martedì 30 luglio 2013

L'IMPORTANZA DI UN NUOVO AMICO


Credete all'esistenza del "colpo di fulmine platonico"? A me è già capitato due volte. In pratica è quello stato che ci porta a sentirci immediatamente vicini a qualcuno, senza provare attrazione fisica. Una sorta di sintonizzazione sulla medesima lunghezza d'onda, un'affinità elettiva verso qualcuno che, fino a quattro o cinque mesi prima (nel caso che tratterò) era un perfetto estraneo. La prima volta è capitata con la mia migliore amica, Concetta. In venti giorni...ci sentimmo così in sintonia da dirci tutto ma proprio tutto con una naturalezza imbarazzante. Ci eravamo semplicemente "trovati", esattamente come accade in un rapporto d'amore. Guardi la persona che ti è di fronte, capisci subito che c'è quel "qualcosa in più" e tutto procede in una direzione ben precisa. Per la cronaca...Concetta è ancora saldamente nel mio cuore dopo 14 anni. So bene che ci sarà fino all'ultimo giorno della mia vita. Solo la distanza, purtroppo, ci ha separato. Ma il sentimento c'è, rimane, resiste, cresce.
Con Fabrizio è accaduta la stessa cosa. L'ho incontrato sul tanto criticato Facebook in un gruppo "rivale". Ho notato che aveva una marcia in più, gli ho chiesto l'amicizia, invitandolo poi a iscriversi al mio, Bear Inside :) Come capita solitamente, con le persone da cui ricevo qualcosa da quello che leggo (non potendosi guardare negli occhi, sentire un odore o stringersi la mano), ha continuato a incuriosirmi, fino a quando gli ho chiesto palesemente di sentirci per uscire dal virtuale. Inutile precisare che non c'è mai stata una finalità diversa dall'amicizia, perchè il rapporto è nato proprio così, a parte il fatto che lui sia felicemente sposato da un quarto di secolo. E' un bell'uomo, intendiamoci :) Ma non ho pensato, per un solo secondo, a lui con altre mire.
Il pomeriggio che ci sentimmo...fu una vera e propria scoperta. Meglio, la conferma di quello che avevo avvertito. Sono un chiacchierone, per cui parlai quasi esclusivamente io :) Però mi accorsi che si divertì realmente nell'ascoltarmi e che avevo fatto breccia in lui, in qualche modo. Stessa cosa che era accaduta a me. Non so spiegarlo. Mi sentì a mio agio, come se stessi parlando con qualcuno che conoscevo da tempo, nonostante fosse la prima volta. Mi sentivo "a casa". E' una sensazione molto strana. Ricordo che già dalla nostra prima chiacchierata, sono iniziati i discorsi simpatici ma anche "importanti", interrotti solo dal suo cenare ad un orario, per me, in cui si fa uno spuntino, la merenda :)
Quando telefono a qualcuno, raramente sto fermo. Cammino avanti e dietro per la mia stanza. Per abitudine. Anche la prima volta che l'ho sentito, avrò fatto cinquanta volte lo stesso percorso, con le gambe che vanno per conto loro e la mia parlantina che non si ferma mai, in maniera direttamente proporzionale :)
Le seconda telefonata è stata una conferma. Lì ho capito che ci "eravamo trovati" perchè se nella prima ora di chiacchiere della prima volta, si possono anche fare delle cerimonie per non essere scortesi con chi ci parla, fu lo stesso Fabrizio a chiamarmi, segno evidente che il mio fiume di parole non l'aveva demolito del tutto, anzi. Visto che non credo sia masochista, gli sono proprio piaciuto. Vittorio gli è piaciuto, nei pregi (pochi) e nei difetti. Nella schiettezza, nella sincerità. E questo è molto bello per una persona, come me, che non si apprezza abbastanza e che non ha molti programmi per il futuro, che vedo molto limitato. Per farla breve...quella conferma mi riempì il cuore d'orgoglio e mi fece sentire vivo, esistente, apprezzato.
Da allora, ogni volta che ci si sente...le risate non mancano mai, anzi abbondano. Siamo arrivati a dirci tutto, ma proprio tutto. I pensieri più intimi, le fantasie recondite (anche sessuali e molto spinte) che non si raccontano nè ad un partner, nè ad un parente ma semplicemente...all'amico del cuore, verso cui si riesce a sentirsi nudi, senza tabù, senza maschere, senza dover coprire qualcosa perchè c'è la sensazione concreta che "non ti giudicherà" e ogni pensiero segreto rivelato, lega ulteriormente. Il sentimento cresce di pari passo con la fiducia.
Non sono il tipo che adopera termini inappropriati, che si lascia andare a dichiarazioni di amicizia, se non basate su qualcosa di realmente solido. Per me le parole hanno un senso, sono pesanti e vanno usate quando arriva il loro tempo. Per cui questa volta (come accadde con Concetta) mi sono sentito spiazzato. Posso tranquillamente annoverare Fabrizio tra la mia ristrettissima cerchia di quelli che considero Amici, con la A maiuscola. Sembrerà strano, perchè, come detto, a Natale scorso...non sapevamo chi fossimo :) Ma è accaduto e sono orgoglioso di poterlo affermare. Gli voglio bene, quando accade qualcosa, l'instinto è di chiamarlo, cosa che faccio solitamente con il mio amico d'infanzia, Ruggiero...che conosco da...42 anni, cioè da quando sono nato; amico che conosce tutto di me, tutta la mia vita, tutta la mia storia, i miei sentimenti, i fallimenti, i successi (pochi). In quattro mesi...Fabrizio è riuscito ad entrare nel mio cuore e sedersi su uno dei troni più nobili, che è quello dell'Amicizia Vera.
E' diventato un punto di riferimento. Sono sicuro che il nostro incontro tridimensionale...sarà ilare :) Ci metteremo a ridere, come facciamo sempre e ci abbracceremo, forse con gli occhietti lucidi. Proprio come fanno due vecchi amici che non si vedono da tanto, da anni...con la sola differenza che le nostre vite si sono intersecate solo cinque mesi fa. Com'è strana la vita.

Nessun commento: