livello di studio. Io, ad esempio, mi fermai perchè era giunto il momento di sviluppare un'altra parte di me , molto più importante di qualsiasi esame universitario, quella parte con cui avrei dovuto fare i conti per tutta la vita e che allora mi sembrava una montagna insormontabile.
Per farla breve ... mi ha fatto impressione incontrare i vecchi amici su FB. Chi è diventato avvocato, chi ingegnere e vive altrove, chi è sposato, chi ha un figlio, chi tre. Alcuni di loro abitano ancora nella mia città. Che ci crediate o no, li ho incontrati pochissime volte ... e quelle volte ... ho fatto finta di non vederli ... perchè temevo il confronto. Ora me li son trovati davanti, con la foto del Liceo che di colpo sembra invecchiata di 20 anni, con tutti quei ricordi che all'improvviso sembra che il tempo li ricacci in qualche cassetto del passato perchè ... la vita di adesso è un'altra cosa. Mi ha fatto molto effetto e ... ovviamente ... ho riflettuto molto su tutto. Immediatamente ho fatto una scrematura, pensando alla persona che potrebbe essere "amica" anche nel presente, magari riallacciando rapporti interrotti dal tempo e dalle circostanze.
Ho fatto anche un'altra riflessione che dovrebbe farmi sentire meno "indietro" per certi versi, rispetto ad una certa strada che han fatto loro. Beh ... io di chilometri ne ho macinati...dentro di me. Tanti, tantissimi. Loro hanno studiato su dei libri universitari, si sono laureati (alcuni). Io ho dovuto fare i conti con me stesso. Smontare pezzo pezzo il mio "io" e costruire quello che sono adesso che, tolti i pensieri neri che, purtroppo, mi accompegneranno finchè avrò vita, non è poi una persona da buttare, anzi. Probabilmente sono molto più sensibile e profondo di alcuni "dott" che si fregiano con tanto orgoglio del loro titolo. Io mi sono affermato come persona davanti ai miei occhi e quelli delle persone care. Il mio percorso è stato lungo e molto duro. Posso dire però di essere riuscito a fare qualcosa di straordinario, posso affermare con altrettanto orgoglio di essere riuscito ad essere quello che sono senza timore. Molti altri continuano a nascondersi inutilmente. Beh ... mettendo sul piatto della bilancia il tutto, ho la convinzione che davvero abbia fatto una lunga, lunghissima serie di esami, che si sono conclusi con la Laurea "in me stesso" nel momento stesso in cui mi sono rivelato alla persona più importante della mia vita. Peccato che adesso vada avanti a tre cilindri, che non riesca a mettere a frutto tutto lo studio fatto, tutti i sacrifici e le lacrime versate. Me lo ripeto ... è un peccato. Vabbè ... pazienza. Comunque ho ottenuto un grande risultato e di questo ne fado fiero.
FaceBook...è anche riflessione...

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