
Il Blog compie due settimane. Poco, pochissimo. Mi viene da fare subito un piccolo bilancio di questi 15 giorni passati ad aprire il mio cuore al pubblico, anche se chi legge i miei scritti è un "pubblico qualificato" in quanto si tratta... dei miei amici. Questo blog non è nato per essere diffuso in maniera capillare. Anche se in fondo alla pagine c'è un invito a votarlo (il tutto è nato solo ed eslusivamente per un gioco, senza alcuna finalità pecuniaria). A me piacciono le statistiche e mi diverte scalare le classifiche. Ma non è che speri una folla sconfinata di gente sconosciuta venga a leggermi. Il mio scopo non è questo. Piuttosto farmi conoscere in modo profondo e fare, nel contempo, una sorta di autoterapia psicanalitica.
Durante la mia esperienza di "analisi" (che consiglio sempre a tutti), più di una volta mi è venuto in mente di tradurre i pensieri in lettera, di "fermarli" su di un pezzo di carta (che novità!!). Qualche volta l'ho fatto, facendo poi leggere il tutto allo "scrivano" (modo colorito in cui chiamavo il terapista, vista la sua continua attitudine di scrivere tutto quello che dicevo...silenzi compresi). Per cui posso dire che è prassi consolidata. Però un conto è sapere che certe cose verranno commentate da una persona sola (peraltro da me pagata profumatamente e senza alcun tipo di legame affettivo), un altro è mettere a disposizione di un pubblico più vasto...tutto quello che mi passa per la mente, dai ricordi di quando ero bambino , alle sensazioni, agli odori che preferisco , alle abitudini, al palpitar del mio cuore per qualcuno, ecc.
In pratica (come dice il mitico Moggi) il mio non è esibizionismo bensì voglia di esprimere dei pensieri, i miei pensieri e farne venir fuori un confronto.
Frequento due forum a sfondo prevalentemente calcistico. Specialmente in quello bianconero (a proposito...FORZA JUVE) gli argomenti non sono più solo di ordine pallonaro. Ci si conosce da tempo per cui oramai si parla un pò di tutto. Ovvio che ci si senta comunque limitati.
Diciamo che è tutto diverso, visto che quando ho diffuso e invitato gli amici a venire a leggermi, è come se in realtà avessi offerto loro un caffè sul terrazzo di casa mia. Insomma chi viene a trovarmi sa che si parla di me, sa che potrà leggere di tutto, esperienze e pensieri leggeri, pesanti, a volte indigesti. Il forum, invece, è una piazza in cui si può essere ugualmente in confidenza ma rimane sempre...una piazza dove si incontrano gli amici. La differenza è sottile ma evidente.
La particolarità di questo "angolo di rete" che ho recintato (con alcune siepi di fresie, il mio fiore preferito) è anche un'altra. C'è un particolare incrocio di persone, che mi conoscono in ambiti diversi, che difficilmente si potrebbe ricreare in altre situazioni. Si passa da mio fratello che, credo, mi legga, alle mie amiche Concetta e Mara, dagli amici carissimi dei forum a cui non ho ancora avuto (purtroppo) il piacere di stringere la mano o andare a prendere un caffè piuttosto che mangiare una pizza (con la maggior parte mi sono però sentito diverse volte per telefono, che è già qualcosa, viste le distanze), all'amico d'infazia Ruggiero che, credo, tra un pò inizierà a frequentare questo posto, per terminare con il mio amico Marco, che ho avuto la fortuna di conoscere due anni fa e che nell'ultimo periodo ha avuto la "sfortuna" di doversi sorbire quasi ogni sera, le mie lagne per telefono.
Per tornare al titolo di questo scritto, fa impressione in un certo senso, sapere che quello che scrivo, espressione di un mio pensiero magari anche profondo, venga letto da altri seppur persone di fiducia. Vi assicuro che procura una strana sensazione. Ecco perchè mi è venuto in mente il Grande Fratello (mi riferisco al vero reality, quello dei primi anni, non alla pagliacciata di adesso), gente comune che decide di dare se stessi in "pasto" al mondo. Permettetemi la similitudine, da prendere nel senso buono del termine.
Proprio per questo si è portati naturalmente a scoprirsi al 90% perchè viene spontaneo (almeno per adesso per me è così) pensare a chi leggerà queste pagine. E' sempre una buonissima percentuale. Magari , con l'andar del tempo, inizierò a non pensare più che...."ci son le telecamere che mi osservano" (come dicevano i pionieri di quella trasmissione tv), colmando quel 10% di istintività che al momento manca.
E' comunque un'esperienza affascinante che mi auguro di portare più in avanti possibile nel tempo.

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