
Riflettendo un pò...mi sono reso conto che, nella vita, ho imparato da solo a cimentarmi in alcune pratiche che un comune ragazzo deve sperimentare. Dovrei esserne orgoglioso ma, forse, mi è mancata comunque la guida di un esperto. Intendiamoci, le nozioni base (e non solo) mi sono state inculcate da una madre molto attenta ma non soffocante, nel trasformare suo figlio in un gentleman. Perdonate il momento auto celebrativo ma...credo di esserlo e posso anche dirlo con il petto gonfio. E poi tutto il merito va a lei.
Per tornare al tema dell'articolo, mi è mancata una figura maschile che mi desse un esempio, che mi aiutasse a diventare grande, che mi raccontasse dei segreti che che fanno di un ragazzo, appunto, un uomo.
E di figure ce ne sono state, solo che, per un motivo o per un altro, sono state molto carenti tanto che elessi a "uomo guida" della mia adolescenza, uno splendido ragazzo di cui m'innamorai al Liceo e con cui riuscì ad avere una storia, seppur contrastata. Lui era tutto quello che volevo essere io: brillante, spavaldo, sempre pronto a tutto. Il mio opposto. Ecco, forse, perchè ne ero così attratto prima che subentrasse un profondo sentimento: l'AMORE.
Per rimanere in tema...nessuno mi ha mai parlato di sesso (lo so, erano altri tempi) o simili. Nè mio padre, nè mio fratello nè, ovviamente, mia madre (anche perchè sarei stato molto imbarazzato a parlarne con lei). Solo l'amico d'infanzia, che spesso menziono, mi ha aiutato poi a venir fuori (quando ho avuto la certezza consapevole della mia omosessualità), mi ha dato qualche dritta anche se, oramai, da autodidatta, avevo imparato tutto sa solo, come si fa quando si va in bici per la prima volta.
Non posso dire che mi sono erudito sull'argomento...guardando...perchè non c'era chi osservare. Però non mi sono fatto trovare impreparato quando è arrivato, seppur tardi sulla tabella di marcia, il momento di diventare uomo anche ormonalmente parlando. In questo caso dovrei parlare di tutta la mia trafila di crescita e di consapevolezza...ma potrebbe essere lo spunto per un prossimo articolo.
Stessa cosa per l'auto. Ho sempre avuto il desiderio di guidarla, da quando ero piccolo piccolo (credo sia un classico). Solo che io lo facevo sul serio. C'era un amico di mio fratello (più grande di me di dieci anni) che era più disponibile e paziente (e anche incosciente) nel fornirmi le prime informazioni su come si poteva muovere il mezzo a quattro ruote da me tanto desiderato. Ci appartavamo in qualche zona nuova della città, con stradoni privi di traffico e pedoni, mi faceva sedere al volante e mi spiegava come "muoverla" che non è esattamente guidare. Ricordo l'emozione (avevo dodici anni) quando le ruote fecero il primo giro al comando tremolante dato dal sottoscritto. La cosa fu ripetuta per una manciata di volte, sempre i soliti 4-5 metri e niente di più (beh....non è che potessi pretendere altro). Sembrerà strano ma ho imparato molto di più osservando i movimenti del guidatore di turno che le nozioni teoriche. Quando si andava in giro, guardavo come si partiva, la tempistica del cambio di marcia, come ci si comportava durante una frenata o nello scalare le marce. Si, sono un attento osservatore :)
Il tutto messo in pratica, da solo, durante le vacanze estive. Dapprima (avevo solo un anno in più) ripetevo, nel parcheggio del residence ove abbiamo ancora una casetta, ciò che mi era stato insegnato. Poi...iniziai a spingermi sempre di più, spostandomi per qualche decina di metri, da solo :) Visto che mi notò l'amministratore del condominio, dovendo preservare, ovviamente, le auto parcheggiate...Mi vietò di continuare a fare auto-autoscuola. Fu la svolta. Dissi a mia madre (che sapeva che già me la cavavo abbastanza bene) che volevo provare ad andare oltre e, seppur non essendo molto convinta (eufemismo) la prima volta, mi accontentò. Presi ugualmente l'auto solo che uscimmo dal Residence, dirigendoci nel piccolo quartiere circostante che, nell'orario di pranzo, dopo essere stati al mare, con ancora addosso l'odore della sabbia e del sale
. Per farla breve, giorno dopo giorno...presi sempre più confidenza senza mai correre pericoli. Questa scena si ripetè diverse volte...sempre d'estate, sempre a Gallipoli, sino al 16' anno di età. Avevo acquisito una tale sicurezza che prendevo l'auto da solo (anzi con mio cugino come passeggero) che andavo a fare la spesa la mattina...(sempre nello stesso piccolo rione) guidando l'auto come un adulto. A casa erano tranquilli perchè tutti erano venuti in auto con me e sapevano che mi mancava davvero solo la patente.
Con un balzo torno all'intimità anche perchè sennò il racconto diventa noioso. Beh...anche riguardo al primo bacio...ho dovuto improvvisare. E' avvenuto abbastanza in ritardo ma quando mi sono messo alla prova, anche in quella circostanza, mi è stata rivolta sempre la stessa frase: "sicuro che sia la prima volta?" Un bel complimento....in tutto. Qualsiasi cosa abbia fatto (e non scendo nei particolari). Vuol dire che la mia quasi maniacale metodologia dell'osservazione "sul campo" a parte qualche rara eccezione (bacio), ha sempre funzionato. Concludo dicendo che mi sarebbe piaciuto avere dei maestri, diciamo così, per gli step da me passati. Però questo mi ha consentito di "tentare" sempre e comunque, senza dover aspettare lezioni da alcuno. Che poi abbia sbagliato o meno...poco importa.
I rapporti interpersonali con gli altri, credo meritino un capitolo a parte. Ne riparlerò.

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