lunedì 10 novembre 2008

MOTIVAZIONI


Mi son reso conto da un paio di giorni in maniera molto profonda di qualcosa
che probabilmente altri avevano già colto da tempo. E' vero bisogna sbattere
il "muso" di fronte a certi problemi per rendersene conto. Mi mancano le motivazioni. Non sono stimolato. Diciamo che non ho mai avuto velleità particolari, che non ho mai prefissato obiettivi eccessivamente ambiziosi per cui combattere. O forse si. Posso dire che l'affermazione della mia identità sessuale all'interno della famiglia e tra le poche amicizie è stato un mio "grande obiettivo" che credo di aver raggiunto in pieno. Ho perso qualche pezzo per strada ... ma evidentemente non era degno di essermi vicino non perchè mi creda chissà chi. Semplicemente per una enorme mancanza da parte di
chi mi ha abbandonato solo perchè gay.

Dicevo delle motivazioni. Probabilmente mi sono concentrato per anni su questo obiettivo (importante) tralasciando tutto il resto. Certo ... non è poca cosa poter essere sempre se stessi, non aver paura di essere giudicati dalle persone che più stanno nel mio cuore. Però ... manca dell'altro. Cioè un obiettivo, qualcosa da raggiungere al di fuori della problematica che è stato al centro dei miei pensieri per anni. Mi rendo conto che è difficile trovare qualche spunto alla mia età.

Nella mia vita ho sempre fatto qualcosa per gli altri e non per me stesso. Ho piazzato sempre gli altri davanti a me. Può sembrare una contraddizione con quello che ho affermato a proposito della mia identità. Invece non lo è. Il mio scopo era proteggere mia madre più che liberare me stesso. Ho lavorato per anni con questo obiettivo in mente. Ci sono riuscito. Questa è la differenza.
Non ho voluto "emancipare" me stesso per me stesso ma per salvaguardare la persona che amo di più al mondo dal dolore che avrebbe dovuto sopportare se la mia omosessualità fosse venuta fuori nel modo sbagliato, da gente sbagliata. Riconosco di aver fatto un grande lavoro. Non tutti ci riescono. Non tutti
hanno il coraggio di percorrere la strada da me esplorata. Ovviamente quando sono arrivato al traguardo ... ho provato una gran forza, avrei spaccato il mondo. Mi sentivo un gigante, camminavo col petto in fuori anche se molti non ne capivano la ragione. Insomma ... una grande soddisfazione. Immensa. Il culmine del mio percorso è stato novembre 2004, quattro anni fa.

Dalle "motivazioni" personali tolgo sempre il lavoro perchè, per mia fortuna, ho sempre avuto una relativa sicurezza economica. Sapevo che una volta andato in pensione mio padre, avrei continuato a vivere serenamente, dando una mano a mio fratello. Insomma...non è mai stato una priorità. Ho provato a rendermi "indipendente" con l'apertura di un negozio anni fa. Beh...TUTTO andò male, lo presi come un segno e ritornai nei ranghi. Anche perchè forse non ero proprio convinto di quello che volevo fare. Comunque ci provai.

Uno dei miei obiettivi costanti è stato quello di trovare una stabilità affettiva. Trovare l'uomo giusto per me, capace di stimolarmi e darmi nello stesso tempo tanta serenità. Ebbene ... in seguito sempre al percorso di maturazione che ha avuto uno dei culmini nel 2004 ... credevo di averlo trovato ... nel 2006. Ho avvertito sensazioni a livello cerebrale che mai avevo pensato di poter ... provare. Credevo davvero di aver trovato la classica metà che mi mancava. La persona che quando assistevo ad un temporale mi faceva provare una sensazione di "completamento" mai provata fino a quel momento. Per chi mi conosce o ha letto qualcosa su questo blog, sa che certe atmosfere e certe circostanze per me son basilari come "prova del nove" per un rapporto di qualsiasi tipo. Poi ... nell'ultimo anno e mezzo me ne son successe di tutti i colori, con l'effetto sgradevole di essere diventato una persona diversa da quello che ero solo sue anni fa. Sono molto più freddo (all'apparenza), fragile, duro, spento per certi versi. Un mix micidiale che ha fatto cambiare tutto. Io stesso da poco mi son reso conto di essere molto cambiato (in peggio), sono cambiati i miei approcci con tutte le persone che mi circondano. Morale della favola ... mi son ritrovato con un amico in più e senza la persona con cui provare a costruire col tempo, qualcosa di più importante. E questo solo per colpa mia. Per un mio involontario "cambiamento" che ha condizionato tutto. Beh ... ora sto cercando di raccogliere i cocci dello tzunami che mi ha investito. Ce la sto mettendo tutta soprattutto per le persone che mi circondano (come sempre ... non penso a me stesso). Abbozzando un sorriso o facendomi vedere risoluto e tosto in certi atteggiamenti, quando in realtà sono molto debole e desideroso solo, a volte, di un caldo abbraccio per non piangere. Vabbè ... perchè ho raccontato tutto questo? Semplicemente perchè mi sento svuotato. Come se, andando in auto di notte, il fascio di luce dei fari si fosse ridotto a farmi vedere solo pochi metri di strada, invece che diverse centinaia. E non avendo neppure una meta stabilita...è dura.

Non so se ho reso quello che volevo far passare a voi lettori con questo mio articolo. A volte penso una cosa e ne viene fuori un'altra. Magari tornerò nuovamente sull'argomento.
Che fare? Non so.

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