Mi è tornato alla mente un periodo e un "amico" che ha fatto parte della mia vita per troppo poco tempo. Parlo degli anni che vanno dal 1980 al 1982. Periodo in cui avevo 10 anni o poco più.
Al piano di sotto, nell'appartamento che era nostro fino a 5 anni fa, venne ad abitare una bella famiglia, distinta, discreta, di un certo livello culturale e morale. La classica famiglia del mulino bianco, nel vero senso della parola. Il padre era direttore di banca, la madre insegnante. Dei tre figli solo due (maschi) erano con loro. Non ricordo per quale motivo la femmina era rimasta ad abitare con i nonni. Dicevo dei figli. Il piccolo, Alessandro, era cordialmente da me detestato, tanto che provava un sadico piacere ogni volta che potevo dargli qualche pizzicotto bonario (era proprio insopportabilmente discolo). Il grande….si chiamava Daniele. Era un anno più grande di me e tra noi nacque quasi subito una bella amicizia, molto intensa, ma pur sempre un rapporto tra due ragazzini. Ecco quello fu il primo rapporto vero e proprio, costruito da me (e non imposto dalle circostanze, tipo la scuola), con un altro maschietto.Un rapporto in cui dovevo confrontarmi, con cui potevo confrontarmi.
Al
principio per un atavico senso di auto protezione, anche per aver perso da poco gli amichetti che erano cresciuti con me, e per la paura di soffrire nuovamente, non volevo avere a che fare
con lui. Ma dopo pochissimi giorni, ci ritrovammo a giocare, non ricordo a cosa (sicuramente un gioco da tavolo), sul pavimento della stanzetta in cui c'erano i giochi. Ricordo che lui era un pò prepotente, voleva comandare e vincere. Ma una arroganza non molto accentuata. Sapeva di essere "il più grande" e agiva di conseguenza. Ci fu un attimo in cui, mentre eravamo seduti per terra, scattò qualcosa. Niente di avvicinabile a tutto ciò che riguarda il sesso, vista l'età. Forse qualcosa di simile, in embrione. Qualcosa che iniziava inconsapevolmente a svilupparsi nel normale percorso di crescita di ogni bambino che diventa adolescente. Per farla breve...sentì fortemente il suo odore. Mi penetrò profondamente e ne rimasi fortemente incantato e attratto. Fossimo stati più grandi, avrei parlato di "colpo di fulmine con altre implicazioni". In quel caso...solo di platonica attrazione di due esseri. Entrambi ci sentimmo subito molto vicini perchè lui si accorse che avevo iniziato a perdermi nei suoi splendidi occhi azzurri. Da quel giorno iniziammo a condividere tutto. Una mattina prendemmo le bici e andammo in strada a fare su e giù per i lunghi marciapiedi della nostra strada. Una situazione inedita per me. Iniziai a sentirmi "più grande", libero e sempre più indirizzato verso questo splendido amico che mi faceva da guida. Ecco, forse questo genere di esperienze mi erano mancate, pur avendo avuto rapporti con altri ragazzini quasi della mia stessa età, dai vicini di casa ai compagni delle elementari. Essere complice di un amichetto, disobbedire a qualcosa coprendosi a
vicenda. Sono tutte cose molto stupide, molto semplici ma anche molto
importanti. Legano, fanno crescere un'amicizia molto intensa. A quell’età non si pensa certo al sesso, non si ha malizia negli
atteggiamenti. A me era mancato fino a quel momento "l'innamoramento
platonico” verso un mio “simile”. Dicevo appunto fino a quel momento. Poiché le
cose stavano cambiando. Daniele finì per diventare un mio punto di
riferimento. Iniziammo ad uscire insieme, andavamo insieme a fare i servizi che
la madre dell’amichetto commissionava. Naturalmente scoprimmo di avere molti
interessi in comune. Giornalmente vedevamo assieme i cartoni
preferiti. Andavamo a comprare le “figurine”. Ci giocavamo. Ma era bello il fatto semplicemente di stare
insieme. Daniele era il leader della coppia. Era “quello più grande”, io mi ispiravo a lui e cercavo di seguirlo in tutto. Stavamo bene insieme. Se dovessi
pensare a quel periodo, ricordando le scene vissute, beh..quasi sorrido, mi viene un senso di tenerezza e di nostalgia. Non so spiegare
perché.
Può
sembrare assurdo ma mi piaceva molto "l’odore" di Daniele. Se mi fermo un
po’ a riflettere anche a trenta anni di distanza, mi viene alla mente quel
particolare profumo della sua pelle che mi era diventato così familiare, mi era entrato prepotentemente dentro (ora capisco anche il perchè mi piacciano i profumi da uomo che sanno di talco o che, comunque, sono molto dolci ma non stucchevoli). Forse, non essendoci, come già detto, a
quell’età la volontà e l’interesse di
erotizzare un rapporto, il fatto di rimanere affascinato e attratto da quel dolce odore, ha a che fare
con un istinto quasi animalesco. Quando si dice la sensazione a pelle. "Respiravo” Daniele a pieni polmoni. Ricordo i nostri giochi. Lui voleva sempre
avere la meglio. Non sapeva perdere. Senza
rendermene conto mi stavo innamorando di lui. Ricordo uno dei tanti pomeriggi passati insieme, in giro per la città. Quando uscimmo dal portone di casa, mi disse "devo farti una sorpresa". Mise le mani in tasca, uscì un astuccio, lo aprì e prese in bel paio di occhiali che indossò subito. Stava benissimo. Montatura color argento, molto fina, forma regolare. Da "intellettuale" direi oggi. Forse posso capire il perchè, per me, gli occhiali rappresentano un accessorio molto importante. L'aspetto da persona colta, che mi fa apprezzare molto di più un uomo, deriva proprio da quel pomeriggio (era il crepuscolo)...in cui Daniele, già bello come il sole, li indossò, facendomi andare in delirio cerebrale. Ricordo che poi andammo a trovare il padre, in banca, entrando da una porta secondaria. Mi sentì importante, non per il ruolo che il suo genitore (tra l'altro molto affascinante, la sua copia) ricopriva, ma proprio per l'atteggiamento da adulto, che Daniele manifestava in ogni circostanza. Eppure, lo ricordo, lui aveva 12 anni e io 11. Era la prima volta che giravo per la città senza un "adulto" ma mi sentivo ugualmente coperto e sicuro. Mi bastava guardarlo. Era d'obbligo la tappa all'edicola, un vecchio chiosco verde, situato in mezzo alla villa comunale. Le figurine dei "robot" dell'epoca...non potevano mancare. Le acquistavamo con molto gusto, assaporando il classico odore di colla, pensando allo scambio che ci sarebbe stato da lì a poco, una volta tornati a casa. Ricordo l'entrata in un bar vicino, per comprare il "cremino" che all'epoca era il gelato che andava per la maggiore. Poi si tornava a casa, si guardava la tv o si giocava.
Ricordo l'assenza di malizia, anche quando lui, se eravamo soli in casa, mi invitava a seguirlo in bagno, per continuare a parlare delle nostre serie preferite, qualsiasi cosa dovesse fare. Ricordo il suo "ingenuo" togliersi l'accappatoio davanti a me, che lo faceva rimanere nudo al mio cospetto. Ero sempre più attratto ma non era ancora nulla che aveva a che fare con il sesso, o forse si? Non l'ho mai sfiorato da nudo, mentre quando era vestito, ovviamente, l'ho toccato un pò ovunque. Peccato :) Lo dico a posteriori :)
Starei a parlare di lui ancora per ore e ore, magari annoiando chi legge questo pezzo, preso dalla mia memoria, da catalogare sicuramente come "primo amore, purtroppo, platonico". Purtroppo come tutte le belle cose (e ho una particolare attenzione ad incontrare persone importanti che per un motivo o per un altro mi “abbandonano” dopo poco) anche quel rapporto si dovette interrompere poiché il padre di lui fu trasferito altrove, più precisamente a Taranto. Io e Daniele fummo costretti a separarci proprio nel momento più intenso del nostro rapporto. Io credo che se avessimo avuto la possibilità di rimanere vicini la nostra amicizia che sarebbe durata per la vita. Avremmo scoperto insieme tutti i piaceri dell’adolescenza e della vita in generale. Pazienza. Comunque ho compreso che molti miei gusti in fatto di uomini e non solo (profumo, occhiali, crepuscolo, atmosfere, e odori vari)...probabilmente mi si sono stampate dentro proprio grazie a Daniele, che è stato una figura molto importante nella mia vita da quasi adolescente.
Ricordo l'assenza di malizia, anche quando lui, se eravamo soli in casa, mi invitava a seguirlo in bagno, per continuare a parlare delle nostre serie preferite, qualsiasi cosa dovesse fare. Ricordo il suo "ingenuo" togliersi l'accappatoio davanti a me, che lo faceva rimanere nudo al mio cospetto. Ero sempre più attratto ma non era ancora nulla che aveva a che fare con il sesso, o forse si? Non l'ho mai sfiorato da nudo, mentre quando era vestito, ovviamente, l'ho toccato un pò ovunque. Peccato :) Lo dico a posteriori :)
Starei a parlare di lui ancora per ore e ore, magari annoiando chi legge questo pezzo, preso dalla mia memoria, da catalogare sicuramente come "primo amore, purtroppo, platonico". Purtroppo come tutte le belle cose (e ho una particolare attenzione ad incontrare persone importanti che per un motivo o per un altro mi “abbandonano” dopo poco) anche quel rapporto si dovette interrompere poiché il padre di lui fu trasferito altrove, più precisamente a Taranto. Io e Daniele fummo costretti a separarci proprio nel momento più intenso del nostro rapporto. Io credo che se avessimo avuto la possibilità di rimanere vicini la nostra amicizia che sarebbe durata per la vita. Avremmo scoperto insieme tutti i piaceri dell’adolescenza e della vita in generale. Pazienza. Comunque ho compreso che molti miei gusti in fatto di uomini e non solo (profumo, occhiali, crepuscolo, atmosfere, e odori vari)...probabilmente mi si sono stampate dentro proprio grazie a Daniele, che è stato una figura molto importante nella mia vita da quasi adolescente.


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