giovedì 18 luglio 2013

E ALLA FINE...ARRIVO'...


Ebbene, questa mattina sono riuscito nell'intento di fare coming out con una zia, cosa che avevo progettato da tempo. Non che avessi paura o qualcosa di simile. Da quando ho parlato con la persona più importante della mia vita, mia madre, è tutto in discesa, nel senso che posso dirlo a chiunque, non ho alcun timore ma solo tanto orgoglio. Era una situazione da "io so che tu sai che io so"...insomma....sapevo bene che lei e il suo parentado...era al corrente. Intendiamoci, non che fosse fondamentale. E' solo che hanno una percezione molto sbagliata di me. Non solo mi sottovalutano, cosa che poi non è tanto negativa (visto che si può agire nell'ombra quando serve), ma credono anche che non sia abbastanza intelligente, maturo, ecc. Probabile che pensino pure che l'argomento "omosessualità" sia una sorta di tabù in casa mia. Niente di più sbagliato. Volevo già parlarne due, tre anni fa a Natale, quando si sprecano le visite e le serate ipocrite, tra una partita a tombola, con tanto di scorze di mandarino sparse per il tavolo e una fetta di pandoro o panettone, con le luci sull'albero che non si stancano di lampeggiare, a volte istericamente. Diciamo che non è capitata l'occasione, cioè l'argomento adatto da portarmi alla strada introspettiva fino allo svincolo del coming out. I miei pensieri erano troppo "avanti" rispetto ai temi trattati e non ci sono mai riuscito. Me l'ero posto come obiettivo "divertente", che avrebbe movimentato le solite serate di giochi e banalità, visto che non ho necessità di sbandierare ai quattro venti che sono orientato sentimentalmente e sessualmente verso le persone del mio sesso.
Ecco che, invece, quando meno me l'aspettavo, è arrivato un discorso bis di mia zia (nel senso che l'avevamo trattato due giorni fa) sul fidanzamento del figlio (che non vedo da un anno e mezzo pur vivendo nella stessa città) con cui sono cresciuto. Io e mia madre avevamo sollevato dubbi sulla partecipazione all'evento, com'era giusto che fosse. In primo luogo per la presenza della persona che ci ha rovinato la vita, l'altra sorella, amante del mio defunto papà. E poi perchè se un nipote/cugino non si fa vivo per mesi, vuol dire che non è poi così affezionato. Almeno non lo è più. Per farla breve, ho esposto la mai tesi...portando il tutto esattamente dove volevo arrivare, con un percorso da maestro. Ho spostato l'attenzione su di me in pochi secondi, affermando tutto quello che credo pensino e ho detto che, ad esempio, la mia omosessualità, non è un tabù. Nel fare questo e leggendo il linguaggio del mio corpo, cosa che ho imparato dopo....nove anni di analisi, ho notato che il mio mento era rivolto verso l'alto, che il mio petto era gonfio (per l'orgoglio) e che il mio sguardo era fisso (non l'ho abbassato per un secondo) negli occhi di mia zia. Che mi ha confermato che lo sapeva già...che l'aveva sempre pensato (beh...non ho mai fatto pensare, con il mio comportamento, il contrario, per cui...sai che sforzo) e che non c'era nulla di strano (adesso non so cosa avrà detto dopo o come mi appellerà quando è con altre persone che non si rivolgono a me con gentilezza, diciamo così). Ho raggiunto così un duplice scopo. In primis ho voluto affermare che sono orgoglioso del percorso fatto e di chi sono, che sono un uomo, ecc. e poi...credo di aver fatto un grande favore a mia madre, visto che non è da tutti il modo con cui si è comportata quando ha saputo della mia...vita omoaffettiva. Cari lettori, non potete immaginare che scossa di adrenalina positiva ho ricevuto. Sono proprio contento di quel che ho fatto, del modo in cui tutto è avvenuto. Adesso ho un motivo per andare a quel matrimonio...perchè sicuramente ci andrò accompagnato...da un uomo, ovviamente. E già immagino lo sgomento e le risatine che dovrò affrontare. Ma sempre con il petto gonfio d'orgoglio perchè io ho avuto il coraggio di essere me stesso, senza maschere. Quelli che mi denigrano forse sono solo invidiosi del mio essere trasparente.

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