Ignoranza? pregiudizio? stupidità? Ci sono tanti modi per definire le persone che non riescono, per limiti culturali o mentali, a comprendere che due individui dello stesso sesso possano amarsi senza che l'uno o l'altro abbia un ruolo diverso da quello donatogli dalla natura. Con l'andare degli anni, devo dire, parte della gente ha iniziato a comprendere, resta però sempre una grande fetta della popolazione che è rimasta davvero indetro (parlo dell'Italia visto che altri paesi sono molto più evoluti e meno gretti di noi). E non sto parlando solo del pensionato del piccolo paese di montagna. Mi riferisco anche a giovani di una certa cultura, di un certo livello sociale, magari professionisti o semplice gente comune. Quando mi capita di ascoltare certe affermazioni (per strada o in tv), mi viene l'istinto di salire in cattedra e "mettermi a fare il professorino" dicendo loro una volta per tutte che sono limitati, limitatissimi e, a volte, una vergogna per il genere umano. Sono molti i modi in cui vengono definiti gli omosessuali. Eviterò di enunciare le accezioni al termine più volgari. Già la parola "gay" mi da fastidio perchè sembra quasi voler distinguere qualcosa che invece dovrebbe passare inosservato ai più, cioè la vita sentimental-sessuale di un individuo. Non parliamo poi del vocabolo "diverso" (diverso da chi? da cosa? da quale modello?). Lo ABORRO (come direbbe Mughini). Il termine tecnico posso anche accettarlo solo ed esclusivamente per evidenziare l'attitudine di ogni individuo (strettamente intima e da non sbandierare ai quattro venti), rispetto al sesso. Poi non ci dovrebbero essere altre distinzioni. Che però, purtroppo, esistono. Non sopporto i Gay Pride anche perchè la stampa e la tv evidenziano solo una parte della manifestazione (a cui non ho mai partecipato), quella del corteo carnevalesco, non parlando colpevolmente delle tante iniziative che si legano alla manifestazione che annualmente si tiene in giro per l'Italia. Ecco, quelle sfilate, per me, rovinano quanto di buono si riesce a fare con il passare del tempo, rendendo vano l'impatto di assoluta "normalità" che alcuni omosessuali più noti, riescono a portare davanti agli occhi della gente, mostrando che siamo tutti assolutamente uguali. Tutti quei "mascheroni" portano ad indentificare i gay con quelli che si vestono con i corpetti di pelle nera, le borchie o, peggio, si truccano e ballano come dei tarantolati. Ebbene i gay sono altro. Per me farebbe più scalpore una sfilata di uomini in giacca e cravatta e donne vestite elegantemente. Ciò creerebbe un grossissimo impatto in chi si rifiuta di "guardare" con spirito critico e con una certa apertura mentale a tutto il sistema. Una sfilata del genere destabilizzerebbe tutti, specialmente gli omofobi e quelli che, in generale, hanno paura di chi non è a propria immagine e somiglianza. Farebbe capire che la popolazione gay è diffusa molto più di quanto si possa immaginare, che gay potrebbe essere il fornaio, gay potrebbe essere il postino piuttosto che il macellaio, un impiegato della posta oppure un avvocato, un ingegnere, un meccanico o un qualsiasi professionista, un figlio, un padre, uno zio, un cugino, un amico ecc. Invece quei carrozzoni provocano l'effetto contrario del messaggio che dovrebbe essere diffuso. Io probabilmente sono stato fortunato, visto che le persone a cui ho voluto rivelare quella parte di me, si sono sempre comportate in modo esemplare (tranne un paio di casi e qualche parente un pò retrogrado). Magari persone che non avevano mai sentito parlare di questa realtà e che non avevano la minima idea che potesse essere più vicina a loro di quanto avrebbero potuto immaginare. E' bello sentirsi dire da un'amica "son contenta di averti conosciuto anche perchè mi hai insegnato molto, facendomi percepire una parte del mondo che mi era assolutamente oscura". Credo che, in linea di massima, si debba (come in tutte le cose) distinguere tra persone intelligenti e stupide, tra quelle che si fermano a riflettere e chi passa sopra a qualsiasi cosa con fare superbo e ignorante. Non credo ci voglia molto nel comprendere che tra due uomini scattino gli stessi meccanismi che intercorrono tra due persone di sesso diverso. Che ci siano le stesse identiche emozioni, le stesse attrazioni, le stesse modalità d'approccio. Che si provano gli stessi sentimenti, la stessa dolcezza, la medesima tenerezza. Difficile far comprendere che il cuore batte allo stesso modo. Difficile far capire che non ci sono un lui e una lei in una coppia di maschi (e che soprattutto sempre maschi rimangono in ogni caso). Quante volte (ero ancora in incognito....) ho sentito dire da alcuni parenti (spettegolando magari su una coppia gay conclamata) "mah..chissà chi farà l'uomo tra i due". Non è orgoglio maschile ma semplice constatazione dei fatti. La sessualità è molto, molto variegata. Anche tra gli omosessuali ci sono quelli (come dico io) a cui manca solo la gonna che non hanno nulla a che vedere con la maggioranza dei casi. Per non parlare poi della confusione che si fa tra gay,trans, travestiti. Mondi del tutto differenti che vengono spesso e colpevolmente associati. Vabbè...per il momento scendo dalla cattedra e svesto i panni del "professorino". Ci sarà sicuramente ancora occasione di parlare di questi argomenti, visto che, comunque, la mia vita è permeata da questa condizione. Ben inteso...se dovessi rinascere sceglierei ancora di essere gay...magari prendendo consapevalezza molto tempo prima e cercando di vivere il tutto da subito con maggiore leggerezza.
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15 commenti:
Bravo...anche se la cosa era per me già acquisita da tempo, da molto più tempo di quanto tu possa immaginare.
Attendevo il momento più propizio per poterne parlare (scrivere) ma questo momento non arrivava mai...fino alla comparsa del tuo 10 luglio personale. Non è stato difficile identificare in molti dei tuoi momenti no che hai espresso a mezze parole, a mezza voce, a mezzi indizi sul nostro forum, che la causa di tutto era un malessere che derivava da una progressiva presa di coscienza non facilmente assimilabile da te e dagli altri.
Nel lavoro che facevo prima e che tu conosci molto bene, ho incontrato persone che erano delle rocce, delle scorze incallite, degli ostacoli difficili da superare, ma che avevano una sensibilità d'animo ed un modo di concepire la vita che era totalmente difforme dalla esteriorità in cui erano immersi.
Nomi insospettabili, di grido, noti e stranoti.
Ma tutti quanti uomini veri ed amici sinceri che ancora oggi lo sono e che lo saranno ancora per tanto tempo.
A prescindere dalle loro tendenze e dalle loro frequentazioni.
L'errore più banale è sempre stato quello di identificare l'omosessuale con l'effeminato, quelli che tu chiami mascheroni, il prostituto, la checca.
Molti non sanno o non vogliono sapere che invece le cose scorrono su binari molto più ortodossi ed uguali agli altri.
MB
Ciao Massimo.
Mi fa molto piacere leggere il tuo commento. Sapevo benissimo che avrei potuto parlarne con tranquillità con tutti voi del forum, visto che vi ritengo persone altamente sensibili ed intelligenti. Beh...non è che ci sia stato mai il bisogno di mettermi a fare una conferenza sul tema :-) però certamente se dovesse capitare qualcosa, mi sentirò più libero di essere me stesso al 100% ben sapendo che interagisco con persone di spessore.
Paradossalmente ho avuto più timore nel rivelarmi a voi. Come ho spiegato, in casa e tra le persone (poche) che frequento ho quasi sempre posto la condizione della "sincerità" che ha comportato un dover fare outing volontario.
Per me è inconcepibile far crescere un rapporto d'amicizia o familiare omettendo certi particolari. Non perchè voglia dire "guarda che io sono gay", semplicemente perchè l'esserlo comporta una serie abbastanza elevata di sfaccettature che, inutile negarlo, si riflettono nella vita di tutti i giorni e in tutto ciò che si fa o si dice. Come hai affermato tu è una realtà parallela ma non distante, molto più vicina alla gente di quanto loro stessi possano immaginare. Forse proprio questa scomoda vicinanza fa essere, alcuni, distanti e disprezzanti (vabbè...oltre all'ignoranza e alla stupidità).
Non avevo dubbi che tu avessi capito anche perchè nel mondo che hai frequentato, come hai detto, ti sarà capitata tanta gente con il mio "status" cucito addosso (anche se i più ipocriti continuano a negare che addirittura ciò esista).
E' vero. I miei silenzi, le mie parole non dette, derivano da un malessere che ho scoperto comune (mi verrebbe in mente di dire "alla mia gente" ma ghettizzerei la categoria e ciò non mi piace). E' un malessere che non va via, una malinconia costante che ti accompagna sempre. Perchè si vive in un mondo che non è proprio, costruito su misura per altri, in cui spesso ti senti estraneo.
Nel mio caso poi ci sono altre problematiche intime, legate ad alcuni rapporti familiari, che dipanerò in seguito, che da un anno a questa parte, mi hanno fatto assumere un velo di tristezza in più. Anche in quel caso si tratta di presa di coscienza sul tempo che passa inesorabile e crudele (vabbè...poi ne parlo).
Grazie.
Ho affrontato quest'argomento molto profondamente l'anno scorso, quando un mio carissimo amico, mi ha rivelato la sua omosessualità.
Per me è stata una doccia fredda perchè non me l'aspettavo minimamente, in primo luogo perchè non aveva dato mai modo di pensarlo e poi è stato fidanzato con ragazze bellissime e molto spesso faceva commenti osè anche sulla mia ragazza.
Tutto ciò lo faceva perchè voleva distrarre chi gli stava vicino...familiari ed amici...dal suo essere.
Un pò per pudore, un pò perchè temeva il nostro giudizio, ma soprattutto perchè non riusciva ad accettarsi. Per lui poteva significare, dare una tremenda delusione a chi gli era accanto!
Ebbe il coraggio di confidarsi, dopo tanti anni di sofferenza, fu una discussione a cuore aperto, lasciai che mi parlasse della sua condizione liberamente....aveva bisogno di sfogarsi dopo tanti anni di silenzio.
La sua maggiore sofferenza era il non sapersi accettare, a suo dire ha tentato sempre di rivolgere il suo sguardo verso donne bellissime per cercare di convincersi di non essere gay....ed è stato proprio questo il suo errore più grande perchè oltre ad andare contro i suoi stessi sentimenti, ledeva fortemente quelli della ragazza che nel frattempo si era innamorata di lui....e le ha fatto del male! Indelebile per lei...ma anche per la sensibilità di se stesso!
Quando finì di raccontarsi, io cercai di spiegargli che per me, dopo la sua rivelazione, non cambiava nulla nei suoi confronti, le persone si amano a prescindere delle loro preferenze sessuali, ma per la loro umanità e per ciò che hanno nel proprio cuore.
Enrico
Ciao Enrico.
Purtroppo in giro ci sono tante persone che percorrono la strada del tuo amico, facendo del male a se stessi, a chi li circonda e, soprattutto, a chi si liga a loro, magari con l'aggiunta di qualche figlio. Non si può fingere per tutta la vita. L'essere gay viene fuori naturalmente e non lo si può soffocare a lungo.
Io, ad esempio, ho sempre saputo di esserlo, me ne sono accorto da ragazzino, dai tempi delle scuole...quando tutti sbavavano dietro alle "bellone di turno" :-) e a me non dicevano assolutamente nulla, anzi magari rimanevo affascinato dall'atteggiamento di un amico. Ho cercato di non fingere mai. Non mi sono mai spacciato per etero. Ho semplicemente....evitato di parlare dell'argomento per un certo periodo con le persone che mi stavano attorno.
Devo dire che tanti anni fa mi era anche balenata l'idea (che per fortuna mi passò in fretta) di costruire una storia di copertura. Ho tentato anch'io (sempre all'epoca della scuola) di farmi piacere una ragazza (ce n'era una bellissima, per metà olandese....e ti ho detto tutto) dietro a cui andavano in molti.
E' anche capitato che una dolce ragazza s'innamorasse di me. Avrei potuto approfittarne anche perchè la conoscevo appena ma non mi sembrò giusto farlo. Per cui dopo averle fatto confessare il suo sentimento (tanto per essere sicuro), le dissi di me. Ovvio che ci rimase male però col tempo siamo diventato grandi amici.
Insomma...so bene che in giro ci sono tanti, tantissimi gay sotto copertura. Sposati , con figli che poi, magari passano il sabato e la domenica nei luoghi di ritrovo a cercar sesso. Lo trovo ripugnante.
Credo che l'importante sia trovare persone che ti comprendano. Sono sicuro che tu sarai diventato un punto di riferimento per il tuo amico, perchè avrà compreso che con te può essere se stesso e, credimi, per chi si nasconde, è importante trovare simili sbocchi.
Stagli vicino e fallo riflettere. Non fargli commettere (se puoi) l'errore di creare una famiglia di infelici (già da principio). Il percorso è comune a tutti. Più o meno lungo e tortuoso. Però si può vivere anche senza sbandierare il proprio essere gay o mettersi un cartello in testa. Poi le cose cambiano. Magari oltre a te...troverà un altro amico con cui aprirsi. Inizierà ad avere sempre più coraggio e si renderà conto che, forse, può permettersi di osare visto che, di fronte a tanta ingoranza, c'è anche tanta gente a cui rivolgersi e che non giudica (anche perchè non c'è nulla da giudicare).
Però se non si accetta lui per primo...
Carissimo, l'unica colpa che possa essere ascritta ad un essere umano nei propri sentimenti è la mancanza di onestà, prima verso se stessi e poi verso gli altri. Non credo che la tua umanità sia toccata da questo difetto. Ciò che sentiamo rappresenta la più sacrosanta delle nostre libertà, e così come non può essere imposta agli altri (vedi ostentazione) non può essere limitata (vedi discriminazione). mi riservo di ritornare a discutere con te sulla questione.
Francy
Ciao Francy.
Uso una tua frase perchè mi ha molto colpito e che trovo "pertinente" per l'argomento trattato: "Ciò che sentiamo rappresenta la più sacrosanta delle nostre libertà".
Sarò molto contento nel tornare a discutere sulla questione :-))
Vittttt cazzo !!!!!
Ho scritto un commento da un KM e poi l'ho cancellato involontariamente .
Comunque sono giunto da te !!
Adesso lo riscrivo .Ciao
Ah, mi sono dimenticato sono OLD !!!!
Comunque oltre la Curva ....... c'e' il Piripillo di un commercialista spilorcio !!!!
Ciao OLDONE!!
Benvenuto nel mio Blog.
Dai su....riscrivi tutto :-))
"oltre la Curva ....... c'e' il Piripillo di un commercialista spilorcio !!!!"
AHAHAHAHAHAH
hai ragione vitt....gli sgaurdi, le emozioni...il cuore ke batte all'imapzzata quasi dovesse esplodere....quel ke conta è viverle, provarle queste cose...non ki ne sia l'oggetto...
grazie ancora di avermi invitata qui...è stata una meravigliosa sorpresa leggerti qui....
Iskra (biwi)
P.S. come vedi la mia arcinota dislessia da tastiera non mi abbandona mai.....beh...sopportami anke qui....
iskra
Ciao Iskra.
L'onore di averti tra i miei lettori è anche mio, credimi.
Ringrazio te per essere passata a trovarmi. In questo blog conoscerai il vero Vittorio.
Un bacione bianconero :-))
E ti pareva che anche qui non ci fossero richiami al mio attrezzo ormai consunto da iperattività. Quanto allo spilorcio, caro vecchio caprone nullafacente, dassi il caso che abbia imparato a soffrire nello spendere proprio quando ero a Genova ospite temporaneo di quella bella città mai giustamente considerata da tutti.
Forse in un futuro prossimo venturo mi deciderò ad investire una trentina di euro per portarti fuori a cena. Dove una trentina di euro significa per tutti e due, naturalmente, bevande e caffè compresi.
Ciao Vitt...ciao caprone.
Ciao Massimo.
Ti ho riconosciuto dal riferimento al piripillo :-) (visto che non ti sei firmato)
Beh..credo che Old meriti una cena, così non potrà più dire che sei spilorcio. In fondo...il genovese è lui (e pure merdoriano :-))
Ciao Campione.
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