
Per farvi capire cos'è per me la Juventus, vi racconto brevemente come mi sono innamorato di lei. Premetto che nei primi anni della mia vita, non ho seguito particolarmente il calcio, anzi non mi piaceva molto. Poi, grazie anche alla squadra della mia città (il Barletta), ad una storica e coinvolgente promozione in serie B (avevo 16 anni), mi sono avvicinato (con un primo colpo di fulmine) a questo sport, diventando quasi un fanatico. All'epoca non tifavo per una squadra precisa in serie A, proprio perchè avevo seguito poco i campionati. Lo stesso anno (parlo del 1987), leggendo (lo ricordo bene) il Corriere dello Sport in spiaggia, sotto l'ombrellone...fui colpito da un articolo in particolare (prima me lo leggevo praticamente tutto...dalla prima pagina all'ultima, senza preferenze particolari). Si parlava di Cabrini, che era andato via da poco o stava per lasciare la Juve per il Bologna (ora non ricordo bene). Fui letteralmente folgorato dall'aria juventina (sembrerà ridicolo) che iniziai a respirare con ingordigia. Un vero e proprio colpo di fulmine ma di quelli che ti lasciano senza fiato. In quel momento ho iniziato a sentirmi juventino, ho iniziato ad appartenere alla grande famiglia bianconera. Il mio sangue ha cambiato colore. Da allora ho iniziato a divorare tutto ciò che fosse bianconero. Non perdevo una pubblicazione, una partita in tv e alla radio (all'epoca non c'era la possibilità di vederla sempre in tv). Essendo molto lontano da lei, non potevo far altro che seguirla, con una smisurata passione, da lontano. E proprio in un periodo di crisi, l'inizio della crisi più lunga senza vittorie (per cui non si può dire che sia stato folgorato dalla squadra vincente del periodo).
Perchè vi ho racontato questo episodio della mia vita? Semplicemente per farvi comprendere cosa intendo io per Juventus e juventinità. Un sentimento che ti gratifica, che ti fa sentire "particolare", appertenente alla storia del calcio. Una maglia nobile, di classe, meravigliosamente elegante, pesante, importante.
Per me la juventus è filosofia, un modo di approcciarsi con il calcio che non ha eguali. Insita, nel dna juventino, è l'attitudine alla vittoria, esattamente come pensava l'Avvocato, per cui un secondo posto era una sconfitta. Ma questo non perchè si deve sempre vincere, semplicemente perchè la Juventus è sinonimo di trionfo e non vederla in alto, a lottare per il titolo, è contronatura. Non si smette di amare una squadra quando non vince. Io amerei la Juve anche se giocasse tra i dilettanti. Però c'è lo spirito bianconero che DEVE essere rispettato. C'è la storia che lo impone.

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